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presidente COSAR
Avv. Alessandro Calussi
            Con il perdurare e l’aggravarsi delle difficoltà dei cittadini al pronto soccorso dell’ospedale S.Donato di Arezzo, ripetutamente              
            denunciata dal COSAR e dai singoli cittadini si viene ad esprimere considerazioni e a porre domande:

La sensibilità e l’interesse dell’azienda sanitaria ai problemi che i cittadini quotidianamente denunciano sui disservizi sanitari, è pubblica.

L’impegno che si profonde a “comunicare”, sulle iniziative intraprese per ridurre i disagi mostra quanto l’azienda abbia consapevolezza dei reali problemi e quanto sia impegnata ad analizzare il fenomeno, a capire le cause e a trovare soluzioni.

Questo impegno in effetti nelle ultime settimane ha portato a migliorare l’accoglienza e la gestione dei parenti in attesa.

La cosa evidente è che nonostante l’efficiente analisi delle cause e la individuazione dei perché dell’uso del pronto soccorso, nonostante il successo della Hostess e della elargizione dei beni di conforto, ad oggi la gente è convinta che non siano state date concrete ed efficaci risposte al bisogno di servizio, che si tollerino i disagi ed i rischi e che i diritti dei malati non siano garantiti.

Ai cittadini che per un bisogno, vero o presunto, si rivolgono al pronto soccorso dell’ospedale non interessa il perché e che ci sia la consapevolezza in Azienda dei disagi.

Ai cittadini non interessa se le risposte e le soluzioni ci saranno domani, ma pretendono la presa in carico del bisogno, oggi!

Sabato 28 febbraio 2009 è oramai passato, quel giorno con 259 accessi al servizio di urgenza è stato un evento eccezionale. Ancora più fuori dal comune, fuori da ogni modello, preoccupante è la media delle persone che quotidianamente si rivolge al pronto soccorso 186 persone al giorno per 365 giorni all’anno.

Si comprende così, nel tempo, l’esasperazione e l’insofferenza che la gente accomunata dal vissuto di un “giorno al pronto soccorso”, venga a chiedere alle Istituzioni, alla Regione e all’azienda sanitaria di intervenire celermente sulle cause della massiccia migrazione dei cittadini di Arezzo al pronto soccorso, individuando quelle a cui si possa dare una risposta immediata cercando così di ridurre il disagi.

Viene spontaneo chiedersi:

Negli ultimi mesi, il trend di accessi al ps in aumento, ha creato preoccupazione in azienda?

Oltre a migliorare l’accoglienza, l’azienda ha previsto un aumento del personale per l’assistenza e prestazioni?

Si è previsto a migliorare e potenziare la diagnostica strumentale e quella di laboratori aziendali?

Si è previsto a migliorare e potenziare l’attività aziendale di consulenza specialistica?

L’azienda ha pensato a potenziare la risposta sul territorio con la medicina generale e il 118?

L’azienda ha pensato a potenziare la disponibilità e i posti letto per il ricovero?

Sicuramente gestire un azienda sanitaria complessa non è facile e trovare una risposta soddisfacente a tutto, non è possibile. Quello che la gente chiede è un impegno a risolvere i problemi di oggi non con promesse e progetti per il domani, con decisioni immediate anche eccezionali.

Quello che è successo il 28 febbraio 2009, accadrà nuovamente. La vera emergenza al pronto soccorso è quello che succede tutti i giorni.

Non è più possibile rinviare decisioni. Quello che è necessario oggi, va fatto oggi.

Il danno alla salute scaturisce da un ritardo di diagnosi, per la sanità è non prendere decisioni  rinviandole.

EMERGENZA AL PRONTO SOCCORSOultima modifica: 2009-03-23T15:18:00+01:00da comitatocsm
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