Presso la “sala ex Podestà” di Pratovecchio, venerdi 27 giugno 2008 alle ore 21.00 si terrà un incontro tra la gente dell’alto Casentino ed il Comitato.c.s.m., continuazione dell’iniziativa di promozione e sensibilizzazione sulle problematiche sanitarie e di promozione della salute in area montana.

2fb47dfde4f24436c1ac9dad07e4c2f0.jpgIl presidente Massimo Ceccherini, insieme a rappresentanti del direttivo, illustrerà le motivazioni della nascita e gli obiettivi delle azioni del Comitato; come il mantenimento del servizio U.O. di Ginecologia Ostetricia, l’organizzazione del servizio 118 e della rete dei trasporti. la ubicazione e la costruzione delle piazzole per l’elisoccorso.

Riferirà sull’approvazione del PAL (piano attuativo locale) della asl8 di Arezzo, strumento fondamentale all’applicazione degli impegni sottoscritti in Comunità Montana nel 2006 tra la Conferenza dei Sindaci Casentino, Assessore Regionale alla Salute, Comunità Montana, Azienda Sanitaria e Società della Salute.

Dopo la raccolta e l’ascolto dei bisogni, la discussione ed il confronto con i presenti, verranno promosse le adesioni alle iniziative del Comitato con richiesta di adesione e sottoscrizione al manifesto programmatico (scaricalo dai documenti)e agli obbiettivi di salute e al mantenimento dei diritti di accessibilità alle cure.

Comitato Casentinese per la Salute in Montagna

 

Puntualmente il Direttivo del Comitato Casentinese per la Salute in Montagna si è presentato, nel rispetto delle iniziative e degli obiettivi che si è dato, alla riunione organizzata dal sindacato CGIL in Comunità Montana nel pomeriggio del 20 giugno 2008.

L’argomento era come dice la locandina ” Cgil: le proposte per la sanità in Casentino “ e importanti erano le figure  chiamate ad esprimere il punto di vista e la propria opinione; dal responsabile sanità dello Spi-Cgil e Bruno Pacini responsabile sanità della F.P. Cgil. Davano un contributo Ferruccio Ferri, Presidente della Conferenza dei Sindaci del Casentino; Sergio Bianchini, Presidente della Società della Salute; Vincenzo Ceccarelli Presidente della Provincia e Roberto Mariottini, Presidente della Comunità Montana.

Tutti i relatori hanno espresso l’opinione sullo stato delle cose, sulla realtà ed i livelli di servizi di sanità ospedaliera e territoriale in casentino, commentando anche l’immediato futuro sulla sanità tenendo conto della politica nazionale e regionale, del piano sanitario regionale e dei modelli organizzativi previsti e del PAL provinciale da discutere ed approvare.

Il Comitato con meraviglia ha rilevato però che complessivamente i pareri espressi a più livelli di competenza sono stati talvolta discordanti; con una palese differenza di opinioni di chi gestisce la rappresentatività a livello provinciale e regionale e chi la gestisce a livello locale e di zona quelli cioè che sono più vicini alla gente ed ai loro bisogni.

Vari commenti in particolare sulla affermazione “il progetto regionale di costruire una rete efficiente di ospedali per intensità di cura è teso al miglioramento dell’ offerta e della efficienza”, ma la Cgil evidenzia anche che gli ospedali periferici, come quello del Casentino, devono avere una caratterizzazione e una identità funzionale all’interno dell’Area vasta per essere al servizio non solo dei cittadini residenti, ma anche della rete complessiva dei servizi”.

Una chiara analisi di politica sanitaria è stata eseguita in un intervento, tra quelli non programmati, da Luciano Ralli consigliere e presidente della commissione sanità del comune di Arezzo che ha tracciato il quadro provinciale, ha rilevato problematiche ed indicato un percorso che vogliamo giudicare in modo positivo in quanto le cose affermate e le proposte sono praticamente sostenibili.

Nell’incontro è stato affermato che l’impegno anche del sindacato per la sanità è una priorità, con la ferma intenzione a proporre e condividere momenti di confronto e di riflessione in modo che nella sanità, anche in una valle peculiare, si garantita sicurezza e qualità dei servizi.

Il presidente Massimo Ceccherini è intervenuto all’assemblea con un contributo a commento sulle riflessioni ascoltate, in particolare ha chiesto al sindacato di esaminare il clima interno all’azienda sanitaria, opinione sul modello proposto di riorganizzazione aziendale che non prevede la chirurgia d’urgenza in Casentino, un parere sul modello di emergenza sanitaria -118 ed alla fine del suo intervento ha proposto alla CGIL un percorso comune con altre figure interessate a proporre un convegno per studiare un modello di sanità per aree Montane con il patrocinio della regione Toscana e dei comuni delle Comunità Montane.

 

Presidente M.Ceccherini saluti e richiesta al sindacato del perchè dell’assenza operatori sanitari – clima interno

 

Proposta Covegno di studio per una Sanità di Montagna Sostenibile

3cfc31cc7e2c73262ccaa87be3fd347a.jpg

Il 16 giugno 2008, nei giorni immediatamente successivi al ritiro da parte dell’azienda sanitaria asl8 della delibera dove si prevedeva la “ristrutturazione” la “riorganizzazione” del servizio di ostetricia e ginecologia da Unità Operativa “struttura complessa” a sezione “struttura semplice” grazie alla convinta presa di posizione del Sindaco F. Ferri di Bibbiena e tutta la Conferenza dei Sindaci del Casentino, si è svolto l’incontro tra il Comitato Casentinese per la Salute in Montagna e i cittadini di Castel S. Niccolò e Montemignaio.

d6efa16cd65ded369d558d64b1826cd5.jpgNella sala Comunale di Strada in Casentino, oltre al saluto ai rappresentanti comunali e ai presenti, il presidente M.Ceccherini ha raccontato le motivazioni della nascita e il perché della utilità dell’attività che l’aggregazione dei cittadini, che condividono idee e progetti, stà svolgendo.

Nella relazione ha espresso grande soddisfazione e compiacimento per la presa di posizione, ferma e decisa, da parte della conferenza dei sindaci con la richiesta al D.G. asl 8 Dott.ssa M.Calamai di ritiro della delibera che declassava il servizio dell’ostetricia e ginecologia della valle, ringraziando pubblicamente il Sindaci di C.S. Niccolò e Montemignaio presenti alla serata.

Rifletteva sulla utilità delle iniziative che il comitato aveva intrapreso per la sensibilizzazione delle istituzioni sul reale pericolo dell’iniziativa dell’azienda sanitaria, intrapresa unilateralmente, non rispettando gli accordi sottoscritti nel 2006 in Comunità Montana.

Affermava che il ritiro dell’atto era si una vittoria ma che essa non aveva risolto ma solo rimandato la discussione dei problemi di salute in Casentino chiedendo cosi ai sindaci del Casentino maggiore impegno e maggiore convinzione per ottenere nel PAL (piano attuativo locale), al fine di applicare e realizzare i punti di impegno previsti dal protocollo sottoscritto tra le parti nel 2006, adeguati riconoscimenti e proporzionate risorse economiche per il casentino.

Al fine del riconoscimento e l’applicazione dei punti previsti nel protocollo d’intesa, il presidente indicava le priorità per il Comitato: mantenimento e sviluppo della U.O. di Ostetricia e Ginecologia, la dotazione del servizio TAC nelle 24 ore a garanzia anche delle urgenze, la individuazione dell’ubicazione delle piazzole per l’elisoccorso a garanzia del trasporto sanitario secondario urgente verso altri ospedali, una nel comprensorio ospedaliero collegata direttamente al plesso e l’altra per l’alto casentino.

In conclusione il presidente proponeva la necessità di trovare un metodo di lavoro e di confronto sui reali bisogni di salute del Casentino che prevedesse il raggiungimento di proposte ed ipotesi di modelli specifici per le zone Montane, con indicazione dei requisiti minimi dei servizi che un ospedale di montagna in rete con gli altri ospedali doveva garantire, con indicazione dei requisiti che un sistema territoriale doveva prevedere per garantire la prevenzione e l’assistenza anche per gli anziani, ai cronici ed ai fragili, con indicazione dei requisiti di un sistema montano di soccorso sanitario e di trasporto per garantire i collegamenti territorio-ospedale e tra ospedali, con la definizione dei percorsi assistenziali più efficienti, sicuri, tempestivi ed appropriati.

La soluzione e lo strumento idoneo per trovare soluzioni è promuovere e proporre un tavolo comune, delle giornate di lavoro, un “congresso” dove promuovere il dibattito e riflettere. Un convegno patrocinato dalla Regione e dalle Comunità Montane, dove far incontrare tutte le figure istituzionali, professionali, di rappresentanza e i cittadini, per perseguire un modello sostenibile, conosciuto ed condiviso, un modello che rispetta il PSR ma che può essere applicato nella peculiarità e nella singolarità di una realtà montana.

Comitato Casentinese per la Salute in Montagna

 

servizio TAC: dubbi e certezze

 

riflessione emergenza sanitaria – elisoccorso in casentino

 

 

 

Chi ha assistito al Consiglio Comunale di Bibbiena nella serata del 12/06/2008 dove tra i punti in discussione e comunicati vi era anche in argomento il Piano Attuativo Locale proposto dalla Asl8 di Arezzo per il 2008-2010.

Tra norme procedurali interventi programmati e spontanei si è appreso dal Sindaco Ferruccio Ferri di un nuovo atto deliberativo aziendale, che l’Assessore Enrico Rossi ha fatto emanare  dal Direttore Generale dell’A.S.L. 8 Dottoressa Monica Calamai, avente in oggetto l’immediata rettifica della delibera 180 del 14/05/2008 che prevedeva la “ristrutturazione” e la “riorganizzazione” del servizio di Ostetricia e Ginecologia del Casentino da Unità Operativa, struttura complessa, a struttura semplice aggregata all’ospedale del Valdarno.

Finalmente una buona notizia, sulle buone intenzioni, che provengono dall’Assessore alla Sanità Regionale.
Si plaude al lavoro di tutti gli Organi Istituzionali, dalla Conferenza dei Sindaci del Casentino alla Società della Salute, di tutte le forze politiche e associazioni che si sono impegnate a sconfessare un’atto ingiusto, illegittimo, che non rispettava gli accordi presi nel 2006.

Un  Direttore Aziendale che personalmente aveva sottoscritto l’impegno che l’Ostetricia e Ginecologia del Casentino sarebbe rimasta con i requisiti di unità operativa, mantenendo così standard di sicurezza e di qualità elementi che oltre a soddisfare i bisogni della vallata “montana” sono anche elementi di attrazione e di gradimento reale degli utenti.

Il Casentino, il Comitato per la Salute in Montagna accoglie con soddisfazione questo primo atto, indispensabile, che permette e stimola tutte le figure Istituzionali a riflettere ancor di più e ad ottenere dall’Azienda Sanitaria un PAL giusto ed equo ai bisogni del Casentino.
Dovrebbe, ancor di più, far riflettere e non poco la Direzione Aziendale, per modi e tempi, e soprattutto sul risultato raggiunto con quell’atto deliberativo “unilaterale”, sconfessato dalla conferenza dei Sindaci del Casentino e dall’Assessore Regionale.

Siamo determinati e non ci accontenteremo di  pezze,  rattoppi o stratagemmi eseguiti solo per accontentare qualcuno e proteggere altri già in clima elettorale che eludano impegni. Ai cittadini del Casentino occorrono atti ed iniziative concrete a definire preventivamente obiettivi, modelli e percorsi a tutela della salute, specifici ed unici per la Montagna.
I Cittadini organizzati in Comitati con la loro attività di sensibilizzazione e di proposizione, insieme agli organi Istituzionali, lavorando con continuità e competenza possono e devono garantire l’accessibilità alle cure e il diritto alla salute.

Il Comitato Casentinese per la Salute in Montagna è nato e lavora insieme alla gente e a chi a bisogno per ottenere questo riconoscimento.

Comitato Casentinese per la Salute in Montagna

Da Arezzo, alcune sera fa è stata trasmessa una commedia esilarante, la star era il Direttore Generale della A.S.L. 8 Dr. Monica Calamai, la sceneggiatura un dialogo diretto con i Cittadini di Arezzo, delle Vallate e del Casentino.

Il Regista, anche per rendere più realista ed attuale il programma, nel montaggio avrebbe dovuto inserire tra le domande al Direttore Generale quella del destino “tragico” dell’Unità Operativa di Ostetricia e Ginecologia del Casentino.

Sapendo che la delibera Aziendale N° 180 del 14/05/2008 di fatto la declassa a sezione aggregata all’ospedale del Valdarno dal 1/7/2008 in un contesto di “riorganizzazione” e di “ristrutturazione”, l’argomento aveva connotati di tragicità e quindi ad arte ha montato la storia cercando di renderla meno amara anche cogliendo l’occasione di avere in scena una Top Star.

Per chi è stato attento al copione e alla sceneggiatura, le domande in tal senso ci sono significativamente state:

1) Dottoressa Calamai, se lei non ritira la delibera; che declassa l’Unità Operativa a Sezione e ne fa un’altro che permette di eseguire un bando di concorso per un nuovo primariato; chi garantisce che l’Ostetricia e Ginecologia del Casentino non andrà incontro ad una lenta ma inesorabile chiusura?

2) Da sempre ed ad oggi nascono in Casentino 340 bimbi all’anno in sicurezza e con buoni risultati che le neo mamme e soprattutto le future riconoscono. E’ vero che siamo sotto i parametri regionali ma nonostante la deroga per le comunità montane riconosciuta, se Il Direttore Asl8 non permetterà o ritarderà di cercare di assumere un nuovo Primario e di creare un equipe valida, quanto quella attuale, (Un Aiuto esperto) che si trasferirà in Valdarno insieme al Primario dal 1° luglio 2008, le nascite nel nostro ospedale di vallata caleranno vertiginosamente a causa della mancata continuità dei livelli assistenziali necessari, quali quelli di adesso.

Sappiamo altresì che al regista, durante la trasmissione, sono state inoltrate circa una trentina di domande dal Casentino, segno di vivacità e di sensibilità al problema della tutela della salute e che le richieste alla regia fossero di inoltrare i quesiti così come sopra esposti.

Ma oltre al noto problema di tempo e di spazio, le richieste pervenute non sono state accolte e le domande riformulate ad arte, filtrate ed addolcite hanno permesso un facile montaggio ed una stupenda interpretazione nelle risposte dell’attore, che essendo un professionista non aveva bisogno di un’assistenza che ne premiasse la genialità e la coerenza del Direttore Generale, più volte dimostrata.

E’ noto che il ruolo di direttore generale, richiede obbligatoriamente l’esibizione in più occasioni in teatri di tutte le zone della provincia dove è necessario distinguersi per eleganza, portamento e soprattutto in doti di gestualità e di mimica facciale; capacità necessarie a rimuovere lo stupore e le perplessità e le reazioni delle platee.

Nella serata dell’opera la mancata risposta del Direttore Generale a soddisfare bisogni di verità per il Casentino, è arrivata puntuale, è nonostante l’impegno a mascherarla con un interpretazione scenograficamente magistrale la serata ha lasciato, come altre volte, una profonda delusione.

Di fatto il Direttore in TV ha detto: (in modo assai contorto ed incomprensibile) questa delibera in pratica toglie il Primario dal Casentino, ma non permettendo l’assunzione di un altro Primario, e vero la trasformerà in sezione aggregata all’ospedale del Valdarno ma di fatto con un nuovo modello organizzativo uscirà rafforzata.

Per critica costruttiva alla sceneggiata possiamo considerare che gli abitanti e soprattutto le donne del Casentino potrebbero rispondere che per quanto esposto e proposto dal direttore, un nuovo modello organizzativo, che lo sforzo ed un rinforzo così sostanzioso che si concretizza con il trasferimento di un primario e l’applicazione di un nuovo modello, andrà sicuramente a discapito dei cittadini e delle donne del Valdarno, una valle con una popolazione tre volte superiore a quella del Casentino.

Noi Critici di Arte vogliamo ringraziare Il Direttore Generale per l’impegno, ma decliniamo l’offerta, non possiamo accettare, è troppo quello che offre. La gente del Casentino è contenta di quello che ha, lasci pure il Primario e il suo aiuto dove sono e rinforzi giustamente il Valdarno con il modello che voleva applicare al Casentino, noi per adesso non ne abbiamo bisogno ci basta e avanza quel poco che abbiamo.

Caro Direttore, lei che viene da terre lontane, star in carriera, col vento in poppa che soffia dalla Regione pensa che il Casentino sia terra di facile conquista e che i suoi cittadini “montagnoli” e sprovveduti si facciano vendere patacche così facilmente?

Noi pensiamo che una Star come lei che interpreta l’arte nei teatri di questa provincia del profondo Sud-Est, sia sprecata. Riteniamo che le sue qualità, premiate anche con “l’Oscar” dall’Assessore Regionale per la interpretazione più rispettosa al copione scritto e assegnato, meritano platee e palchi dove sia garantita possibilità di maggiore espressione come quelle di Siena, Pisa, di Firenze o addirittura “Roma”, (pensa bene chi pensa in grande).

Noi Critici Esperti, abbiamo capito subito la sue capacità interpretative. I soli che sembrano non aver compreso la storia, il personaggio e il significato dei ruoli nella sceneggiata sembrano purtroppo i Sindaci della provincia ed in particolare quelli del Casentino che si sono accorti solo ora che lo spettacolo non era e non è “Gratis” ma c’è il biglietto, ed ora? Chi paga ?.

Visto che la Star, che ha cosi ben interpretato la storia, ha rapporti diretti istituzionali solo con i Sindaci, chiamandoli i suoi unici interlocutori, (Purtroppo non vediamo tracce di una interlocuzione) auguriamoci che si trovino nell’ipotetico corretto confronto le soluzioni adeguate, un compromesso fra l’arte del far bene e le risposte per i cittadini, i loro diritto di salute e che a pagare il biglietto non sia la gente comune, quella che lavora e quella che ha bisogno, perché questa non è una sceneggiata ma una storia vera.

 

809de23b17b83aaf048e859b1cc282a6.jpgDr. Giorgio Morales

Nato a La Spezia il 26 marzo 1932, laureato in Scienze Politiche, dirigente della Provincia di Firenze dal 1965 al 1970.

Coordinatore dell’Ufficio Legislativo del Consiglio Regionale dal 1970 al 1979.

Assessore al Comune di Firenze dal 1975 al 1989.

Sindaco di Firenze dal 1989 al 1995. Consigliere comunale di Firenze dal 1995 al 1999.

Presidente dell’Istituto Regionale per la Programmazione economica della Toscana (IRPET) dal 2001.

Autore di numerosi scritti in materia di diritto regionale e degli enti locali.

Eletto Difensore Civico della Regione Toscana dal gennaio 2004.

Dal 2005 è stato eletto membro del Consiglio Direttivo dell’EOI (Istituto Europeo dell’Ombudsman)
 

COMITATO CASENTINESE PER IL DIRITTO ALLA SALUTE IN MONTAGNA

COMUNICATO STAMPA

 

Il Presidente del Comitato Casentinese per il Diritto alla Salute in Montagna, insieme ad alcuni componenti del direttivo, è stato ricevuto mercoledì scorso a Firenze dal Difensore Civico della Toscana dott. Giorgio Morales. Sul tavolo la situazione della sanità in Casentino alla luce di due significativi aspetti assolutamente disattesi e verificatesi negli ultimi mesi in valle. Il primo la mancata “risposta” da parte delle istituzioni regionali alle quasi 10 mila firme di casentinesi che chiedevano certezze sul futuro della sanità della vallata, il secondo il mancato rispetto del protocollo d’intesa tra Regione Toscana, Società della Salute del Casentino, Comunità Montana del Casentino e Conferenza dei Sindaci del Casentino sul mantenimento delle Unità Operative esistenti e la certezza della permanenza dell’Unità Operativa di Ostetricia e Ginecologia anche in deroga ai parametri attuali sulle nascite. Situazione quest’ultima addirittura oggetto di revisione da parte della Direzione ASL 8 che, con atto deliberativo delle ultime settimane, ha in pratica declassato tale unità operativa in sezione distaccata di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale del Valdarno.  “Voglio pubblicamente ringraziare – ha detto il Presidente del Comitato Massimo Ceccherini al rientro in Casentino – il Dott. Morales per averci ricevuto e per aver dimostrato tanta attenzione sulle problematiche urgenti e indifferibili per le popolazioni casentinesi in materia di sanità. La nostra speranza e quella di tutti i casentinesi è che ora il buon senso prevalga su tutto e insieme alle istituzioni, guidate dai Sindaci, si riesca a risolvere  questa delicata questione che rischia di degenerare a danno veramente della gente che a loro volta attende certezze operative stanca di chiacchiere e prese di posizione sui giornali”.

6 giugno 2008