Prosegue l’attività del Comitato Per La Tutela Della Salute In Montagna, ci stiamo avvicinando a grandi passi verso il convegno del 6/03/2010.

Uno dei nostri ultimi articoli recitava: ( http://comitatocsm.myblog.it/ ) come arrivare ad avere proposte organiche che scaturiscano da un confronto pubblico, tenendo presente il percorso di relazioni, confronto e iniziative che il Comitato per la tutela della salute ha adottato dalla sua nascita (Febbraio 2008) fino ad oggi?

Richiamiamo all’attenzione i Cittadini Casentinesi; a seguirci e darci una mano per concretizzare al meglio il percorso da fare da qui a qualche mese; periodo chiave per le decisioni che verranno prese in materia sanitaria relativamente alla nostra vallata.
Il Direttivo del Comitato ha avuto l’imput di formulare una proposta, di promuoverla e discuterla ed è ciò che farà nel convegno del 6 Marzo prossimo venturo.
Con la consueta schiettezza, trasparenza ed impegno dimostrati fino ad oggi, pur tra mille difficoltà quali: Il non riconoscimento e l’importanza del nostro ruolo da parte delle forze politiche, l’ostruzionismo e l’ostracismo montato nei nostri confronti, siamo andati avanti ed oggi abbiamo una nostra elaborazione da formulare e mettere in discussione.
Tale proposta nasce da analisi di percorsi sanitari, dal confronto, da trattative e discussioni; è una proposta a 360 gradi, che non pretende essere la soluzione a tutti i mali, ma una buona base di partenza da discutere, integrare e migliorare, per avere in Casentino una buona risposta sanitaria, il più possibile funzionale, equa ed esente da sprechi o gravi deficienze.
Il 6 di Marzo saremo pronti ad offrire e discutere, con l’aiuto e la partecipazione di Professionisti sanitari e tecnici del settore, un progetto globale che integri, unisca, e qualifichi: partendo da ciò che abbiamo a ciò che necessita.

Parleremo di Medicina, Ostetricia e Ginecologia, Pronto Soccorso, Rianimazione, Radiologia, ma anche di percorsi assistenziali quali il Day Hospital, il Day Services, l’ integrazione tra Ospedale e territorio, Parleremo di come vorremmo una Rete di Emergenza Urgenza unica, integrata ed esente da smagliature e discrepanze.

Saranno presenti membri del consiglio direttivo della Sds, (Società Della Salute) nonché i Vari responsabili di area o settore, al fine di arrivare ad un progetto unico chiaro e percorribile, che tracci e fissi le linee guida per il prossimo triennio.


Se E’ vero che il Piano Sanitario Regionale , (PAL) prevedeva un ruolo di subalternità o di inutilità di alcuni piccoli Ospedali come il nostro rispetto a quelli Provinciali o di area Vasta, oggi non si può evitare di riconoscere il buon risultato e compromesso che il nostro nosocomio ha saputo realizzare nel tempo e nel rapporto tra: “ risultati erogati e finanziamenti avuti”.
Un esempio tangibile di trascuratezza per la nostra zona è stata, la mancanza e la penuria di personale sanitario; Infermieri, O.T.A., ed O.S.S., (soprattutto in estate ed in corrispondenza delle ferie estive) anche se la Direzione Generale ha sempre tentato di smentire energicamente facendo finta di essere offesa da tali affermazioni.
Chi affermava e afferma questo, tutt’oggi, non sono i soliti sprovveduti, maldicenti o altrimenti definiti vagabondi di corsia; ma chi, come me, ha lavorato una vita dentro l’Ospedale, ha ricoperto il ruolo di rappresentante sindacale per la C.G.I.L Sanità, non solo Ospedaliera ma anche per la territoriale ed è stato un punto di riferimento all’interno della stessa per almeno 30 anni.
Negli ultimi anni
abbiamo subito:  “obtorto collo”, ad una vera trasformazione in operatività e snaturamento di alcune Unità Operative; mi riferisco all’Ostetricia e Ginecologia ed alla Chirurgia;  per la mancanza di una classe politica all’altezza di entrare in merito a progetti e scelte Sanitarie dentro e fuori l’Ospedale”  E che  non sono sparite grazie a chi ci lavora e a chi ha saputo difenderle  anche con i denti,………. compreso il Comitato.

L’accorpamento e fusione in un’ unica struttura, delle due Unità Operative sopra menzionate, per quanto riguarda il Personale Infermieristico, comprese le Ostetriche ed il personale di supporto O.S.S. Ed O.T.A. (Operatori Socio Sanitari e Operatori Tecnici Assistenziali) ha generato confusione, sconcerto , perplessità e criticità che rimangono tutt’oggi.
Tale progetto, potrebbe avere avuto una sua validità, se solo avesse seguito un percorso di formazione e di coinvolgimento degli operatori interessati da parte di un Dipartimento Infermieristico presente solo nella carta.
I metodi adottati per il raggiungimento dello scopo, sia da parte dalla Direzione Sanitaria che del Dipartimento Infermieristico, sono stati quanto di più arrogante e velleitario si possa immaginare, Compresa la riduzione di tre unità infermieristiche decisa e mai ridiscussa dall’Azienda, che ha generato da subito criticità, mai più rimosse.
Questa decisione ed i metodi adottati avevan portato una ventina di infermieri delle due unità operative, (quasi tutti) a chiedere l’immediato trasferimento ad altra sede lavorativa, e di essere tutelati legalmente, (Con lettera firmata e a me consegnata in qualità di Rappresentante Dei Lavoratori Per La Sicurezza: azione da me intrapresa immediatamente) per i comportamenti anomali della direzione aziendale, altrimenti chiamati mobbing.
Questo non ha impedito di avere comunque e nel tempo risultati di tutto rispetto, dovuti all’attaccamento ed alla professionalità degli operatori tutti anche se con personale ridotto, (Punto da analizzare e ridiscutere in un progetto globale di assistenza e qualità del servizio erogato).
Altro elemento al di fuori di ogni discussione è la vitale importanza che Ospedali come il nostro esistano, per peculiarità e difficoltà insite nella nostra vallata, per geografia, stradalità, accessibilità, anzianità della popolazione, e accesso ai servizi sanitari in tempi utili.

Se da un lato, fino a ieri è mancato l’organo propulsore, o attore Principale (Conferenza Dei Sindaci) che doveva dettare, anziché subire, le linee guida, che avrebbero portato alla costruzione del PAL, ( Piano Attuativo Locale) seguendo e prendendo spunto dal PSR (Piano Sanitario Regionale) da oggi auspichiamo che questo non accada più.
Il Destino, L’operatività e la qualificazione futura del Nostro
Ospedale, ma di tutti i servizi, verrà deciso nei prossimi mesi e deriverà proprio da ciò che riusciremo a costruire tutti insieme.
Non ci possiamo permettere di lavorare a settori e scollegati gli uni dagli altri, ricevendo solo risposte sporadiche, parziali e/o temporali.
E’ altresì evidente e necessaria la partecipazione ed il contributo di tutti, sindacati compresi, cosa che potrebbe iniziare nella tavola rotonda del 6/marzo Prossimo e dovrà proseguire, con tavoli di confronto periodici e cadenzati per correggere e aggiornare una sanità che corre e si trasforma giornalmente.

Abbiamo recepito come Comitato, le richieste e le necessità della gente per arrivare in Casentino ad avere; si, “una sanità senza sprechi, ma anche le finanze per costruire ciò che di essenziale ci deve essere” senza giocare un ruolo di subalternità ad aree geograficamente e politicamente più forti.

Criterio, metodo e ponderazione nelle scelte, ma anche diritto come sancito dalla costituzione ad esser curati senza sprechi, ne privazioni. :)

Valerio Bobini.

 

PER UN PROGETTO ALL’AVANGUARDIA IN ATTESA DEL CONGRESSO SCIENTIFICO DEL 06/03/2010ultima modifica: 2010-02-22T02:59:00+01:00da comitatocsm
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