1311037551.jpgIniziative, idee, continuità e costanza. Cosi alla riunione del direttivo del Comitato dei Casentinesi per la Salute in Montagna si è ricordato quanto è stato fatto e quanto è ancora da e c’è da fare per difendere la salute, i diritti e per dare risposte ai bisogni dei malati.

 

I membri del direttivo ritrovatosi hanno affermato durante una recente riunione, che tra le cose da fare, quella di “promuovere salute” attraverso l’educazione nelle scuole, la formazione nei luoghi di lavoro e l’informazione su cosa fare come e quando per un infortunio improvviso durante le attività sportive sia quanto di più importante per creare e far crescere un cittadino.

 

Dal Presidente “Vicario” è stata fatta relazione sullo stato delle cose e su quanto in sede di “Osservatorio per la Salute in Montagna” è stato concordato ed ecco che all’interno del movimento sempre più si concretizza la volontà di promuovere affinché si faccia quanto è necessario e possibile perché nelle scuole, nei luoghi di lavoro e durante l’attività ludica e sportiva  i cittadini siano educati ed informati ed acquistino informazioni sul cosa .. e sul come.. devono comportarsi ad un evento improvviso di malore o traumatico.

 

Un progetto che coinvolga tutte le istituzioni dall’azienda sanitaria alla conferenza dei sindaci, e che attraverso la S.d.S del Casentino si possa governare le risorse disponibili in modo che tutti gli attori migliorando la qualità di vita promuovono salute e benessere.

Idee, esperienze, il come fare saranno discussi in un incontro pubblico che prossimamente sarà organizzato presso la comunità montana.

 

La speranza, come sempre è quella che trovando il giusto metodo si possano attirare in un unico percorso le tante risorse ed energie che già il territorio esprime con mille iniziative.

Portare queste singole risorse all’interno di un progetto e di un percorso permetterà oltre ad aumentare la loro efficienza anche a dare continuità e maggiore visibilità, ma soprattutto governata nella sua globalità ad aumentare i ”risultati” che tutti si auspicano.

 

La Salute in Montagna, si persegue anche con l’educazione, l’informazione e la formazione della gente, ne è convinto tutto il direttivo del CCSM, questa permetterà cosi un aumento della coscienza dei propri diritti, imparando cosi ad usufruire nel miglior modo dei servizi e ad usarli quando sono indispensabili.

 

C.C.S.M.

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Digitalizzato a 31-08-2010 10-55 (5).jpgPrendiamo spunto dalle morti sulle strade che in questi giorni sono pubblicate sui giornali della provincia, per evidenziare una verità che non è solo legata al periodo stagionale ma oramai caratterizza la quotidianità.

Molti spiegano le cause e quali siano le possibili soluzioni a questa tragedia. Alcool, droga, il telefonino, l’incoscienza e la poca esperienza tra le cause. Sicuramente l’ignoranza e la maleducazione fra le maggiori. Quali i rimedi per ridurre queste morti prevedibili, dove la fatalità e le coincidenze giocano con la vita e la salute delle persone.

Sappiamo che in corso di un grave trauma, lo dicono le statistiche e gli studi, molti subiscono il decesso all’istante e nei primi minuti, un’altra percentuale nelle ore e nei giorni successivi, altri successivamente nelle settimane e nei mesi successivi con i più i fortunati anche se non perdono la vita rimarrà come un ricordo una invalidità.

Sappiamo che per ridurre e invertire questa spirale di morte sulle strade, dobbiamo educare i giovani e la gente ad uno stile ed un comportamento che sia più rispettoso delle regole, che combatta gli abusi e gli eccessi ma la dove la prevenzione non incide dobbiamo ripensare ed attuare una organizzazione del soccorso sanitario migliorando la dove è necessario, tempestività e professionalità.

Anche in Casentino il Comitato per la Salute in Montagna promuove salute organizzando convegni e occasioni pubbliche per sensibilizzare ancora e maggiormente le Istituzioni a dare maggiori risposte alle morti sulle strade, impegnandosi in una migliore informazione ed educazione della gente in modo da incidere sul loro stile di vita ed a farsi carico di garantire più efficienza ed efficacia nel soccorso sanitario.

Non pensiamo che il soccorso oggi non sia garantito, che non sia tempestivo e non professionale, pensiamo piuttosto che misurando cosa viene fatto e come, confrontando l’organizzazione attuale con altre realtà montane regionali e nazionali è possibile pensare che il servizio di emergenza urgenza – 118 possa essere attualizzato.

A chi contesta, a caldo, di un ritardo di soccorso ritardo dei soccorsi.jpg. A freddo dovrebbe comprendere che un soccorso sanitario moderno deve essere garantita tempestività e competenze adeguate al bisogno.

In emergenza è elemento indispensabile che si soccorra chi a bisogno in tempi veloci, ma è anche vero e necessario che in tempi veloci arrivino professionalità e competenze tali da garantire prestazioni immediate e la miglior terapia per salvare una vita e ridurre gli esiti permanenti delle lesioni.

Con gli ospedali che non sono più autonomi ma devono lavorare “in sistema di rete per intensità di cura”, ospedali piccoli come quello del Casentino hanno la necessità di “essere garantiti” e di “garantire” un sistema di pronto intervento e di pronto soccorso adeguato a quelli che sono i bisogni di una realtà montana, isolata e remota.

Occorre oggi, più che nel passato, rispondere ad un emergenza (come in grave incidente stradale o per un infarto al cuore) con un soccorso tempestivo ed appropriato. Un soccorso che parte dall’ospedale di vallata con le più professionalità competenti ed esperte e che raggiunge tempestivamente il luogo dove si trova l’ammalato. Un equipe formata da un medico ed infermiere, che lavorano e si addestrano insieme.

In questi giorni in Casentino è finita l’esperienza “luglio-agosto” per il soccorso a persona 118 sul territorio, iniziata nei primi giorni di luglio e finita prima della fine di agosto, dove oltre a prevedere un mezzo di soccorso con infermiere a bordo presso la postazione di Stia si è sperimentato, prevedendo il monitoraggio e la raccolta di dati e risultati, la necessità di garantire insieme al medico sul mezzo di soccorso dell’ospedale di Bibbiena, la presenza di un infermiere.

I Comitato Casentinese per la Salute in Montagna vuole manifestare la preoccupazione dei casentinesi, cittadini di una zona montana, affinché la valutazione da parte della Asl8 sull’esperienza svolta e sull’opportunità di garantire un soccorso professionale sul territorio venga confermata a pieni voti.

Auspica e si attiverà per questo che l’aggiornamento del servizio di emergenza 118 preveda, come minimo, un mezzo di pronto intervento presso l’ospedale di Bibbiena con medico e infermiere. La nuova organizzazione non sia limitata (come è stato alle sole 12 ore diurne e per il periodo estivo), ma venga istituita nelle 24 ore garantendo la continuità per tutto l’anno e che questo (per migliorare la “tempestività”) possa essere eseguita con “auto 4×4”.

E’ pienamente condivisibile quanto affermato dai professionisti dell’emergenza, Dr. M. Mandò direttore del 118 di Arezzo (soccorso 118 professionale e tempestivo.jpg) e dal Dr. G. Galastri Responsabile del Pronto Soccorso di Bibbiena ( pronto soccorso bibbiena.PNG) in recenti interventi sui giornali, il servizio in emergenza ed urgenza deve essere eseguito in modo tempestivo e con le professionalità dedicate. Le sole garanzie che un sistema pubblico deve prevedere e garantire per l’assistenza e le prestazioni per chi soffre di una grave patologia acuta e ha subito un grave incidente.

C.S.S.M.