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Digitalizzato a 31-08-2010 10-55 (5).jpgPrendiamo spunto dalle morti sulle strade che in questi giorni sono pubblicate sui giornali della provincia, per evidenziare una verità che non è solo legata al periodo stagionale ma oramai caratterizza la quotidianità.

Molti spiegano le cause e quali siano le possibili soluzioni a questa tragedia. Alcool, droga, il telefonino, l’incoscienza e la poca esperienza tra le cause. Sicuramente l’ignoranza e la maleducazione fra le maggiori. Quali i rimedi per ridurre queste morti prevedibili, dove la fatalità e le coincidenze giocano con la vita e la salute delle persone.

Sappiamo che in corso di un grave trauma, lo dicono le statistiche e gli studi, molti subiscono il decesso all’istante e nei primi minuti, un’altra percentuale nelle ore e nei giorni successivi, altri successivamente nelle settimane e nei mesi successivi con i più i fortunati anche se non perdono la vita rimarrà come un ricordo una invalidità.

Sappiamo che per ridurre e invertire questa spirale di morte sulle strade, dobbiamo educare i giovani e la gente ad uno stile ed un comportamento che sia più rispettoso delle regole, che combatta gli abusi e gli eccessi ma la dove la prevenzione non incide dobbiamo ripensare ed attuare una organizzazione del soccorso sanitario migliorando la dove è necessario, tempestività e professionalità.

Anche in Casentino il Comitato per la Salute in Montagna promuove salute organizzando convegni e occasioni pubbliche per sensibilizzare ancora e maggiormente le Istituzioni a dare maggiori risposte alle morti sulle strade, impegnandosi in una migliore informazione ed educazione della gente in modo da incidere sul loro stile di vita ed a farsi carico di garantire più efficienza ed efficacia nel soccorso sanitario.

Non pensiamo che il soccorso oggi non sia garantito, che non sia tempestivo e non professionale, pensiamo piuttosto che misurando cosa viene fatto e come, confrontando l’organizzazione attuale con altre realtà montane regionali e nazionali è possibile pensare che il servizio di emergenza urgenza – 118 possa essere attualizzato.

A chi contesta, a caldo, di un ritardo di soccorso ritardo dei soccorsi.jpg. A freddo dovrebbe comprendere che un soccorso sanitario moderno deve essere garantita tempestività e competenze adeguate al bisogno.

In emergenza è elemento indispensabile che si soccorra chi a bisogno in tempi veloci, ma è anche vero e necessario che in tempi veloci arrivino professionalità e competenze tali da garantire prestazioni immediate e la miglior terapia per salvare una vita e ridurre gli esiti permanenti delle lesioni.

Con gli ospedali che non sono più autonomi ma devono lavorare “in sistema di rete per intensità di cura”, ospedali piccoli come quello del Casentino hanno la necessità di “essere garantiti” e di “garantire” un sistema di pronto intervento e di pronto soccorso adeguato a quelli che sono i bisogni di una realtà montana, isolata e remota.

Occorre oggi, più che nel passato, rispondere ad un emergenza (come in grave incidente stradale o per un infarto al cuore) con un soccorso tempestivo ed appropriato. Un soccorso che parte dall’ospedale di vallata con le più professionalità competenti ed esperte e che raggiunge tempestivamente il luogo dove si trova l’ammalato. Un equipe formata da un medico ed infermiere, che lavorano e si addestrano insieme.

In questi giorni in Casentino è finita l’esperienza “luglio-agosto” per il soccorso a persona 118 sul territorio, iniziata nei primi giorni di luglio e finita prima della fine di agosto, dove oltre a prevedere un mezzo di soccorso con infermiere a bordo presso la postazione di Stia si è sperimentato, prevedendo il monitoraggio e la raccolta di dati e risultati, la necessità di garantire insieme al medico sul mezzo di soccorso dell’ospedale di Bibbiena, la presenza di un infermiere.

I Comitato Casentinese per la Salute in Montagna vuole manifestare la preoccupazione dei casentinesi, cittadini di una zona montana, affinché la valutazione da parte della Asl8 sull’esperienza svolta e sull’opportunità di garantire un soccorso professionale sul territorio venga confermata a pieni voti.

Auspica e si attiverà per questo che l’aggiornamento del servizio di emergenza 118 preveda, come minimo, un mezzo di pronto intervento presso l’ospedale di Bibbiena con medico e infermiere. La nuova organizzazione non sia limitata (come è stato alle sole 12 ore diurne e per il periodo estivo), ma venga istituita nelle 24 ore garantendo la continuità per tutto l’anno e che questo (per migliorare la “tempestività”) possa essere eseguita con “auto 4×4”.

E’ pienamente condivisibile quanto affermato dai professionisti dell’emergenza, Dr. M. Mandò direttore del 118 di Arezzo (soccorso 118 professionale e tempestivo.jpg) e dal Dr. G. Galastri Responsabile del Pronto Soccorso di Bibbiena ( pronto soccorso bibbiena.PNG) in recenti interventi sui giornali, il servizio in emergenza ed urgenza deve essere eseguito in modo tempestivo e con le professionalità dedicate. Le sole garanzie che un sistema pubblico deve prevedere e garantire per l’assistenza e le prestazioni per chi soffre di una grave patologia acuta e ha subito un grave incidente.

C.S.S.M.

IN AUMENTO GLI INCIDENTI SULLE STRADEultima modifica: 2010-09-04T16:55:00+02:00da comitatocsm
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