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 Con partenza della Dr M. Calamai, per il litorale Tirrenico, è cambiata la dirigenza dell’azienda sanitaria locale.

La difesa delle unità specialistiche di Ostetricia e Ginecologia e di Chirurgia, ha caratterizzato fin dalla  nascita,  l’attività del Comitato Casentinese Per La Salute in Montagna.

Con la raccolta delle adesioni e l’ analisi dei bisogni,  si è capito che l’iniziativa, l’impegno e l’attività doveva:  essere improntata allo studio e alla promozione della salute, oltre a mantenere un flusso informativo continuo con la popolazione.

 Tematiche delle manifestazioni pubbliche da noi organizzate sono state: momenti di lavoro concreti, con convegni scientifici  di confronto e di  discussione, del livello di risposta attuale erogato dai servizi sanitari presenti e  delle necessità essenziali da garantire in futuro in una zona montana come la nostra, analizzando  realtà similari presenti a livello Italiano.

Tra le molteplici problematiche analizzate si è rilevato che: al fine di garantire il territorio e l’ospedale con la creazione di percorsi territorio-ospedale-territorio e delle competenze necessarie, per una corretta ed efficace gestione, una delle priorità da soddisfare sia quella della riorganizzazione del servizio di soccorso sanitario 118 e di pronto soccorso ospedaliero.

Per questo il Direttivo del Comitato ha deciso di monitorizzare il bisogno, cosi in queste settimane di estate, con una popolazione presente che aumenta considerevolmente dai flussi di turismo, ha osservato la risposta ai bisogni di soccorso rilevando grosse perplessità e dubbi sulla tempestività e sulla appropriatezza di gestione, con livello di servizio non soddisfacente alle aspettative.

I motivi sono molteplici, conosciuti e non, non sta’ alla gente capire il perché.

Dobbiamo riferire però dei disagi, le ansie e delle cose che raccontano le persone e i loro congiunti che in un momento di necessità hanno avuto risposte diverse, dei tempi di attesa, delle figure professionali e della competenza, di chi è stato portato via in elicottero e chi con l’ambulanza, di chi ha fatto la TAC a Bibbiena e chi ad Arezzo, di chi è stato ricoverato per un femore in ortopedia ad Arezzo e chi in Valdarno.

E’ nostra opinione che quello che sta accadendo: nella gestione, nella allocazione di risorse, mezzi e personale per l’emergenza sanitaria e pronto soccorso, i ritardi nella costruzione delle piazzole di elisoccorso, la mancata verifica dei livelli e degli standard garantiti dal servizio di elisoccorso per le zone remote, l’assenza di sinergie ed integrazione con altri enti preposti al soccorso, l’assenza di una diagnostica TAC per le urgenze, l’assenza di percorsi tra territorio e ospedale e tra ospedali, l’assenza di un coordinamento e di un sistema di verifica del servizio, ha di fatto creato e ridotto il rispetto del diritto all’accessibilità alle cure e non garantisce alle persone l’uguaglianza di trattamento nel soccorso.

Auspichiamo pertanto che i disagi possano essere ridotti e risolti.

Chiediamo al Direttore E. Desideri, venuto dal Tirreno, che tra le cose da fare per la montagna; immediatamente si concretizzi la riorganizzare servizio di emergenza urgenza – 118 e del pronto soccorso dell’ospedale in Casentino, con la speranza che nel 2010 si possa avere maggiore efficienza.

 

UN PRONTO SOCCORSO E UN SERVIZIO 118 PER LA MONTAGNAultima modifica: 2009-09-02T17:33:00+02:00da comitatocsm
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