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    Si parlerà di buoni progetti e di buone intenzioni per la sanità il 6 marzo 2010. Il Comitato Casentinese per la Salute in Montagna visto il successo e i buoni risultati della prima esperienza avvenuta giusto un anno fa, ripete al castello dei conti guidi l’esperienza del “ FORUM IN SANITA’ ” richiamando gli attori di all’ora e gli attori di oggi a confrontarsi.

   Nell’occasione si ritroveranno le Istituzioni Regionali, quelle locali, l’Azienda Sanitaria, la Società della Salute e le professionalità sanitarie con i Cittadini a parlare di salute nel rispetto del principio di partecipazione.

    L’occasione permetterà di valutare lo stato delle cose e l’offerta dei servizi sanitari in Casentino e di promuovere e condividere “una mappa di una via da percorre” (road map), fatta di progetti, di metodo, di sostenibilità, di indicatori e di risultati da monitorizzare adeguatamente attraverso un osservazione diretta e comunicazione efficiente.

   Tra i settori presi in esame nella giornata, con una sessione specifica, è quella dedicata al settore dell’emergenza sanitaria; il servizio svolge e garantisce il pronto intervento (sistema 118), il servizio di pronto soccorso nell’ospedale di zona garantendo così i percorsi assistenziali delle patologie complesse (come nell’infarto, nell’ictus cerebrale, nel politraumatismo …) con il trasporto e l’assistenza fino agli ospedali di eccellenza e di riferimento di area vasta e/o regionali.

 Il Dott. Claudio Becorpi, medico di emergenza, presidente del “COMES” società membro della “Federazione Italiana Medicina Emergenza Urgenza e delle Catastrofi” (FIMEUC) ci spiega rispondendo alle nostre domande:

 quali sono le caratteristiche di un sistema di soccorso e di emergenza sanitaria?

  • Un sistema di soccorso e di emergenza deve rispettare i LEA o livelli minimi assistenziali previsti dalle leggi che prevedono di garantire il soccorso in aree extraurbana e in zone remote entro i 20min dalla chiamata. Questo vuol dire che il mezzo di soccorso deve arrivare di massima entro 20min e garantire una risposta proporzionata al bisogno, secondo la criticità dell’evento.

 Quali sono i requisiti minimi di un sistema di soccorso sanitario moderno ed attuale?

  • i requisiti minimi che richiediamo sono quelli di garantire nella “tempistica” il soccorso di base e il soccorso avanzato: il primo con mezzi soccorso che garantiscano una prima valutazione e trattamento di base, un adeguato monitoraggio ed il trasporto e può essere eseguito da personale non sanitario; il secondo invece per la complessità, la criticità e il rischio potenziale deve essere eseguito da equipe sanitaria, medico ed infermiere, per il supporto alla funzioni vitali e garantendo una rianimazione cardio-polmonare avanzata; ma l’equipe sanitaria garantisce una precoce valutazione, una precoce diagnosi, un trattamento adeguato della criticità ed il trasporto della persona malata ed infortunata all’ospedale più idoneo.

auto siena.JPG In una zona Montana come il Casentino è auspicabile un soccorso fatto con l’ambulanza o con auto medica?

  • Come ho detto prima di tutto è necessario garantire il soccorso per un arresto cardiaco e/o in una situazione di peri-arresto o nel caso di un politraumatizzato la “massima risposta sanitaria” e questo avviene come dimostrano da modelli già presenti in Toscana ed molte realtà extra regionali dalla presenza di equipe, medico ed infermiere, che intervengono e lavorano insieme. L’auspicio è che l’equipe (quando presente) arrivi il prima possibile! E’dimostrato che sulla percorenza delle distanze e tenendo conto della viabilità l’auto è più performante dell’autoambulanza ( mezzo di trasporto adattato al pronto intervento).

 Quali sono “valori aggiunti” al sistema di soccorso che possono migliorare l’operatività e l’efficienza del soccorso sanitario in zona remota montana?

  • Prevedere, programmare, condividere e realizzare modalità e modelli che si adattino al territorio, alla viabilità, alla concentrazione demografica, ai rischi della realtà prevedendo nella realizzazione della rete del soccorso e dell’emergenza sanitaria il coinvolgimento di figure come i medici di medicina generale e della guardia medica, e di figure presenti nel territorio come quelle del mondo del volontariato e quelle della sicurezza e prevenzione (carabinieri, vv.ff., polizia..) con opportuni momenti educativi e formativi. Sviluppare e cogliere opportunità data dalla tecnologia, per le comunicazioni la elaborazione e il monitoraggio di eventi. Lo sviluppo e l’organizzazione di adeguato servizio di pronto intervento e trasporto mediante elicottero.

Prosegue l’attività del Comitato Per La Tutela Della Salute In Montagna, ci stiamo avvicinando a grandi passi verso il convegno del 6/03/2010.

Uno dei nostri ultimi articoli recitava: ( http://comitatocsm.myblog.it/ ) come arrivare ad avere proposte organiche che scaturiscano da un confronto pubblico, tenendo presente il percorso di relazioni, confronto e iniziative che il Comitato per la tutela della salute ha adottato dalla sua nascita (Febbraio 2008) fino ad oggi?

Richiamiamo all’attenzione i Cittadini Casentinesi; a seguirci e darci una mano per concretizzare al meglio il percorso da fare da qui a qualche mese; periodo chiave per le decisioni che verranno prese in materia sanitaria relativamente alla nostra vallata.
Il Direttivo del Comitato ha avuto l’imput di formulare una proposta, di promuoverla e discuterla ed è ciò che farà nel convegno del 6 Marzo prossimo venturo.
Con la consueta schiettezza, trasparenza ed impegno dimostrati fino ad oggi, pur tra mille difficoltà quali: Il non riconoscimento e l’importanza del nostro ruolo da parte delle forze politiche, l’ostruzionismo e l’ostracismo montato nei nostri confronti, siamo andati avanti ed oggi abbiamo una nostra elaborazione da formulare e mettere in discussione.
Tale proposta nasce da analisi di percorsi sanitari, dal confronto, da trattative e discussioni; è una proposta a 360 gradi, che non pretende essere la soluzione a tutti i mali, ma una buona base di partenza da discutere, integrare e migliorare, per avere in Casentino una buona risposta sanitaria, il più possibile funzionale, equa ed esente da sprechi o gravi deficienze.
Il 6 di Marzo saremo pronti ad offrire e discutere, con l’aiuto e la partecipazione di Professionisti sanitari e tecnici del settore, un progetto globale che integri, unisca, e qualifichi: partendo da ciò che abbiamo a ciò che necessita.

Parleremo di Medicina, Ostetricia e Ginecologia, Pronto Soccorso, Rianimazione, Radiologia, ma anche di percorsi assistenziali quali il Day Hospital, il Day Services, l’ integrazione tra Ospedale e territorio, Parleremo di come vorremmo una Rete di Emergenza Urgenza unica, integrata ed esente da smagliature e discrepanze.

Saranno presenti membri del consiglio direttivo della Sds, (Società Della Salute) nonché i Vari responsabili di area o settore, al fine di arrivare ad un progetto unico chiaro e percorribile, che tracci e fissi le linee guida per il prossimo triennio.


Se E’ vero che il Piano Sanitario Regionale , (PAL) prevedeva un ruolo di subalternità o di inutilità di alcuni piccoli Ospedali come il nostro rispetto a quelli Provinciali o di area Vasta, oggi non si può evitare di riconoscere il buon risultato e compromesso che il nostro nosocomio ha saputo realizzare nel tempo e nel rapporto tra: “ risultati erogati e finanziamenti avuti”.
Un esempio tangibile di trascuratezza per la nostra zona è stata, la mancanza e la penuria di personale sanitario; Infermieri, O.T.A., ed O.S.S., (soprattutto in estate ed in corrispondenza delle ferie estive) anche se la Direzione Generale ha sempre tentato di smentire energicamente facendo finta di essere offesa da tali affermazioni.
Chi affermava e afferma questo, tutt’oggi, non sono i soliti sprovveduti, maldicenti o altrimenti definiti vagabondi di corsia; ma chi, come me, ha lavorato una vita dentro l’Ospedale, ha ricoperto il ruolo di rappresentante sindacale per la C.G.I.L Sanità, non solo Ospedaliera ma anche per la territoriale ed è stato un punto di riferimento all’interno della stessa per almeno 30 anni.
Negli ultimi anni
abbiamo subito:  “obtorto collo”, ad una vera trasformazione in operatività e snaturamento di alcune Unità Operative; mi riferisco all’Ostetricia e Ginecologia ed alla Chirurgia;  per la mancanza di una classe politica all’altezza di entrare in merito a progetti e scelte Sanitarie dentro e fuori l’Ospedale”  E che  non sono sparite grazie a chi ci lavora e a chi ha saputo difenderle  anche con i denti,………. compreso il Comitato.

L’accorpamento e fusione in un’ unica struttura, delle due Unità Operative sopra menzionate, per quanto riguarda il Personale Infermieristico, comprese le Ostetriche ed il personale di supporto O.S.S. Ed O.T.A. (Operatori Socio Sanitari e Operatori Tecnici Assistenziali) ha generato confusione, sconcerto , perplessità e criticità che rimangono tutt’oggi.
Tale progetto, potrebbe avere avuto una sua validità, se solo avesse seguito un percorso di formazione e di coinvolgimento degli operatori interessati da parte di un Dipartimento Infermieristico presente solo nella carta.
I metodi adottati per il raggiungimento dello scopo, sia da parte dalla Direzione Sanitaria che del Dipartimento Infermieristico, sono stati quanto di più arrogante e velleitario si possa immaginare, Compresa la riduzione di tre unità infermieristiche decisa e mai ridiscussa dall’Azienda, che ha generato da subito criticità, mai più rimosse.
Questa decisione ed i metodi adottati avevan portato una ventina di infermieri delle due unità operative, (quasi tutti) a chiedere l’immediato trasferimento ad altra sede lavorativa, e di essere tutelati legalmente, (Con lettera firmata e a me consegnata in qualità di Rappresentante Dei Lavoratori Per La Sicurezza: azione da me intrapresa immediatamente) per i comportamenti anomali della direzione aziendale, altrimenti chiamati mobbing.
Questo non ha impedito di avere comunque e nel tempo risultati di tutto rispetto, dovuti all’attaccamento ed alla professionalità degli operatori tutti anche se con personale ridotto, (Punto da analizzare e ridiscutere in un progetto globale di assistenza e qualità del servizio erogato).
Altro elemento al di fuori di ogni discussione è la vitale importanza che Ospedali come il nostro esistano, per peculiarità e difficoltà insite nella nostra vallata, per geografia, stradalità, accessibilità, anzianità della popolazione, e accesso ai servizi sanitari in tempi utili.

Se da un lato, fino a ieri è mancato l’organo propulsore, o attore Principale (Conferenza Dei Sindaci) che doveva dettare, anziché subire, le linee guida, che avrebbero portato alla costruzione del PAL, ( Piano Attuativo Locale) seguendo e prendendo spunto dal PSR (Piano Sanitario Regionale) da oggi auspichiamo che questo non accada più.
Il Destino, L’operatività e la qualificazione futura del Nostro
Ospedale, ma di tutti i servizi, verrà deciso nei prossimi mesi e deriverà proprio da ciò che riusciremo a costruire tutti insieme.
Non ci possiamo permettere di lavorare a settori e scollegati gli uni dagli altri, ricevendo solo risposte sporadiche, parziali e/o temporali.
E’ altresì evidente e necessaria la partecipazione ed il contributo di tutti, sindacati compresi, cosa che potrebbe iniziare nella tavola rotonda del 6/marzo Prossimo e dovrà proseguire, con tavoli di confronto periodici e cadenzati per correggere e aggiornare una sanità che corre e si trasforma giornalmente.

Abbiamo recepito come Comitato, le richieste e le necessità della gente per arrivare in Casentino ad avere; si, “una sanità senza sprechi, ma anche le finanze per costruire ciò che di essenziale ci deve essere” senza giocare un ruolo di subalternità ad aree geograficamente e politicamente più forti.

Criterio, metodo e ponderazione nelle scelte, ma anche diritto come sancito dalla costituzione ad esser curati senza sprechi, ne privazioni. :)

Valerio Bobini.

 

MIGLIORARSI SI PUO’, ANCHE IN SANITA’.

CIMG2546.JPGE’ con questa convinzione, fin dalla sua costituzione, che il Comitato della Salute per la Montagna promuove il miglioramento dei “servizi” per la Salute in Casentino ed in Provincia.

Il 6 marzo 2010 a Poppi si rinnoverà un appuntamento che il Comitato ha individuato come un vero e proprio momento di confronto e di promozione di salute. Un FORUM, dove sarà possibile scambiarsi le opinioni e confrontarsi su “Equità, qualità ed etica in sanità”.

Un “Forum sulla Sanità Casentinese” che aprirà i propri lavori nella mattina di sabato alle ore 9.00 presso la “sala convegni” ubicata nel Castello Medievale e che vedrà come attori: le professionalità mediche che operano nel nostro territorio, medici di medicina generale e del distretto, e nel nostro ospedale, i direttori delle unità operative, insieme ai responsabili del Distretto Sanitario, del plesso Ospedaliero del Casentino e al direttore dell’area dell’Emergenza competente per i servizi del soccorso sanitario 118 e del pronto soccorso.

Il programma prevede di massima l’esposizione dello stato delle cose sulla sanità di vallata e quale sia l’offerta dei servizi oggi a fronte dei bisogni di assistenza e di accessibilità alle cure. Sarà occasione di conoscere quali siano le idee e le progettualità per lo sviluppo per attualizzare i servizi; tenendo conto degli atti di indirizzo regionali, del piano attuativo locale e della considerazione che il casentino sia una zona disagiata “montana”.Castello-di-Poppi-Ar-a18203159.jpg

Sarà un occasione di “comunicazione” per esporre i progetti per sviluppare il percorso assistenziale dal territorio all’ospedale, comprendendo quale sia quello per le cronicità e quello delle emergenze sanitarie, e il percorso ospedale territorio, comprendendo quali sia le modalità e l’operatività per accompagnare, garantendo l’assistenza ed i bisogni del paziente fragile, la persona a casa.

La “partecipazione” e la presenza ai lavori delle Istituzioni locali e di quelle regionali, degli amministratori locali e regionali, dell’azienda sanitaria con la Direzione Aziendale, della Società della Salute con il presidente e il direttore, delle rappresentanze delle professioni sanitarie, del mondo del Volontariato e CRI, del rappresentanti di categoria e dell’associazionismo permetterà nel “FORUM” di ricercare e condividere le progettualità e le soluzioni sostenibili al miglioramento e alla soddisfazione dei bisogni.

Con la convinzione e le certezze che scaturiscono dall’esperienza e i risultati dell’incontro sulla sanità organizzato a Poppi nel 2009 in quel del “Castello dei Conti Guidi”, il CCSM auspica che dal “FORUM SANITA’ in CASENTINO” possa nascere un metodo di confronto tra tutti componenti che pensano, lavorano e garantiscono la salute ed il benessere.

Il principio di EQUITA’, il principio di QUALITA’ e di ETICA in Sanità non sono solo parole, ma indicano ed impongono il coinvolgimento e l’impegno assoluto, sempre e comunque, nel solo interesse a tutelare e promuovere un bene universale come la “SALUTE”.

P5230001.JPG GIOVEDI 11 FEBBRAIO 2010

Il direttivo del Comitato Casentinese per la Salute in Montagna si riunisce con i propri componenti per valutare e pianificare la fattibilità di un iniziativa pubblica. Nel merito i membri si dovranno confrontare e decidere sulle modalità di come proporre l’incontro, cosi come le precedenti iniziative per la promozione di salute in zona montana al fine di trovare la migliore visibilità per promuovere nell’occasione la discussione e riflessioni su quali siano i migliori strumenti e percorsi per aggiornare e attualizzare il servizi in sanità per il territorio, l’ospedale e il soccorso sanitario.

L’evento come l’anno scorso si svolgera a Poppi  sabato 5 marzo 2010,; questa volta la sede sarà quella della comunità montana e non il nobile castello, queste perchè la sede comune delle collettività casentinesi rappresenta significatamente il comune interesse della vallata al problema sanità e ai comuni bisogni.

Come l’anno scorso la speranza è di ripetere l’esperienza e il successo dell’evento, un esperienza che ha stimolo i presenti ad un riflessione sulle novità, sui contenuti proposti, ma soprattutto del nuovo metodo di promuovere salute con la partecipazione.

Un nuovo impegno e metodo, apprezzato, per la concretezza delle proposte e per il positivo contributo a garanzia delle cure e al diritto di accessibilità delle stesse.

La volontà è quella di creare una nuova occasione di confronto e di partecipazione tra la gente, tutte le istituzioni regionali e locali, con, e tra chi deve organizzare l’erogazione dei servizi sanitari a tutti i livelli.

Il programma e i contenuti della giornata sono in via di attuazione, la convinzione è che partendo dalle affermazioni nel castello dei conti nel 2009 si possa ripartire, applicando progettualità e contributi concreti, efficacemente a far maturare e concretizzare servizi e progetti nell’interesse unico della salute pubblica.