ospe.jpg

In questi giorni di Spending Review una delegazione del Comitato Della Salute si è riunita ad Arezzo con la Direzione Aziendale A.S.L.8, tale incontro fa parte delle riunioni previste dall’Osservatorio per la Salute del Casentino con il Direttore Generale Enrico Desideri e le Istituzioni. Presenti Il Direttore Generale Enrico Desideri ed  massimi dirigenti aziendali del Dipartimento Emergenza Urgenza, del Presidio e del Distretto Casentinese.

Renato Nassini a seguito delle preoccupazioni derivati da una situazione economica nazionale disastrosa, che annuncia con la Spending Review, una drastica riduzione ai finanziamenti destinati alla sanità regionale si fà portavoce chiedendo sullo stato delle cose ed in particolare per il Casentino commentando la chiusura del servizio di cardiologia la notte e nei giorni festivi e manifestando la grande preoccupazione per lo stato di salute della sanità pubblica regionale.

Cosa accadrà alle unità operative ospedaliere di zona? Gli standard dei servizi fino ad oggi erogati saranno garantiti?,  La garanzia di assegnazione  e il turn-over di personale Medico ed infermieristico qualificato in particolar modo per i servizi di emergenza urgenza – P.S. sarà mantenuta? Cosa sarà recuperato del vecchio Presidio? Alla postazione del 118 ci saranno novità come è successo ad Arezzo ed in Valdarno con l’adozione dell’auto medica?  L’impegni presi in merito  alla realizzazione di nuove residenze per anziani (RSA o piccole residenze specifiche tipo case della salute), ci sarà futuro?

Valerio Bobini asserisce che: “è vero che la situazione economica è preoccupante ed è anche vero che è lo spettro e la clava usati da  Monti e soci stanno prosciugando le tasche degli italiani. E vero che non ce cosa peggiore di perdere posti di lavoro, avere l’inflazione alle stelle, tasse e tichet incrementati all’ ennesima potenza,  ma ritrovarsi in una valle Isolata come il Casentino e sentirsi cittadini di nessuno, alla mercè di un malgoverno che pretende di tagliare anche ciò che si considera indispensabile per poter sopravvivere è ancora Peggio. Occorre una risposta sanitaria adeguata e paritaria garantendo soprattutto in questo momento ai cittadini del Casentino e di aree disagiate i principi di universalità, equità, di sicurezza, di appropriatezza.maternitam.jpg

No alla chiusura del punto nascita in casentino. Oggi il servizio di Ostetricia e Ginecologia con la sua unità operativa, che se pur fuori dai parametri O.M.S. “1000 parti all’anno”, è comunque un Reparto che da garanzie di qualità e risultati equiparabili ed in certi casi anche migliori alle Unità operative più grandi.  

Bobini chiede di rivedere ripensare l’organizzazione del servizio di Cardiologia al fine di garantire le migliore competenze per le patologie cardiologiche che possono essere curate in luogo. Il mantenimento dei medici Radiologi al fine di una diagnosi precoce anche nelle ore notturne e nei giorni festivi.

Con chiarezza e disponibilità la Direzione Generale conferma la necessità del confronto continuo che si rende necessario oggi più di ieri,  per effettuare scelte appropriate e tese a migliorare l’efficenza, in un quadro di gestione sanitaria che diventa sempre più difficile, per mantenere con  minor risorse finanziarie, uno standard qualitativo necessario. Sottolinea la soddisfazione per i risultati globali del piccolo Ospedale di zona che nelle sue potenzialità eroga risposte soddisfacenti e di qualità sia nei volumi che negli esiti.

E. Desideri responsabilmente ha garantito di impegnarsi impegnarsi al mantenimento delle Unità operative di Chirurgia e di Ostetricia e Ginecologia, avendo già concordato con i rispettivi Direttori delle due unità operative un percorso che li porti ad operare nel presidio Provinciale con cadenza almeno settimanale al fine di creare sinergie e la rete.  In particolare si è avviato un processo che permetta di ogni zona di incrementare le sedute chirugiche, con pazienti provenienti anche da altre vallate della stessa A.S.L.  Questo modello organizzativo oltre ha garantire risposte ai bisogni della vallata, porterà ad una migliore distribuzione delle sedute operatorie migliorandol’efficienza ottenendo anche un beneficio economico oltre che ad  programmazione più snella ed una riduzione delle liste di attesa.

La Direzione Generale ha informato l’Osservatorio di aver raggiunto ulteriori traguardi come il completamento della Casa della Salute di Poppi e di analizzare attentamente  la ristrutturazione del Vecchio Presidio che era stato programmato per il 2012 ma che richiede un’ ulteriore approfondimento tenendo conto dei finanziamenti ridotti.

Nell’area dove era ubicato il SERT, anziché la mensa per i dipendenti, verrà istituita la nuova sede per la postazione di Emergenza Territoriale per il personale del Volontariato.

Per il futuro sarà necessario avere più posti, per pazienti cronici o comunque per i pazienti dimessi dalla struttura Ospedaliera, con soluzione intermedia. Questi posti permetteranno una migliore gestione di pazienti con problematiche sanitarie particolari  prima del rientro alla propria residenza. Così come sarà strategico per problematiche socio sanitarie pensare a piccole strutture, “case di cura” o di sostegno in appartamenti.

Il Comitato prende atto delle scelte da parte dell’Azienda e continuerà  a monitorare la situazione con fare propositivo e collaborativo. La convinzione che in questo momento di difficoltà strategico si dovrà lavorare per priorità.

automediche-118-arezzo.jpgPer una realtà montana come il Casentino tra le priorità c’è quella di garantire e sviluppare l’emergenza territoriale e la decisione di mantenere l’organizzazione  con una Postazione PET in Ospedale, composta dal Medico MET ed i volontari, ed una ambulanza con Infermiere e volontari a Stia non ci convince completamente.

Come affermato dalle maggiori società mediche del settore gli standard minimi che garantiscono il miglior risultato in emergenza è fornito da un soccorso tempestivo eseguito da un Equipe formata da un Medico ed Infermiere, che lavorano insieme.

Perché non viene realizzato e messo in servizio di automedica cosi come si è realizzato ad Arezzo e nella zona del Valdarno?

 

Siamo convinti che se l’azienda volesse realizzare il servizio di automedica in Casentino il contributo del Volontariato e della Croce Rossa sarebbe garantito, come sempre ad oggi.