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(stadio di Bibbiena:   Pegaso1 – fuori servizio) 

 

Torniamo ancora una volta sull’argomento Elisoccorso, partendo da una prioritaria considerazione: che le forze in campo dovrebbero essere sfruttate al meglio delle loro potenzialità, lasciando da parte qualsiasi altra considerazione.

 

Quando parliamo di mezzi finalizzati all’assistenza e al soccorso sanitario, intendiamo macchine, attrezzature e risorse umane, e pretendiamo come cittadini il meglio che la tecnologia può offrirci, anche e soprattutto in una vallata disagiata e impervia come il Casentino.

 

Se si tratta di agire e soccorrere una persona non possiamo trascurare nulla e dobbiamo intervenire con tempestività e competenza, per fornire all’infortunato le migliori “chance” di sopravvivenza, mettendo in campo tutti i mezzi a disposizione in quel momento sul territorio e nell’aria.

 

Attualmente abbiamo in Toscana 3 elicotteri, di cui 3  affidati  al 118 e chiamati Pegaso;  uno stazionato a Firenze, uno a Massa ed uno a Grosseto. Il servizio regionale ha avuto il suo battesimo nel luglio del 1999 e da allora il numero degli elicotteri è sempre lo stesso mentre i servizi e le richieste di intervento sono aumentati e anche perché gli ospedali specializzati si sono ridotti e si sono allontanati sempre di più dalla periferia, come quella del Casentino.

 

Un’ulteriore risorsa per l’elisoccorso è rappresentata dal nucleo elicotteri dei vigili del Fuoco di Arezzo (risorsa statale e non regionale), che in occasione di un guasto all’elicottero Pegaso (in convenzione) ha garantito “sostituendolo” la continuità dell’intervento di soccorso. Il fatto accaduto mercoledì 29/7 in prossimità del centro abitato di Bibbiena ha permesso a molta gente di vedere e di rendersi conto della professionalità e della competenza nel soccorrere una persona infortunata e la loro capacità di collaborare e di sinergia con il personale sanitario, medico ed infermiere, eseguendo anche il trasporto dell’infortunato presso un centro specializzato in tempi brevi e riducendo cosi il rischio di complicazioni.

 

Il fatto ha fatto scalpore e qualcuno si chiede: perché una tale risorsa presente nel territorio provinciale non viene usata per garantire la continuità del servizio di elisoccorso?

 

Noi vorremmo, come la CGIL (Art. Corr di Arezzo  VV.FF..jpg) che finalmente esprime opportune perplessità sui livelli dei servizi sanitari e di soccorso sanitario nella vallata,  che episodi del genere non fossero così sporadici, occasionali e per forza maggiore, e che cavilli burocratici non impedissero la collaborazione tra il Soccorso Sanitario 118 del Casentino e Elisoccorso Regionale con i Vigili del Fuoco e il Nucleo Elicotteri di Arezzo.

 

Con la riorganizzazione degli ospedali il servizio di elisoccorso per il trasporto, è, e sarà sempre più strategico per garantire ed assicurare l’intervento a chi “sfortunato” avrà necessità di cure specialistiche in centri attrezzati.

 

Sappiamo bene che l’Elisoccorso non può e non potrà sostituirsi ai mezzi avanzati per l’emergenza sanitaria territoriale, per i limiti operativi dovuti alla notte, alle condizioni meteo .. ma risorsa, quando operativa, fondamentale per il trasporto nei centri di alta specializzazione.

 

Pertando oltre a garantire e potenziare il soccorso terrestre con un numero di mezzi appropriato ai bisogni del territorio, oltre alla necessità di costruire piazzole per elisoccorso sicure e funzionanti e utili, sarà necessario chiedere e pretendere che “l’inoperatività” degli elicotteri della regione sia sempre e solo dovuta alla sicurezza del volo; in quanto non è accettabile che il servizio “non possa essere garantito”, dopo 10 anni, per una non appropriata programmazione e gestione che non ha tenuto conto dell’aumento delle richieste di trasporto. Forse oggi rispetto al 1999 tre elicotteri non sono sufficenti a soddisfare le richieste di servizio.

 

Auspichiamo che la Regione Toscana e la A.S.L.8 trovino la quadratura del cerchio per una equa distribuzione dei mezzi, (Autoambulanze, Automedica, Elisoccorso), di piazzole, di strumenti e attrezzature varie a garanzia del soccorso sanitario; e che per l’elisoccorso “anche per gli alti costi” domini il buon senso su altri interessi e che si permetta “per la continuità assistenziale”, quando possibile e necessaria, l’integrazione e la collaborazione anche con altri Enti come il Nucleo Elicotteri di Arezzo.

 

Cosi è auspicabile che accada, dopo la costruzione delle piazzole quello che non è accaduto per la T.A.C., l’organizzazione di un servizio di Elisoccorso (supporto del soccorso territoriale e a garanzia dell’ospedale) in sicurezza e con un operatività efficente ed efficace.

  

                                                                         Comitato Casentinese per la Salute in Montagna