cup_bibbiena.jpgIl parto è un momento di particolare importanza per la donna e per il futuro bambino ed avvicinarsi in modo guidato a questo evento è rilevante, sia sotto il profilo sociologico che quello sanitario e assistenziale.
Per questo la Usl organizza da anni i corsi di preparazione al parto, incontri fra future mamme e un gruppo di operatori sanitari qualificati che si alternano durante il corso stesso. E’ un modo di preparare la gestante ad affrontare in maniera più consapevole e serena la gravidanza, il travaglio e il parto.

A Bibbiena questo servizio è gestito dal consultorio di via Colombaia 1. Per iscriversi al corso, che è gratuito, bisogna aver compiuto 25 settimane di gravidanza (sei mesi) e telefonare al numero 0575 568332 (dal lunedì al venerdì – escluso eventuali festivi – dalle 8,30 alle 10,30).
A rispondere sarà una ostetrica che dopo un breve colloquio, avvierà la donna al percorso più adatto.

Il corso prevede otto incontri. Alcune “lezioni” si terranno presso il consultorio familiare di Bibbiena: durante queste sedute le future mamme vengono informate sulle modifiche del proprio corpo, si parla di allattamento e del bambino neonato. Ovviamente, gli specialisti che tengono il corso hanno cura di ascoltare le richieste delle gestanti, fornendo le risposte idonee a fugare eventuali dubbi e perplessità.

L’altra parte del corso prevede l’utilizzo della piscina comunale di Bibbiena dove, accompagnate da una ostetrica saranno effettuate esercizi in acqua . Proprio dall’acqua le future mamme ricevono energia e facilità di movimento, migliorando la circolazione e la capacità di rilassamento.
I corsi sono a ciclo continuo, quindi ogni donna del Casentino in gravidanza troverà sempre la risposta e lo spazio, nei modi e nei tempi dovuti.

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20100507_bambino_mamma_latte.jpgIl Consigliere Regionale, afferma “IL PUNTO NASCITA RESTERA’ ” ceccarelli punto nascita.pdf rispondendo ad una comunicazione della lega Nord sul futuro del punto nascita di Bibbiena.

In questo periodo tutti i giornali e l’opinione pubblica sono stati sensibilizzati dai fatti di mala sanità accaduti al Sud come al Nord nei servizi di Ostetricia degli ospedali. Le notizie hanno destato grande impressione e sensibilizzato a riflettere sullo stato dei sistemi, sulla sicurezza dei servizi e ad infondere la convinzione della necessità di rivedere i modelli.

Lo stesso ministro e figure illustri di riferimento nazionale hanno mostrato la volontà di farsi carico delle problematiche e di promuovere in prima persona nei confronti delle regioni la risoluzione dei problemi e dei disagi.  Riduzione dei parti cesarei e concentrazione dei punti nascita (tenendo conto delle realtà montane). fazio e punti nascita.png

Gli eventi accaduti, le affermazioni espresse sulle possibili soluzioni per ridurre i rischi sono essere da tutti condivisi e il recupero nei servizi pubblici di sicurezza e di qualità è una priorità da perseguire.

L’intervento dell’ assessore con articolo pubblicato da La Repubblica “Firenze” afferma:

L’EMERGENZA SANITA’    A rischio le mini sale parto “Via alla prima chiusura”

Si parte da Pontremoli. L’assessore: ora un nuovo piano. Scaramuccia: sotto le 500 nascite all’anno le strutture possono essere pericolose  di MICHELE BOCCI

 

Punti nascita con poco lavoro, servizi aperti 24 ore su 24 dove si presentano per partorire una o al massimo due donne al giorno. In Toscana ci sono otto piccole maternità, di cui due piccolissime. Quanto sono sicure? I recenti casi di cronaca, come quello dell’ospedale di Piove di Sacco in Veneto, con una ostetricia da circa 600 parti all’anno che ha respinto una puerpera inviandola a Padova, dove ha perso il figlio ed è finita in coma, sollevano anche da noi nuovi interrogativi sulle strutture piccole. Del resto in Toscana non si è cancellato il ricordo dei tre neonati morti nell’ottobre del 2008 al Versilia, un ospedale con una maternità piuttosto grande, da 1.300 parti l’anno.

La sala parto che lavora meno è quella di Pontremoli, dove nel 2009 sono nati appena 206 bambini. La Regione ha deciso: bisogna chiudere, e la Asl dal primo febbraio 2011 sospenderà il servizio. “Abbiamo le lettere dei medici dell’ospedale che ci dicono che il presidio è pericoloso per le poche nascite. Per noi si tratta di un elemento di preoccupazione”. A parlare è l’assessore alla salute Daniela Scaramuccia. “Le prime riflessioni sui punti nascita nel piano sanitario nazionale risalgono al ’98 e ci dicono che sotto i 500 parti le strutture possono essere pericolose. Il dato è stato fatto proprio dai piani sanitari toscani 2004 e 2008”.

Giorgio Vittori, presidente della Società italiana di ginecologia e ostetricia spiega che “se la situazione orografica non presenta criticità, si tollerano punti nascita dai 500-1000 parti in su. Certo, in certe zone isolate, si possono anche accettare strutture da 3-400 nascite, ma devono esserci tutti gli standard di sicurezza”. Standard che a Pontremoli non ci sarebbero, malgrado le manifestazioni di molti cittadini contrari all’ipotesi della chiusura. “Francamente credo che operatori e amministratori non possano non prendere in considerazione le linee guida dell’Oms e delle società scientifiche”, dice ancora Scaramuccia. ….

Certamente l’articolo ha suscitato nei giorni successivi grande apprensione e dibattito. Ecco che le volontà dichiarate dell’assessore regionale D. Scaramuccia hanno scatenato  nei diretti interessati la volontà di protestare e di verificare quanto pubblicato sui giornali.

L’Assessore ai quesiti posti da molti ha subito smentito la volontà di continuare a chiudere i punti nascità ma sembra che nonostante le rassicurazioni espresse ha molti siano  rimaste perplessità.  LEGA1.PDF

Il Comitato per la salute del Casentino ha sempre espresso il proprio pensiero e la posizione a difesa del punto nascita della vallata. Oggi ancora di più  affermiamo la necessità di difendere il servizio, unico in una valle montana.

La difesa del punto nascita deve essere continuo giorno per giorno, promuovendo educazione ed informazione alle partorienti, accompagnale nel loro percorso prima e dopo il parto, garantendo un servizio sicuro e qualificato promuovendo il suo sviluppo e creando nuovi elementi di attrazione per le future mamme come ad esempio (il parto indolore, il parto in acqua …).

Per garantire sicurezza e qualità c’è bisogno di tutti, consigliere regionale, sindaci, partiti politici, istituzioni e cittadini e tutti insieme con impegno e continuamente servizi e assistenza.

 

DIFENDIAMO L’OSPEDALE  E  IL PUNTO NASCITA