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L’articolo apparso sull’ultimo numero di “Casentino 2000” sull’allocazione delle piazzole per l’ Elisoccorso, ancora una volta ci riporta alle vecchie logiche corporative.

Più volte ci siamo espressi su questo tema ed abbiamo ribadito, (Vedi nostri articoli sul blog comitatocsm.myblog.it) che le piazzole vanno costruite la dove servono e non dove a qualcuno fa comodo che siano costruite.

A Bibbiena a parer nostro non esistono due proposte alternative ma una sola ed è accanto all’Ospedale, per ovvi motivi:

  1. Valorizzerebbe e stabilizzerebbe il Presidio anche per il futuro

  2. Integrerebbe alla perfezione la collaborazione tra le postazioni P.E.T., Il Volontariato addetto all’emergenza, il personale ospedaliero, ed i vari servizi collegati; Pronto Soccorso, T.A.C., Centro trasfusionale, Sala Operatoria ecc. ecc.

  3. Garantirebbe soprattutto i pazienti da trattare in emergenza che potrebbero trovare tutte le risposte dentro il presidio ed essere accompagnati dentro l’elicottero per l’eventuale trasferimento senza esporli di nuovo a pericolosi ed inutili viaggi con l’ambulanza.

  4. Eviterebbe una spesa che con il tempo si rivelerebbe inutile.

  5. Se La volontà fosse quella di costruire la piazzola allontanandosi dall’Ospedale, verso una zona remota e scomoda, anche di solo 500 metri, meglio continuare a fare il Rendez vouz con l’ Elisoccorso allo stadio come in precedenza e investire le risorse per altri scopi sanitari.

Per quanto riguarda la seconda postazione; leggiamo con stupore, che ancora si insiste per costruirla a Stia, accanto alla Misericordia, sembra: “in una zona disagiata verso il cimitero di Stia, nel terreno di Proprietà della Misericordia da circa due mesi, mentre 3 mesi or sono di proprietà della famiglia di un componente della Giunta comunale”, (Almeno così si legge su Casentino 2000 ultimo e noi diciamo che se fosse vero saremmo alquanto preoccupati)

Ci chiediamo ancora una volta, perché a Stia e non a Porrena; dove si incrociano le due direttrici, nord est, (Pratovecchio Lonnano Stia) e nor ovest, (Cetica, Montemignaio, Strada, Garliano):

Che gli abitanti di Stia, in virtù di un dono divino, abbiano diritto di accedere all’ Elisoccorso in meno di 5 minuti, mentre quelli di Cetica e Montemignaio in 30 o più minuti?

Oppure più semplicemente perché a delle decisioni politiche insensate si tenta di dare una giustificazione tecnica che con le piazzole c’entra come il cavolo a merenda; dato che le piazzole individuate non solo non sono funzionali, ne futuribili per il servizio, ma uno sperpero di denaro vero e proprio?

Il nostro operato fino ad oggi, riconosciuto pubblicamente dalle istituzioni, si è distinto per aver perseguito un unico obiettivo: una sanità di vallata a misura del cittadino casentinese, scevra da ogni influenza o interesse politico.

Solo su questa direzione vorremmo continuare, ma non possiamo esimerci dal constatare come certe abitudini da parte del potere, siano ben lungi dall’essere archiviate.

Nonostante i contraccolpi subiti, pare che; i diritti della collettività, la partecipazione e la democrazia, per alcuni siano solo un Optional.

Se queste sono le premesse, non ci sarà da meravigliarsi se la disaffezione crescente verso la politica e le istituzioni continuerà ed avremo un futuro pieno di sorprese.

La nascita del nostro comitato si deve a questo, siamo fieri di averlo creato e la gente ce ne dà testimonianza giorno dopo giorno.



Il Comitato C.S.M. Casentinese



   

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 Con partenza della Dr M. Calamai, per il litorale Tirrenico, è cambiata la dirigenza dell’azienda sanitaria locale.

La difesa delle unità specialistiche di Ostetricia e Ginecologia e di Chirurgia, ha caratterizzato fin dalla  nascita,  l’attività del Comitato Casentinese Per La Salute in Montagna.

Con la raccolta delle adesioni e l’ analisi dei bisogni,  si è capito che l’iniziativa, l’impegno e l’attività doveva:  essere improntata allo studio e alla promozione della salute, oltre a mantenere un flusso informativo continuo con la popolazione.

 Tematiche delle manifestazioni pubbliche da noi organizzate sono state: momenti di lavoro concreti, con convegni scientifici  di confronto e di  discussione, del livello di risposta attuale erogato dai servizi sanitari presenti e  delle necessità essenziali da garantire in futuro in una zona montana come la nostra, analizzando  realtà similari presenti a livello Italiano.

Tra le molteplici problematiche analizzate si è rilevato che: al fine di garantire il territorio e l’ospedale con la creazione di percorsi territorio-ospedale-territorio e delle competenze necessarie, per una corretta ed efficace gestione, una delle priorità da soddisfare sia quella della riorganizzazione del servizio di soccorso sanitario 118 e di pronto soccorso ospedaliero.

Per questo il Direttivo del Comitato ha deciso di monitorizzare il bisogno, cosi in queste settimane di estate, con una popolazione presente che aumenta considerevolmente dai flussi di turismo, ha osservato la risposta ai bisogni di soccorso rilevando grosse perplessità e dubbi sulla tempestività e sulla appropriatezza di gestione, con livello di servizio non soddisfacente alle aspettative.

I motivi sono molteplici, conosciuti e non, non sta’ alla gente capire il perché.

Dobbiamo riferire però dei disagi, le ansie e delle cose che raccontano le persone e i loro congiunti che in un momento di necessità hanno avuto risposte diverse, dei tempi di attesa, delle figure professionali e della competenza, di chi è stato portato via in elicottero e chi con l’ambulanza, di chi ha fatto la TAC a Bibbiena e chi ad Arezzo, di chi è stato ricoverato per un femore in ortopedia ad Arezzo e chi in Valdarno.

E’ nostra opinione che quello che sta accadendo: nella gestione, nella allocazione di risorse, mezzi e personale per l’emergenza sanitaria e pronto soccorso, i ritardi nella costruzione delle piazzole di elisoccorso, la mancata verifica dei livelli e degli standard garantiti dal servizio di elisoccorso per le zone remote, l’assenza di sinergie ed integrazione con altri enti preposti al soccorso, l’assenza di una diagnostica TAC per le urgenze, l’assenza di percorsi tra territorio e ospedale e tra ospedali, l’assenza di un coordinamento e di un sistema di verifica del servizio, ha di fatto creato e ridotto il rispetto del diritto all’accessibilità alle cure e non garantisce alle persone l’uguaglianza di trattamento nel soccorso.

Auspichiamo pertanto che i disagi possano essere ridotti e risolti.

Chiediamo al Direttore E. Desideri, venuto dal Tirreno, che tra le cose da fare per la montagna; immediatamente si concretizzi la riorganizzare servizio di emergenza urgenza – 118 e del pronto soccorso dell’ospedale in Casentino, con la speranza che nel 2010 si possa avere maggiore efficienza.