A differenza di tanti amministratori e rappresentanti di Istituzioni,  il Comitato Casentinese per la Salute in Montagna non è andato in ferie;  anzi al contrario,  ha lavorato e sta lavorando per la tutela e lo sviluppo della salute.

Tra le iniziative intraprese, oltre a monitorizzare i livelli complessivi dei servizi erogati dal nostro ospedale di vallata e dalla U.O. di Ostetricia e Ginecologia, dalla data di trasferimento del direttore dott. Lelli alla Ginecologia del Valdarno, abbiamo sentito le persone e i pazienti che usufruiscono del servizio, oltre ad aver intrapreso  nuove iniziative:

  1. Promuovere e raccogliere un questionario sullo stato di salute della sanità in casentino.
  2. Prumuovere che il clima interno del personale sanitario ritrovi serenità ed un miglior livello di sicurezza.
  3. Promuovere, discutere e informare, affinchè  la piazzola dell’elisoccorso sia costruita per motivi di percorsii sanitari nel comprensorio dell’ospedale del casentino, nel rispetto di vincoli tecnici e di sicurezza, anzichè come prospettato; lontano centinaia e centinaia di metri dai reparti e dal pronto soccorso, rendendo tale ipotesi; lontano da ogni logica e funzionalità.
  4. Promuovere e controllare che il PAL, in previsione di approvazione per il mese di settembre 2008, preveda i punti sottoscritti dalla Conferenza dei Sindaci, dalla Comunità Montana, S.d.S, Regione Toscana e Asl.8 nel Settembre 2006.
  5. Promuovere un “Convegno di Studio” di esperti per dibattere e indicare i requisiti minimi essenziali dei servizi da garantire in futuro, sostenibili e condivisi dai cittadini, per l’ospedale, il territorio, l’emergenza 118 e il trasporto verso altri ospedali, in modo da disegnare un modello di sanità caratterizzata dalla Montagna.

Per Sostenere tali iniziative e ampliare l’informazione sulla stato di Salute in Casentino sarà organizzata la prima ” FESTA DEL COMITATO CASENTINESE PER LA SALUTE IN MONTAGNA”.  Un occasione nuova per incontrarci, confrontarci e discutere anche divertendoci. Non è certa e decisa ad oggi la data ed il luogo, che avremmo pensato da effettuarsi nella prima quindicina  di settembre 2008. 

Intanto nella serata del 29 luglio 2008 il direttivo del Comitato ha partecipato alla Festa Provinciale del Partito Democratico svoltasi a Monte San Savino, in quella occasione il Presidente M. Ceccherini, ha esposto nuovamente le iniziative e le molte perplessità all’ Assessore alla Sanità della Regione Toscana E.Rossi.

Nell’occasione dell’intervento Ceccherini ha annunciato, all’assessore Rossi, il pieno appoggio a nuove iniziative di aggregazione di cittadini, che hanno comuni interessi, per la nascita nel mese di settembre 2008 di un nuovo Comitato Aretino per la tutela e sviluppo della Salute ad Arezzo.

Intervento M.Ceccherini alla Festa Provinciale del PD

D

Come le Istituzioni che prevedono lo sviluppo del sistema 118 in Casentino anche il Comitato ha opinione e consapevolezza della necessità, per il sistema ospedaliero e territoriale, di una organizzazione efficente in rete del soccorso e trasporto sanitario 118.

Una organizzazione che risponda ai bisogni di soccorso in una zona montana, con località remote ed ostili, e di un trasporto verso l’ospedale e altri ospedali maggiori e di eccellenza, una rete di servizi che garantisca tempestività, sicurezza, continuità ed appropiatezza ai  bisogni reali e nel rispetto del diritto alla salute e all’accessibilità alle cure.

Il comitato stà raccogliendo i bisogni, le esperienze, i suggerimenti per riflettere su di un modello di soccorso per realtà montane, che tenga conto dei principi generali di sistema e di rete, di modelli ed esperienze già realizzate in Toscana ed in altre regioni ma con la verifica della possibilità di applicazione in Casentino, tendo conto del territorio e di altri fattori che influenzano la realizzazione e lo sviluppo.

Il primo e l’indispensabile passo per far progredire il sistema 118 in Casentino è la dotazione di un mezzo di pronto intervento “automedica” che insieme alle caratteristiche di mezzo 4×4, per l’accesso in ogni luogo anche il più remoto del Casentino, sia garantita oltre alla presenza nell’equipaggio di un autista/soccoritore e del medico anche quella di un infemiere a costituire un equipe sanitaria e di soccorso tale da eseguire supporto avanzato e di rianimazione. 

il problema del trasporto sanitario e del 118

33d840ceae2f5e2a48ae7ea965c11b3e.jpgLa promozione, l’informazione della gente sulla realtà e la qualità della salute della vallata e la verifica continua sono promosse ed è la missione del Comitato Casentinese per la Salute in Montagna.

venerdì 27 giugno 2008 nell’incontro a Pratovecchio con i cittadini dell’alto Casentino sono state esposte nuovamente i motivi della nascita, le finalità ed i compiti dell’associazione, con l’affermazione forte e convinta che queste non costituiscono e non sono e non vogliono essere la costituzione di un Partito.

Un gruppo di persone che si propone, per dovere civico e morale, di informare le persone che nascono vivono e lavorano in una valle montana sulle attività delle Istituzioni, sulla volontà e sulla programmazione che viene esercitata per il mantenimento ed il miglioramento della salute di una zona remota ed emarginata come quella del Casentino.

  • Promozione alle Istituzione di problemi e bisogni di Salute, che chiede impegno, sensibilità e il mantenimento degli obiettivi assunti.

  • Informazione alla gente, che vuole essere semplice e fatta con termini comprensibili a tutti, che parla di bisogni prioritari e quotidiani.

  • Verifica continua e tempestiva sulle attività e dei risultati di salute raggiunti, di sicurezza e qualità, a garanzia del diritto all’assistenza e all’accessibilità alle cure.

A Pratovecchio e al Casentino riferiamo, così come è successo a difesa ed il mantenimento dell’ U.O. di Ginecologia e Ostetricia dell’Ospedale, ottenuta grazie all’impegno di tutta la collettività, la richiesta alle Istituzioni di impegnarsi nuovamente e di intraprendere iniziative appropriate nei confronti dell’affermazione rilasciata dall’azienda sanitaria locale di Arezzo sulla scelta della nuova ubicazione delle piazzole dell’elisoccorso.

In particolare quella prevista a Bibbiena, si afferma che non sarà più come già deciso in prima istanza nel perimetro del presidio ospedaliero, ma sulla provinciale che collega Bibbiena a Chiusi della Verna, in un luogo anche lontano dalle principali vie di comunicazione, provocando cosi a nostro parere criticità nel soccorso e nel trasporto sanitario di pazienti verso ospedali maggiori e di eccellenza.

Vogliamo informare che il Comitato chiederà alle Istituzioni di spiegare l’iniziativa dell’azienda sanitaria, chiedendo se la scelta è stata dettata da reali e concreti problemi di sicurezza o da reali e concreti problemi tecnici che impediscono la realizzazione della piazzola con tutti i requisiti previsti dalle normative nazionali per il volo nelle ventiquattro ore nel perimetro dell’ospedale.

Stiamo raccogliendo la documentazione e gli atti per verificare e controllare che i requisiti di sicurezza e qualità vengano garantiti, ma soprattutto che si possa organizzare una adeguata ed efficiente rete di connessione con gli altri ospedali in quanto ad oggi avendo la vallata una scarsa viabilità che la collega con i centri maggiori è necessario e prioritario organizzare, garantire e verificare che l’ elisoccorso ci sia, funzioni e sia garantito 24 ore su 24 ore in modo sicuro, continuo e certo.

Infatti nonostante che l’aggiornamento e l’ammodernamento dei servizi ospedalieri sia già in atto anche senza un adeguato e proporzionato sviluppo del territorio e delle cure primarie, così quello del sistema 118 e dei trasporti sanitari la scelta e la costruzione delle piazzole di elisoccorso, già priorità nel 2006, diventa elemento di sicurezza e strumento indispensabile per la costruzione della rete ospedaliera.

Pensiamo che la piazzola di elisoccorso deve essere sicura, agibile h24, con accesso diretto dal presidio ospedaliero soprattutto per i casi di emergenza dove la riduzione dei tempi e la qualità del trasporto è elemento indispensabile a salvare vite umane e a ridurre gli esiti sulla salute delle persone.

Pensiamo che la proposta di costruire la piazzola dell’elisoccorso lontano dall’ospedale non sia cosi come la delibera dell’asl8 che chiudeva l’U.O. di Ostetricia e Ginecologia, ma chiediamo alla Conferenza dei Sindaci, alla Società della Salute, al Presidente della Comunità Montana, ai partiti di maggioranza e minoranza, ai sindacati, alle associazioni di categoria e di rappresentanza, al volontariato di interessarsi ed intervenire per competenza in modo che la scelta sia la più idonea, per la sicurezza ed il futuro dell’Ospedale dei Casentinesi.

2 luglio 2008

Comitato Casentinese per la Salute in Montagna