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Tutti sanno è tutti i cittadini si sono accorti che siamo in clima di Spending Rewiew.

Lo stanno dicendo oramai da tempo ma adesso e per i prossimi tempi dovremmo affrontare molte difficoltà. Il 2013 e soprattutto l’anno prossimo oltre all’aumento dei prelievi fiscali saremo sottoposti ad affrontare riduzione ed riorganizzazione dei servizi.

Anche per la sanità il governo informa che dovremo cambiare e che ormai i costi dei servizi sanitaria non sono più pertinenti e sostenibili. Anche le regioni, gestori dei servizi sanitari, sono a conoscenza. Tutte, dal nord al sud,  si sono accorte della spending rewiew e dovranno rinunciare a notevoli somme di danaro. Regioni che hanno colpe di cattiva gestione sia quelle virtuose che hanno ben gestito i servizi garantendo risposte puntuali ed appropriate.

La Toscana, tra le più virtuose, consapevolmente e responsabilmente di fronte di fronte al rischio della non sostenibilità ha deciso di dotarsi di un nuovo piano sanitario scelto il piano e la rotta da perseguire affinché tutto il sistema di servizi sanitari pubblici regionali non naufraghi.

Il 28 dicembre 2012 la giunta regionale ha deliberato con atto n.1235 “ azioni di riordino dei servizi del sistema sanitario regionale con approvazione delle linee di indirizzo alle aziende sanitarie e alle aree vaste con il relativo piano operativo di attuazione.

Questo piano permetterà alle aziende sanitarie, per aria vasta, di programmare il riordino la riorganizzazione dei servizi sanitari in particolar modo la riorganizzazione dei servizi territoriali, ospedalieri e di residenzialità quelli di emergenza urgenza e di tutti quei servizi di prevenzione e cura che hanno caratterizzato ad oggi il servizio regionale.

In poco tempo, per necessità, i servizi erogati dai medici di medicina generale si caratterizzeranno per un maggior lavoro in gruppo per meglio affrontare la prevenzione e la cura delle patologie croniche sul territorio a casa del malato o presso strutture specificamente organizzate in modo da ridurre gli accessi inutili o non necessari con ricoveri presso gli ospedali.

Questa organizzazione permetterà insieme alla riorganizzazione dei servizi di (laboratorio, di diagnostica, di indagine strumentale) che saranno sempre più centralizzati in centri specializzati di ridurre il numero dei posti letto negli ospedali causa principale del dissesto e della non sostenibilità dei costi per la sanità.

La regione Toscana tenendo conto del ridotto apporto economico, che proviene dal fondo sanitario nazionale, ha previsto una riduzione di posti letto che si aggirano all’incirca su di 2000. La riduzione porterà ad un apporto di numero posti letto equivalenti a 3,1 letti per 1000 abitanti. Una migliore organizzazione degli ospedali in rete e per intensità di cura aumentando l’efficacia dei servizi garantirà comunque la necessaria efficacia dei livelli assistenziali e di diagnosi e cura.

La sfida dovrà essere necessariamente affrontata. Anche in Casentino.

nassini e bianchini.JPGDa tempo il Comitato Casentinese per la Salute Montagna afferma che i momenti di difficoltà e possono superare o ridurne le conseguenze soltanto con il confronto propositivo e costruttivo fra tutte le figure che hanno come interesse unico la salute dei cittadini.

Il confronto continuo, l’informazione dei cittadini, l’analisi dei bisogni, la partecipazione sono ingredienti indispensabili affinché i principi della qualità e della equità siano mantenuti.

La conferenza dei sindaci e tutti gli enti preposti a garanzia della salute dei cittadini in casentino si devono mobilitare affinché quei diritti minimi per le collettività che vivono in aree disagiate possono essere mantenuti. Perché se venisse a mancare il loro interesse il loro impegno in casentino non sarà più garantito il servizio di continuità assistenziale nelle ore notturne dalle ore 24 alle 8.00 del mattino successivo, il punto nascita e quei servizi che hanno garantito le neo mamme. Un numero adeguato di posti letto nel territorio di cure “intermedie” dopo la chiusa dei letti in ospedale. Un servizio di emergenza – urgenza e di trasporto non standardizzato con le altre realtà di area vasta e regionali.

Il Comitato con tutti propri iscritti prenderà tutte le iniziative pubbliche necessarie per informare i cittatini e in collaborazione con la conferenza dei sindaci del casentino, gli enti e soprattutto con l’azienda sanitaria tutte le iniziative necessarie affinche i servizi ed i cittadini possano essere garantiti.

R.Nassini (presidente ccsm) afferma “ Occorre che l’osservatorio della salute che abbiamo istituito in casentino, unico esempio regionale di partecipazione attiva alla gestione e promozione della salute in aree disagiate, si attivi per un monitoraggio continuo delle azioni intraprese affinché si possa evitare la riduzione dei servizi e l’isolamento”. 

                                                                                                           C.C.S.M.