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Son passati quasi tre anni dalla firma del protocollo d’intesa tra la conferenza dei Sindaci, La Regione, La A.S.L.8, e La Comunità Montana, uno dei punti del Protocollo D’ intesa era la realizzazione delle Piazzole per L’Elisoccorso.

Di pazienza i cittadini del Casentino ne hanno avuta, non si può negare, com’è altrettanto evidente che la non realizzazione di tali piazzole sino ad oggi, sia da ascrivere agli inspiegabili tentennamenti nonché elaborazioni contorsionistiche della politica locale.

Non vogliamo rigirare il coltello nella piaga, ma a quanti accusavano il Comitato Della Salute In Montagna di perorare una causa politica, più che gli interessi della salute dei cittadini del Casentino, abbiamo dimostrato nel tempo che i nostri unici interessi sono al servizio della comunità.

I fatti ci hanno dato ragione; da quando siamo nati abbiamo combattuto perché ogni singolo cittadino casentinese avesse la stessa risposta sanitaria dei cittadini della Regione Toscana.

Sulla realizzazione delle Piazzole dell’elisoccorso abbiamo espresso il nostro punto di vista, che è quello di realizzare due piazzole funzionali oggi, e nel tempo diano continuità e siano oggettivamente funzionali, per una risposta sanitaria in Emergenza di qualità; tenendo presente le peculiarità del territorio e la densità della popolazione del Casentino.

Detto questo ogni discorso sembra superfluo, non riusciamo a capire questo tira e molla, questi cambi di direzione e d’idee sulla piattaforma da realizzare a Bibbiena.

Realizzarla all’Ospedale e quindi renderla funzionale e ottimizzare l’intervento in emergenza, integrando il lavoro tra il personale Ospedaliero, la Postazione P.E.T., ed il personale dell’Eliambulanza, o realizzarla altrove? Allontanarla dall’Ospedale, complicare il servizio e la salute ai cittadini alla ricerca di altri obiettivi che non riusciamo a capire e a concepire?

Questo è il dilemma e non è cosa da poco, ci sono i soldi stanziati, la Regione non gradisce questi ritardi, la A.S.L.8 ha dato nel gennaio scorso l’approvazione per la piazzola nei pressi dell’Ospedale, (Leggasi l’articolo nella stampa del 12/1/2009) e allora cosa aspettiamo?

Ci teniamo a precisare alcune cose: le due piazzole per il volo, sia diurno che notturno, devono essere realizzate dove servono e non dove qualcuno vorrebbe che fossero realizzate.

Appare evidente che la prima e più importante deve essere realizzata adiacente all’Ospedale; dove sarebbe funzionale anche in futuro, integrerebbe l’intervento in urgenza e la sinergia tra: il personale Ospedaliero, il personale della postazione P.E.T. e quello dell’Eliambulanza, oltre a stabilizzare e valorizzare l’importanza del Presidio Ospedaliero negli anni a venire.

Per questa soluzione ci sono già le approvazioni degli enti Preposti, E.N.A.C., Regione Toscana e A.S.L.8, vedasi articolo sulla stampa del 12/1/2009.

La seconda postazione; tenendo presente la geografia, le peculiarità del territorio, la popolazione e la casistica, potrebbe essere realizzata nei pressi di Porrena.

Una collocazione a giusta distanza tra le due direttrici, Nord Est: Stia Pratovecchio e Nord Ovest; Cetica, Montemignaio e Strada In Casentino.

Altrimenti ci venga dimostrato, non a noi ma ai cittadini del Casentino, perché gli abitanti di Stia e Pratovecchio devono arrivare all’Elisoccorso in 5 minuti e quelli di Cetica e Montemignaio in non meno di 30 minuti, considerando anche che la maggior parte degli incidenti d’auto piuttosto gravi avvengono nel tratto di strada della Consuma.

Ci piacerebbe che certe decisioni venissero prese da tecnici competenti, in tempi adeguati ed in funzione di ciò che serve e non da politici; per ciò che fa comodo e con tempi di realizzazione Biblici. Tutto ciò sarà possibile in tempi brevi? Oppure assisteremo a balletti, lungaggini ed articoli enunciativi su ciò che arriverà: chissà quando, chissà dove e perche?

Noi del Comitato come al solito ce la mettiamo tutta, l’impegno, la faccia e la serietà, vi terremo informati passo dopo passo; ai posteri, (Politici) l’ardua sentenza nella speranza che ciò che affermiamo venga quantomeno discusso e le decisioni prese in tempi brevi: “tutto ciò sarà possibile”?

 

 

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INSERIAMO ALL’ATTENZIONE  DEGLI UTENTI DEL BLOG COMUNICATO STAMPA DELL’AZIENDA SANITARIA ASL8 DI AREZZO SULLO STATO DI ORGANIZZAZIONE DELLA  RETE DELLE PIAZZOLE DEL SERVIZIO DI ELISOCCORSO E TRASPORTO SANITARIA IN ELICOTTERO.

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Quando il soccorso arriva con l’elicottero.

150 interventi da inizio anno. La Usl si attrezza con otto piste di atterraggio, abilitate anche per il volo notturno. Quattro sono già pronte, altrettante in via di realizzazione. Rete completata nei primi mesi del 2010.

E’ ormai una consuetudine vederlo volare sui nostri cieli. Dipinto con l’inconfondibile colore giallo, il Pegaso è l’elicottero del servizio sanitario nella Regione Toscana. Tre le sedi operative dove stazionano i mezzi e dove viene curata la loro manutenzione: Firenze, Grosseto e Pisa.

Ma anche la nostra provincia ne sta facendo un uso importante e frequente. Da inizio anno siamo già a 150 interventi, molti dei quali hanno permesso di salvare delle vite o, comunque, di ridurre considerevolmente le conseguenze di ferite o patologie gravi. Interventi che – a seconda della gravità – portano gli operatori del 118 a compiere scelte diverse sulla destinazione più adeguata. “Se si tratta di pazienti che possono essere curati ad Arezzo o in un altro ospedale della Usl – dichiara Massimo Mandò, direttore del 118 – l’elicottero viene indirizzato proprio in quelle sedi. Ma, come accade spesso, se si tratta di patologie particolarmente gravi, come lesioni spinali o politraumi, ustionati ed altre gravi situazioni, la scelta è quella dell’invio immediato al centro specializzato più appropriato, disponibile a ricevere e prendersi in carico il paziente”.

C’è poi un uso dell’elicottero Pegaso non correlato agli infortuni, ma al trasferimento di malati. Casi in cui il paziente non può sostenere un lungo viaggio in ambulanza, per raggiungere un centro specializzato per un intervento chirurgico o cure particolari: si pensi, ad esempio,  a chi viene chiamato con urgenza per un trapianto di organo.

Ecco che allora, la presenza di piste attrezzate per l’atterraggio dell’elicottero a servizio degli ospedali e di altre aree del territorio, diventa fondamentale.

Lo stato dell’arte
“Sono otto le piazzole previste nel Piano Investimenti della Ausl 8 destinate al servizio di elisoccorso – ricorda Alberto Cuccuini, direttore del Dipartimento di Emergenza-Urgenza –  tutte attrezzate anche per il volo notturno. Attività quest’ultima, che richiede la presenza di un “gestore del servizio” per il quale è in corso un’apposita gara di appalto.”
Le sedi individuate per le piazzole sono presso gli ospedali di Arezzo, Valdarno e Valdichiana, più altre cinque: a Sansepolcro, Bibbiena, Sestino, Badia Tedalda e Stia.

Quattro quelle già operative ed autorizzate al volo diurno: Arezzo, Valdarno, Valdichiana e Sestino. Per l’abilitazione al volo notturno, come già detto, si attende l’assegnazione ad una Società di gestione e il rilascio della relativa autorizzazioni Enac (Ente Nazionale Aviazione Civile). Il tutto dovrebbe essere completato entro la fine di settembre.

A Sansepolcro è in dirittura d’arrivo l’adozione di un protocollo che prevede l’utilizzo congiunto di una piazzola già realizzata per la protezione civile: una volta apposte le firme, si tratterà di adeguare l’impianto agli standard previsti, anche per il volo notturno. Considerato che il progetto di adeguamento è già pronto e che i lavori saranno appaltati dopo la pausa estiva, questa pista potrebbe essere operativa entro la fine dell’anno.

Più complessa la situazione in Casentino dove sono previste due piste.
A Bibbiena, in particolare, si registrano i maggiori ritardi che, come è noto, sono dovuti alla scelta operata recentemente di un’area (Cupperi) diversa da quella indicata in precedenza e su cui l’Azienda sanitaria aveva già predisposto un progetto esecutivo (zona parcheggio nuovo ospedale). “Abbiamo dato mandato ai progettisti di redigere un nuovo studio – informa Gilberto Cristofoletti, direttore del dipartimento Area Tecnica della Usl – che sarà pronto tra la fine di agosto ed i primi di settembre. Procederemo quindi alla gara di appalto e puntiamo ad aprire il cantiere entro la fine dell’anno, in modo da avere la pista operativa e corredata dai necessari collaudi nei primi mesi del 2010”.

Anche per Stia si lavora su più fronti. Su quello amministrativo, individuata un’area di proprietà della Misericordia, è in via di predisposizione la convenzione che ne disciplinerà l’utilizzo. Sul fronte tecnico, il progetto sarà consegnato a giorni e, anche in questo caso, si procederà celermente alla la gara di appalto e si avvieranno i lavori per  avere la struttura a cavallo dell’anno nuovo.

Infine a Badia Tedalda, in Valtiberina: qui è stata da poco individuata l’area e si stanno definendo gli ultimi particolari per la firma della convenzione con il comune; quindi progetto, gara e via ai lavori. A conti fatti, anche in questo caso, andiamo ad inizio 2010.

VENERDì 10 LUGLIO 2009 – ufficio stampa

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      Sono passate poche settimane, un mese circa, ed in casentino si respira area nuova.

Il Comitato Casentinese per la Salute in Montagna come l’anno scorso non è andato in ferie; presente e discreto ha continuato nella sua attività di controllore e promotore di salute.

E’ vero, in poche settimane, i servizi sanitari non hanno modificato in modo significativo i loro livelli di qualità e di quantità per soddisfare i bisogni dei Casentinesi; ma è vero anche che in queste settimane la sceneggiatura e qualche attore della storia infinita, sono cambiati, e la gente della valle e della provincia assistito ad eventi che fanno insorgere ed auspicare che  possano manifestarsi volontà e decisioni che possano rendere in futuro più sopportabili i bisogni quotidiani di salute.

Il CCSM si associa alla speranza affinché nasca, grazie ai nuovi elementi ed a tutti i soggetti coinvolti sensibili ai cambiamenti, il desiderio ad intraprendere un nuovo metodo di lavoro e di confronto al fine di garantire e migliorare le risposte in una valle montana, così emarginata, come il Casentino.

Una convinzione del Comitato è quella che sarà fondamentale trovare una nuova metodologia condivisa che possa aiutare ad una reale e concreta presa in carico dei problemi del territorio, dell’ospedale e del soccorso sanitario per la montagna.

Un metodo che preveda la possibilità della gente e del territorio di partecipare concretamente allo sviluppo e alla tutela di un bene comune come quello della salute, tenendo conto dei suoi bisogni e delle peculiarità, pretendendo efficienza ed efficacia, impiegando al massimo le risorse a disposizione e verificando i gradi e la soddisfazione dei cittadini.

In attesa che i nuovi attori abbiano acquisito la conoscenza e la padronanza dei rispettivi ruoli e dei loro compiti, il Direttivo del Comitato oltre all’attività di sensibilizzazione e di informazione, sta’ lavorando all’organizzazione dell’assemblea ordinaria e al suo programma.

L’incontro si svolgerà (con sede e data ancora da definire) di massima nella prime settimane di settembre. In quella sede oltre a riferire sulle attività svolte e sugli obiettivi raggiunti ed ottemperare agli obblighi statutari sarà occasione di verifica e di analisi oggettiva del protocollo sottoscritto in comunità montana nel 2006 e di proposta di stesura di un nuovo impegno per il Casentino alla luce del Piano Sanitario Regionale 2008-2010, l’Istituzione della Società della Salute e del PAL 2008-2010 della Asl8.

 

E Intanto rimangono domande in attesa di risposte …