Giovedi 26 marzo 2009 presentazione ai giornali e televisioni locali del perchè e della necessità di un convegno medico ” P.S.R. il Bisogno di salute e la Montagna “.

il Presidente C.C.S.M. Massimo Ceccherini

 

Il Sindaco di Poppi    Graziano Agostini

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Dal piano Sanitario Regionale 2008-2010, dalla normativa di costituzione delle Società della Salute, dai riconoscimenti per le collettività montane e soprattutto dal piano attuativo locale (PAL)  approntato dall‘Azienda USL (2008-2010) sarà estrapolato un piano di azioni per creare le condizioni di sostenibilità complessiva del sistema sanitario locale e quello  relativo  all‘avvio  di  azioni  di  governo  della  domanda  e dell‘offerta  tali  da  produrre  un  rilancio  del servizio sanitario pubblico  sia  dal  punto  di  vista  della  propria capacità  di  produzione,  sia  dal  punto  di  vista  della  maggiore  adeguatezza  della  rete  dei servizi  ai  reali  bisogni  di  salute  e  sanità  della  popolazione,  con il riconoscimento delle  diversità  di accessibilità geografiche  e socio-economiche.

Questi  ambiti  non   sono   da   considerarsi  consequenziali  nel  tempo  ma  strettamente embricati in una logica di sviluppo sostenibile volta a consentire al servizio sanitario locale di:

• uscire   definitivamente   dalla   difficile   posizione  di  azienda  anomala  rispetto  al contesto regionale e dalla conseguente situazione di permanente emergenza

• poter   quindi   porre   all‘attenzione   regionale   proposte   specifiche   modulate   alle peculiari   condizioni  geografiche   e   demografiche   della   provincia   vissute   non   più   come elemento critico ma come normalità“ contestuale

• creare  le  condizioni effettive  non  solo  di manutenzione,  ma  per  un  reale  rilancio dei  servizi  sanitari,  core  dell‘attività  dell‘azienda,  in  termini di tecnologia  e  di reti al passo con i tempi.

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Il Convegno Medico del 28 marzo 2009, organizzato presso il Salone delle feste del castello dei Conti Guidi,  è dedicato alla progettazione di una tutela complessiva della salute nel Territorio Montano,   trova  piena  collocazione  nello  spirito  che  dovrebbe animare un  Piano  Strategico.  Esso  ha  precisi cardini valoriali che  sono  peraltro  i valori fondamentali del sistema assistenziale del servizio sanitario pubblico locale ed in generale della Regione Toscana.

Il Convegno Medico  organizzato dalla  Società Scientifica COMES (Coordinamento Medici Emergenza Sanitaria ), promosso dal Comitato Casentinese per la Salute in Montagna in collaborazione con la IV commissione sanità del Consiglio Regionale della Toscana, diventa quindi un‘eccezionale palestra, un‘importante occasione di proposizione, riflessione  e sperimentazione.

Un occasione di dibattito aperto a esperienze mediche a confronto e in sinergia configure eminenti della programmazione sanitaria regionale che potrà favorire il cambiamento  organizzativo  verso obiettivi di maggiore efficienza ed  efficacia  nella  risposta  alla  domanda  di cura in una valle montana.  L’auspicio che in un distretto cosi disagiato come il Casentino, questa operazione possa essere  condotta  con  particolare  investimento  e  attenzione  per  coglierne  tutto  il  valore aggiunto, quale reale leva di innovazione organizzativa.

La “mission” dei lavori volgerà a sensibilizzare per il miglioramento sul  versante  della  percezione  dei  bisogni,  sulla  ridefinizione  delle priorità   di   intervento   e   sull‘elaborazione   di  strategie   conseguenti  nel  governo   clinico dell‘offerta sanitaria come l’utilizzo   ottimale   delle   risorse   umane   e   materiali  disponibili  nel  Territorio.

Una “vision“, in accordo con gli indirizzi, dovrebbero essere contenuti nel piano strategico che,  si declina su tre momenti:

  Cittadini

–  Semplificazione dell‘accesso all‘offerta sanitaria nell‘interesse del cittadino.

– Riformulazione della risposta sanitaria nel territorio della montagna con un   collegamento strutturale con la popolazione.

   Presa in carico/ percorso di cura/ territorio-ospedale-territorio

– Governo Unico e centralità dei percorsi di cura.

– Ricerca delle condivisioni e delle sinergie per le risposte multidisciplinari.

  Operatori

 Coinvolgimento  degli Operatori (dentro e fuori dall‘Ospedale,  Dirigenti e Comparto) nelle fasi progettuali ed applicative.

 

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La notizia. Per essere informati sulle strategie regionali occorre leggere un  quotidiano del litorale toscano assai vicino al PD. Che si tratti di abilità giornalistica o più semplicemente un mezzo per stamparvi le veline regionali, poco interessa. In tale giornale si legge, oggi, che l’Assessore Rossi, dopo aver deciso di trasferire il dr Mariotti Fausto dalla Azienda Sanitaria di Livorno a Grosseto, sta “ancora lavorando sul puzzle, sugli incastri nelle varie aziende. C’è da piazzare la Calamai, moglie del sindaco Bonifazi, data a Livorno ma non più così certa. E nel giro potrebbe rientrare anche quell’Enrico Desideri che, tempo fa, mentre era a Cisanello fu al centro di un’inchiesta che ebbe anche toni plateali. In aprile avrà un’altra udienza, potrebbe anche uscirne pulito. Non è escluso che ad Arezzo finisca proprio lui”.
Il Commento.
Le doti umane e le capacità tecniche del Dr Enrico Desideri sono ampiamente conosciute ed apprezzate. Personalmente gli auguro di uscire al più presto dalla triste vicenda che l’ha colpito, convinto come sono della sua innocenza. Detto questo, se davvero il Dr Desideri dovesse essere incaricato di dirigere la AUSL 8 di Arezzo ci troveremmo di fronte, finalmente, ad una grande scelta.
Il rebus.
Non è dato conoscere il destino dell’attuale vertice aretino. Dicono che a Livorno siano sorte non poche contrarietà quando è circolata la voce dell’imminente arrivo della consorte del Sindaco di Grosseto. Le solite voci, petulanti e maliziose, dicono che non è facile trovare Aziende Sanitarie ben ospitanti. Possibile mai che simile bravura non trovi un posto adeguato?  
Il suggerimento.
Una prima ipotesi potrebbe essere lo spostamento a Firenze al posto oggi coperto dal dr Desideri.  Altra ipotesi una promozione a Roma, dove pur sempre la Regione Toscana, per il ruolo assegnato, ha possibilità di qualche posizionamento. Resta l’ultima ipotesi e cioè che nulla si verifichi e tutto resti come prima.
Pensa te…   
    
 

LUNEDì 23 MARZO 2009  Giuseppe Ricci

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presidente COSAR
Avv. Alessandro Calussi
            Con il perdurare e l’aggravarsi delle difficoltà dei cittadini al pronto soccorso dell’ospedale S.Donato di Arezzo, ripetutamente              
            denunciata dal COSAR e dai singoli cittadini si viene ad esprimere considerazioni e a porre domande:

La sensibilità e l’interesse dell’azienda sanitaria ai problemi che i cittadini quotidianamente denunciano sui disservizi sanitari, è pubblica.

L’impegno che si profonde a “comunicare”, sulle iniziative intraprese per ridurre i disagi mostra quanto l’azienda abbia consapevolezza dei reali problemi e quanto sia impegnata ad analizzare il fenomeno, a capire le cause e a trovare soluzioni.

Questo impegno in effetti nelle ultime settimane ha portato a migliorare l’accoglienza e la gestione dei parenti in attesa.

La cosa evidente è che nonostante l’efficiente analisi delle cause e la individuazione dei perché dell’uso del pronto soccorso, nonostante il successo della Hostess e della elargizione dei beni di conforto, ad oggi la gente è convinta che non siano state date concrete ed efficaci risposte al bisogno di servizio, che si tollerino i disagi ed i rischi e che i diritti dei malati non siano garantiti.

Ai cittadini che per un bisogno, vero o presunto, si rivolgono al pronto soccorso dell’ospedale non interessa il perché e che ci sia la consapevolezza in Azienda dei disagi.

Ai cittadini non interessa se le risposte e le soluzioni ci saranno domani, ma pretendono la presa in carico del bisogno, oggi!

Sabato 28 febbraio 2009 è oramai passato, quel giorno con 259 accessi al servizio di urgenza è stato un evento eccezionale. Ancora più fuori dal comune, fuori da ogni modello, preoccupante è la media delle persone che quotidianamente si rivolge al pronto soccorso 186 persone al giorno per 365 giorni all’anno.

Si comprende così, nel tempo, l’esasperazione e l’insofferenza che la gente accomunata dal vissuto di un “giorno al pronto soccorso”, venga a chiedere alle Istituzioni, alla Regione e all’azienda sanitaria di intervenire celermente sulle cause della massiccia migrazione dei cittadini di Arezzo al pronto soccorso, individuando quelle a cui si possa dare una risposta immediata cercando così di ridurre il disagi.

Viene spontaneo chiedersi:

Negli ultimi mesi, il trend di accessi al ps in aumento, ha creato preoccupazione in azienda?

Oltre a migliorare l’accoglienza, l’azienda ha previsto un aumento del personale per l’assistenza e prestazioni?

Si è previsto a migliorare e potenziare la diagnostica strumentale e quella di laboratori aziendali?

Si è previsto a migliorare e potenziare l’attività aziendale di consulenza specialistica?

L’azienda ha pensato a potenziare la risposta sul territorio con la medicina generale e il 118?

L’azienda ha pensato a potenziare la disponibilità e i posti letto per il ricovero?

Sicuramente gestire un azienda sanitaria complessa non è facile e trovare una risposta soddisfacente a tutto, non è possibile. Quello che la gente chiede è un impegno a risolvere i problemi di oggi non con promesse e progetti per il domani, con decisioni immediate anche eccezionali.

Quello che è successo il 28 febbraio 2009, accadrà nuovamente. La vera emergenza al pronto soccorso è quello che succede tutti i giorni.

Non è più possibile rinviare decisioni. Quello che è necessario oggi, va fatto oggi.

Il danno alla salute scaturisce da un ritardo di diagnosi, per la sanità è non prendere decisioni  rinviandole.

 

Nel corso del convegno, organizzato in Casentino, il 20 marzo 2009, presso il teatro Dovizi di Bibbiena si è svolto e si è dibattuto fra Istituzioni Regionali, Comunità Montana, Società della Salute e Azienda Sanitaria su “cosa e come cambia la sanità” con il Nuovo Piano Sanitario Regionali e con le leggi regionali di istituzione delle società della Salute.

Nella giornata di lavoro si è cercato di confrontare le novità normative ed organizzative proposte dalla regione con la realtà ed i bisogni della montagna, cercando di approfondire e capire i possibili sviluppi in una realtà territoriale disagiata.

Molti sono stati i contributi per esporre le volontà e gli obiettivi che le normative regionali si propongono di realizzare, molte però sono state anche le perplessità su come questi buoni auspici si possano realizzare, così come fra i presenti comune è stata la condivisione che le difficoltà in una realtà montana come quella in Casentino saranno maggiori.

Evidente è stata la volontà e l’impegno di tutte le istituzione regionali e locali di applicare i progetti e le normative con la convinzione che la realizzazione degli obiettivi e l’efficacia delle scelte passino necessariamente dal “ coinvolgimento e la partecipazione” dei cittadini. Un cittadino inteso non solo come semplice fruitore passivo di servizi, ma di attore propositivo e di governo dei servizi erogati nel territorio, per la corretta applicazione dei fini e il miglioramento di un bene primario come la salute.

Sulla figura del cittadino attivo, molti relatori intervenuti e autorità, hanno affermato e riconosciuto il ruolo dei cittadini che si organizzano in comitati, a tutela di un diritto, che nel rispetto dei ruoli, delle istituzioni e delle leggi, propongono e promuovono iniziative pubbliche per la sensibilizzazione, l’informazione sui servizi sanitari e sulla accessibilità alle cure.

Ad un anno dalla sua costituzione, il presidente Massimo Ceccherini e il Comitato Casentinese per la Salute in Montagna hanno avuto così il riconoscimento, dopo perplessità, scarso credito e indifferenza, della attività e degli scopi e sopratutto, in una valle montana, della utilità a tutela della salute e della sanità.

 

Intervento m.ceccherini  1^ parte 

 

 

intervento m.ceccherini 2^ parte

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Teatro Dovizi – Bibbiena 20 marzo 2009

Cosi recitava qualche settimana fa un articolo apparso su uno dei quotidiani locali ed in effetti il mese di marzo e la primavera porteranno cose nuove per la sanità aretina ed in casentino.

In particolare come annunciato da tempo e come si evince da molti nuovi atteggiamenti prossimamente nella nostra valle si parlerà si salute, con la speranza che dal confronto con la gente della valle e con le professionalità sanitarie si possa chiarire molti dubbi ed intraprendere buone iniziative.

In data 28 marzo 2009 la Società della Salute del Casentino (SdS) ha organizzato un incontro pubblico dove si affronterà i nuovi scenari dopo l’approvazione della legge regionale 60/09 sulla istituzione delle società della salute e si affronterà sopratutto nell’orario pomeridiano lo stato attuale della sanità di vallata e sulla necessità rivedere ed aggiornare gli impegni ed i punti previsti nel protocollo d’intesa sottoscritto dalla regione, azienda sanitaria ed istituzioni locali nel 2006.

Un grosso contributo alla verifica, alla discussione ed al confronto verrà dato dalla partecipazione all’incontro di Massimo Ceccherini che, fatto nuovo e di grande significato, è stato invitato come relatore a chiudere la giornata, prima dell’intervento dell’assessore alla sanità E. Rossi.

Il contributo del presidente del C.C.S.M. sarà sicuramente pieno di elementi critici e riflessioni, riferendo dei bisogni e sulle perplessità della gente della valle sullo stato di salute, dei servizi e sull’accessibilità delle cure.

L’incontro al teatro Dovizi sarà un occasione di democrazia, dove a distanza di un anno dall’ultima apparizione in Casentino dell’assessore Rossi avrà l’occasione di riprendere il confronto con la gente e verificare quanto affermato e promesso, nel rispetto dell’accordo del 2006, sia stato concretamente realizzato.

Pertanto veniamo ad invitare, chi potrà e vorrà, a partecipare attivamente all’incontro.

Un occasione tra le poche per poter esprimere e porre domande e affermare opinioni e perplessità. La partecipazione aumenterà la voce della gente e il ruolo del C.C.S.M e del presidente ma sopratutto stimolerà a riflettere le istituzioni dell’importanza e dell’interesse che la salute suscita fra la gente e quanto essa sia una delle priorità del territorio.

 

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