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Ai Casentinesi piace il proprio ospedale, sono soddisfatti dei servizi territoriali e rispettano l’operato dei medici di medicina generale.

 

E’ dalla profonda fiducia dei cittadini dei servizi sanitarie erogati dagli attuali professionisti e dal loro Ospedale che il Comitato Casentinese per la Salute in Montagna promuove la difesa e il miglioramento della Salute confrontandosi con le Istituzioni, con l’Azienda Sanitaria e la Società della Salute, con le professionalità sanitarie.

 

Nel 2010 per il raggiungimento degli obiettivi che il Piano Sanitario Regionale e il Piano Attuativo locale prevedono, l’azienda Sanitaria Locale in collaborazione con la Società della Salute, sicuramente dovranno prevedere un cambio di strategia, una strategia nuova rispetto a quanto accaduto ad oggi.

 

Sicuramente i piccoli ospedali hanno ed avranno un ruolo fondamentale a sostegno della riorganizzazione della rete degli ospedali per intensità di cura e nuovo sarà il ruolo della medicina generale nel prevedere e promuovere una nuova modalità di prevenzione ed assistenza il “ cronic care model “ e la “medicina d’iniziativa”.

 

Il cambio di strategia si impone ancora in modo impellente per le maggiori necessità dei territori remoti e lontani, come il Casentino, dai maggiori centri di riferimento, come i policlinici di Firenze o di Siena.

 

Ecco che con le novità organizzative e con i nuovi modelli di una sanità, che mettono al centro gli interessi e bisogni della persona, si devono necessariamente considerare e valutare, con maggiore criterio, quali siano le risposte da dare e le modalità di cura da garantire.

 

I criteri da applicare ai “percorsi sanitari da organizzare territorio ospedale territorio” sono quelli di garantire equità e qualità al territorio e all’ospedale di vallata dotandosi di un “piano di gestione e di sviluppo” che soddisfi gli obiettivi previsti dal PSR e dal PAL, ma sopratutto sia conosciuto e sottoscritto dai cittadini.

 

Il metodo potrebbe essere quello di un piano. Una proposta, delle istituzioni e dell’azienda sanitaria, dalla SdS, dalle professionalità e dai cittadini, (principio di partecipazione), che possa dotandosene garantre nei prossimi anni un percorso chiaro, trasparente e verificabile nei progressi, degli standard raggiunti ma sopratutto del grado di soddisfazione ottenuto dai cittadini.

 

Ecco che nel 2010 sarà opportuno ed importante promuovere fra tutti gli interlocutori che promuovono e gestiscono salute l’adozione di un “ progetto per la montagna”, dove si disegni le cose da fare e i tempi di realizzazione.

 

L’attività del Comitato Casentinese per la Salute in Montagna per il 2010 è che nelle prossime settimane e nei primi mesi dell’anno su possa lavorare in modo costruttivo e concreto per raggiungere i comuni obiettivi con le istituzioni, l’ASL8 e la SdS, le professionalità sanitarie e della gente quella di garantire e migliorare i servizi del territorio, dell’ospedale e dell’emergenza sanitaria territoriale.

UN MODELLO DI SALUTE PER LA MONTAGNA      un modello di salute per la montagna.pdf