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Tutti sanno è tutti i cittadini si sono accorti che siamo in clima di Spending Rewiew.

Lo stanno dicendo oramai da tempo ma adesso e per i prossimi tempi dovremmo affrontare molte difficoltà. Il 2013 e soprattutto l’anno prossimo oltre all’aumento dei prelievi fiscali saremo sottoposti ad affrontare riduzione ed riorganizzazione dei servizi.

Anche per la sanità il governo informa che dovremo cambiare e che ormai i costi dei servizi sanitaria non sono più pertinenti e sostenibili. Anche le regioni, gestori dei servizi sanitari, sono a conoscenza. Tutte, dal nord al sud,  si sono accorte della spending rewiew e dovranno rinunciare a notevoli somme di danaro. Regioni che hanno colpe di cattiva gestione sia quelle virtuose che hanno ben gestito i servizi garantendo risposte puntuali ed appropriate.

La Toscana, tra le più virtuose, consapevolmente e responsabilmente di fronte di fronte al rischio della non sostenibilità ha deciso di dotarsi di un nuovo piano sanitario scelto il piano e la rotta da perseguire affinché tutto il sistema di servizi sanitari pubblici regionali non naufraghi.

Il 28 dicembre 2012 la giunta regionale ha deliberato con atto n.1235 “ azioni di riordino dei servizi del sistema sanitario regionale con approvazione delle linee di indirizzo alle aziende sanitarie e alle aree vaste con il relativo piano operativo di attuazione.

Questo piano permetterà alle aziende sanitarie, per aria vasta, di programmare il riordino la riorganizzazione dei servizi sanitari in particolar modo la riorganizzazione dei servizi territoriali, ospedalieri e di residenzialità quelli di emergenza urgenza e di tutti quei servizi di prevenzione e cura che hanno caratterizzato ad oggi il servizio regionale.

In poco tempo, per necessità, i servizi erogati dai medici di medicina generale si caratterizzeranno per un maggior lavoro in gruppo per meglio affrontare la prevenzione e la cura delle patologie croniche sul territorio a casa del malato o presso strutture specificamente organizzate in modo da ridurre gli accessi inutili o non necessari con ricoveri presso gli ospedali.

Questa organizzazione permetterà insieme alla riorganizzazione dei servizi di (laboratorio, di diagnostica, di indagine strumentale) che saranno sempre più centralizzati in centri specializzati di ridurre il numero dei posti letto negli ospedali causa principale del dissesto e della non sostenibilità dei costi per la sanità.

La regione Toscana tenendo conto del ridotto apporto economico, che proviene dal fondo sanitario nazionale, ha previsto una riduzione di posti letto che si aggirano all’incirca su di 2000. La riduzione porterà ad un apporto di numero posti letto equivalenti a 3,1 letti per 1000 abitanti. Una migliore organizzazione degli ospedali in rete e per intensità di cura aumentando l’efficacia dei servizi garantirà comunque la necessaria efficacia dei livelli assistenziali e di diagnosi e cura.

La sfida dovrà essere necessariamente affrontata. Anche in Casentino.

nassini e bianchini.JPGDa tempo il Comitato Casentinese per la Salute Montagna afferma che i momenti di difficoltà e possono superare o ridurne le conseguenze soltanto con il confronto propositivo e costruttivo fra tutte le figure che hanno come interesse unico la salute dei cittadini.

Il confronto continuo, l’informazione dei cittadini, l’analisi dei bisogni, la partecipazione sono ingredienti indispensabili affinché i principi della qualità e della equità siano mantenuti.

La conferenza dei sindaci e tutti gli enti preposti a garanzia della salute dei cittadini in casentino si devono mobilitare affinché quei diritti minimi per le collettività che vivono in aree disagiate possono essere mantenuti. Perché se venisse a mancare il loro interesse il loro impegno in casentino non sarà più garantito il servizio di continuità assistenziale nelle ore notturne dalle ore 24 alle 8.00 del mattino successivo, il punto nascita e quei servizi che hanno garantito le neo mamme. Un numero adeguato di posti letto nel territorio di cure “intermedie” dopo la chiusa dei letti in ospedale. Un servizio di emergenza – urgenza e di trasporto non standardizzato con le altre realtà di area vasta e regionali.

Il Comitato con tutti propri iscritti prenderà tutte le iniziative pubbliche necessarie per informare i cittatini e in collaborazione con la conferenza dei sindaci del casentino, gli enti e soprattutto con l’azienda sanitaria tutte le iniziative necessarie affinche i servizi ed i cittadini possano essere garantiti.

R.Nassini (presidente ccsm) afferma “ Occorre che l’osservatorio della salute che abbiamo istituito in casentino, unico esempio regionale di partecipazione attiva alla gestione e promozione della salute in aree disagiate, si attivi per un monitoraggio continuo delle azioni intraprese affinché si possa evitare la riduzione dei servizi e l’isolamento”. 

                                                                                                           C.C.S.M.

 

giurlani.jpgOreste Giurlani (Uncem Toscana) ha affrontato l’argomento in un recente consiglio comunale di un comune montano. Afferma “Secondo certi parametri chiuderebbero tutti gli ospedali. Ma non si può procedere così”.

Il riordino della sanità, i tagli soprattutto negli ospedali piccoli e montani, il ruolo delle Sds e la necessità di battersi perché ogni decisione sia la più condivisa possibile, sono stati i punti cardine dell’intervento di Oreste Giurlani, presidente di Uncem Toscana,  invitato per esporre la situazione regionale su questo tema delicato, ha sottolineato la necessità di mantenere i servizi essenziali. 

Gli sprechi nelle diverse gestioni aziendali toscane e dai tagli pari a 800 milioni alla sanità toscana, peseranno tremendamente. Dal Piano di riorganizzazione della sanità pubblica in Toscana, gli ospedali sotto i 120 posti letto dovrebbero essere chiusi il che significa che dei 12 presidi montani non ne resterebbe in funzione nessuno – ha esordito il presidente di Uncem.

ospedale-bibbiena.jpgSappiamo che la Regione ha dato mandato ai direttori generali delle varie province di recuperare risorse limitate dalla spending review e dalle gestioni. Gli ospedali saranno riorganizzati in base alle reali esigenze, scegliendo fra diversi servizi. Ma non si può procedere a chiusure indiscriminate”.

Il presidente UNCEM ha affrontato in quell’occasioneil problema dei punti di emergenza-urgenza, i cosiddetti Pet (Punti di Emergenza Territoriale). 

“Alla Regione abbiamo fatto due osservazioni: la prima è la salvaguardia dei presidi ospedalieri montani con particolari caratteristiche, la seconda che i Pet non possono restare in funzione solo in base alla popolazione residente ma guardando anche ad altri indicatori come le distanze dai luoghi più grandi e i collegamenti viari”,  

 Adesso bisogna trovare un momento per discutere e trovare le soluzioni alternative. Bisogna farsi sentire – ha concluso il presidente di Uncem Toscana -.

Pensiamo che importante sarà tornare a concertare con i territori le decisioni: anche le scelte più dolorose vanno fatte in questo contesto.

marroni.jpgL’assessore regionale Luigi Marroni, a Montevarchi per prendere parte a una iniziativa organizzata dal consigliere del Pd Enzo Brogi, ha presentato il suo piano per la sanità toscana. Due punti principali:

il primo riguarda il finanziamento significativo dell’assistenza territoriale con investimenti su tutto ciò che non è ospedale (prevenzione, ristrutturazione del lavoro dei medici di medicina generale, riprogrammazione della presenza dei distretti sociosanitari). Si intuisce pertanto che si dovrà eseguire ed organizzare, da parte dei medici di medicina generale, più medicina di iniziativa per ridurre al minimo ricoveri ospedalieri, in quanto in Toscana il numero di posti letto da 13.000 passerà ad 11.000, e curare di più la cronicità a casa. In Casentino la popolazione è costituita da molti gli anziani dovrà avere più cure domiciliari e trattamenti presso strutture del territorio come le Case della Salute.  

il secondo è invece inerente una riorganizzazione intema degli ospedali, sul modello dell’intensità di cura con la gestione delle branche specialistiche all’interno dei vari presidi ripensata in base alle effettive necessità della popolazione. Pertanto sono previsti ospedali con il solo reparto di medicina e altri con tutti i reparti specialistici. Ospedali che cureranno solo le riacutizzazioni di patologie croniche ed altri che dovranno garantire le nuove urgenze e rispondere alle emergenze. Nello specifico dovranno essere disegnate e sviluppate delle reti per il trattamento delle patologie complesse dove strategico sarà il lavoro del 118 che dovrà centralizzare i pazienti negli ospedali idonei in quell’area per il trattamento  in tempi utili, ecco perchè in Toscana si passerà dalle attuali 12 centrali 118 a solo 3 centrali in scala di area vasta. pronto.jpg

Sul piano presentato dall’assessore Marroni c’è stato l’intervento ed il commento del presidente uscente della Conferenza dei sindaci Sauro Testi, sindaco al secondo mandato, che a Noi del Comitato Casentinese condividiamo molto seriamente:  “Questo piano di profonda riorganizzazione avrà effetti solo a medio e lungo termine. Io guardo ai problemi reali del territorio, quelli di tutti i giorni. Nel frattempo che entra in funzione il nuovo sistema, si rischia che tutto crolli. Il livello attuale di sanità offerta ai cittadini non è più gestibile, così. Siamo in una fase in cui i tagli comportano la chiusura dei servizi. E allora, per questo dico: servono scelte politiche molto più coraggiose”.

Pertanto anche Noi del Casentino come i cittadini del Valdarno di fronte al nuovo piano sulla sanità toscana ci chiediamo: Quali sono le scelte politiche molto coraggiose da prendere per la toscana? .. e per il Casentino?

Una cosa è chiara! stiamo parlando di Salute e del Nostro Futuro! Occorre Adesso molta Attenzione !

 

 

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In questi giorni di Spending Review una delegazione del Comitato Della Salute si è riunita ad Arezzo con la Direzione Aziendale A.S.L.8, tale incontro fa parte delle riunioni previste dall’Osservatorio per la Salute del Casentino con il Direttore Generale Enrico Desideri e le Istituzioni. Presenti Il Direttore Generale Enrico Desideri ed  massimi dirigenti aziendali del Dipartimento Emergenza Urgenza, del Presidio e del Distretto Casentinese.

Renato Nassini a seguito delle preoccupazioni derivati da una situazione economica nazionale disastrosa, che annuncia con la Spending Review, una drastica riduzione ai finanziamenti destinati alla sanità regionale si fà portavoce chiedendo sullo stato delle cose ed in particolare per il Casentino commentando la chiusura del servizio di cardiologia la notte e nei giorni festivi e manifestando la grande preoccupazione per lo stato di salute della sanità pubblica regionale.

Cosa accadrà alle unità operative ospedaliere di zona? Gli standard dei servizi fino ad oggi erogati saranno garantiti?,  La garanzia di assegnazione  e il turn-over di personale Medico ed infermieristico qualificato in particolar modo per i servizi di emergenza urgenza – P.S. sarà mantenuta? Cosa sarà recuperato del vecchio Presidio? Alla postazione del 118 ci saranno novità come è successo ad Arezzo ed in Valdarno con l’adozione dell’auto medica?  L’impegni presi in merito  alla realizzazione di nuove residenze per anziani (RSA o piccole residenze specifiche tipo case della salute), ci sarà futuro?

Valerio Bobini asserisce che: “è vero che la situazione economica è preoccupante ed è anche vero che è lo spettro e la clava usati da  Monti e soci stanno prosciugando le tasche degli italiani. E vero che non ce cosa peggiore di perdere posti di lavoro, avere l’inflazione alle stelle, tasse e tichet incrementati all’ ennesima potenza,  ma ritrovarsi in una valle Isolata come il Casentino e sentirsi cittadini di nessuno, alla mercè di un malgoverno che pretende di tagliare anche ciò che si considera indispensabile per poter sopravvivere è ancora Peggio. Occorre una risposta sanitaria adeguata e paritaria garantendo soprattutto in questo momento ai cittadini del Casentino e di aree disagiate i principi di universalità, equità, di sicurezza, di appropriatezza.maternitam.jpg

No alla chiusura del punto nascita in casentino. Oggi il servizio di Ostetricia e Ginecologia con la sua unità operativa, che se pur fuori dai parametri O.M.S. “1000 parti all’anno”, è comunque un Reparto che da garanzie di qualità e risultati equiparabili ed in certi casi anche migliori alle Unità operative più grandi.  

Bobini chiede di rivedere ripensare l’organizzazione del servizio di Cardiologia al fine di garantire le migliore competenze per le patologie cardiologiche che possono essere curate in luogo. Il mantenimento dei medici Radiologi al fine di una diagnosi precoce anche nelle ore notturne e nei giorni festivi.

Con chiarezza e disponibilità la Direzione Generale conferma la necessità del confronto continuo che si rende necessario oggi più di ieri,  per effettuare scelte appropriate e tese a migliorare l’efficenza, in un quadro di gestione sanitaria che diventa sempre più difficile, per mantenere con  minor risorse finanziarie, uno standard qualitativo necessario. Sottolinea la soddisfazione per i risultati globali del piccolo Ospedale di zona che nelle sue potenzialità eroga risposte soddisfacenti e di qualità sia nei volumi che negli esiti.

E. Desideri responsabilmente ha garantito di impegnarsi impegnarsi al mantenimento delle Unità operative di Chirurgia e di Ostetricia e Ginecologia, avendo già concordato con i rispettivi Direttori delle due unità operative un percorso che li porti ad operare nel presidio Provinciale con cadenza almeno settimanale al fine di creare sinergie e la rete.  In particolare si è avviato un processo che permetta di ogni zona di incrementare le sedute chirugiche, con pazienti provenienti anche da altre vallate della stessa A.S.L.  Questo modello organizzativo oltre ha garantire risposte ai bisogni della vallata, porterà ad una migliore distribuzione delle sedute operatorie migliorandol’efficienza ottenendo anche un beneficio economico oltre che ad  programmazione più snella ed una riduzione delle liste di attesa.

La Direzione Generale ha informato l’Osservatorio di aver raggiunto ulteriori traguardi come il completamento della Casa della Salute di Poppi e di analizzare attentamente  la ristrutturazione del Vecchio Presidio che era stato programmato per il 2012 ma che richiede un’ ulteriore approfondimento tenendo conto dei finanziamenti ridotti.

Nell’area dove era ubicato il SERT, anziché la mensa per i dipendenti, verrà istituita la nuova sede per la postazione di Emergenza Territoriale per il personale del Volontariato.

Per il futuro sarà necessario avere più posti, per pazienti cronici o comunque per i pazienti dimessi dalla struttura Ospedaliera, con soluzione intermedia. Questi posti permetteranno una migliore gestione di pazienti con problematiche sanitarie particolari  prima del rientro alla propria residenza. Così come sarà strategico per problematiche socio sanitarie pensare a piccole strutture, “case di cura” o di sostegno in appartamenti.

Il Comitato prende atto delle scelte da parte dell’Azienda e continuerà  a monitorare la situazione con fare propositivo e collaborativo. La convinzione che in questo momento di difficoltà strategico si dovrà lavorare per priorità.

automediche-118-arezzo.jpgPer una realtà montana come il Casentino tra le priorità c’è quella di garantire e sviluppare l’emergenza territoriale e la decisione di mantenere l’organizzazione  con una Postazione PET in Ospedale, composta dal Medico MET ed i volontari, ed una ambulanza con Infermiere e volontari a Stia non ci convince completamente.

Come affermato dalle maggiori società mediche del settore gli standard minimi che garantiscono il miglior risultato in emergenza è fornito da un soccorso tempestivo eseguito da un Equipe formata da un Medico ed Infermiere, che lavorano insieme.

Perché non viene realizzato e messo in servizio di automedica cosi come si è realizzato ad Arezzo e nella zona del Valdarno?

 

Siamo convinti che se l’azienda volesse realizzare il servizio di automedica in Casentino il contributo del Volontariato e della Croce Rossa sarebbe garantito, come sempre ad oggi.

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Con un comunicato stampa del 17 giugno 2012 la ASL 8,  su richiesta da parte dei presidenti della Società della Salute e dell’Unione dei Comuni Montani del Casentino (i sindaci Betti e Santini), il direttore Generale della Asl 8 Enrico Desideri ha illustrato il nuovo modello organizzativo che sarà attuato dal 18 giugno 2012 per la guardia medica cardiologica dell’ospedale di Bibbienala chiusura del servizio di cardiologia presso il presidio del Casentino nelle ore notturne e in orario diurno dei giorni festivi.

leggi comunicato della asl 8 ” guardia medica cardiologica ospedale Casentino “

 

E’ forse il primo segnale o già atto di applicazione del nuovo PSSR  2012-2015? 

Ci ricordiamo bene quando i nostri amministratori, solo qualche settimana fà,  affermavano: ” Nessun rischio di chiusura o ridimensionamento per l’ospedale di Bibbiena …  “Allarmi infondati” …   (leggi articolo)

 

Il METEO E LA SANITA’ CASENTINESE VANNO DI PARI PASSO

Con L’arrivo dell’Estate, ci spogliamo degli abiti pesanti per proteggerci dal caldo, mentre la Direzione aziendale A.S.L. 8 ci alleggerisce di qualche servizio per proteggere la Regione Toscana dalle troppe spese in sanità.
Mentre lo spogliarsi degli abiti invernali va beneficio del nostro benessere e della nostra salute, lo spogliarci della Cardiologia notturna oggi, e forse della Radiologia Domani va a vantaggio delle economie della Regione  ….

 

                         Il METEO E LA SANITA’ CASENTINESE VANNO DI PARI PASSO

Con L’arrivo dell’Estate, ci spogliamo degli abiti pesanti per proteggerci dal caldo, mentre la Direzione aziendale A.S.L. 8 ci alleggerisce di qualche servizio per proteggere la Regione Toscana dalle troppe spese in sanità.
Mentre lo spogliarsi degli abiti invernali va beneficio del nostro benessere e della nostra salute, lo spogliarci della Cardiologia notturna oggi, e forse della Radiologia Domani va a vantaggio delle economie della Regione, in favore delle zone forti dove ci sono  Maxiospedali, Università e servizi in abbondanza, con Prospettive di raddoppi di presidi  Ospedalieri a breve,  (Vedi costruzione dei 4 nuovi Ospedali Toscani,  https://www.facebook.com/groups/109051609234052/) e a totale scapito della salute dei Casentinesi e del declino del nostro Ospedale.
I richiami del nostro Comitato  a tenere la guardia alta nei confronti della A.S.L. 8 e ancor di più verso la Regione Toscana non erano infondati come più volte si è tentato di smentirci.
Negli ultimi mesi del 2011 dopo una prima lettura del piano Socio Sanitario Regionale, da cui era  sparita la dicitura presente nel piano precedente di:_ “Ospedali Di Zona e Ospedali di Montagna” ed al suo posto trovavamo scritto;   “Ospedali di Continuità o di Prossimità” riclassificando Presidi Ospedalieri come il nostro non più ad Ospedali con Pronto Soccorso, Branche specialistiche e pronto intervento sulle 24 ore ma più simili a R.S.A. Con interazione tra Medici di Base, ed Infermieri e non più sulle 24 ore  ci eravamo fortemente preoccupati.
In quel periodo si parlava di togliere il Medico Radiologo di notte, si sentivano voci, da più provenienze: Regione Toscana, UNCEM, Ospedale di Arezzo, di una imminente chiusura dell’ U.O. Di Ostetricia e Ginecologia e di un ridimensionamento del Servizio Tac.
A tal proposito chiedemmo una riunione Urgente con la Direzione dell’ A.S.L.8, riunione concessa dove veniva smentita qualsiasi ipotesi di ridimensionamento e tantomeno di chiusura di alcun servizio attualmente esistente.
Le parole del Direttore Generale Enrico Desideri furono: L’ Ospedale del Casentino, funziona e non è un peso economico per la A.S.L. 8, nel suo piccolo è un gioiello di funzionamento, le Unità Operative dell’ Ospedale Del Casentino in paragone a quello degli altri Ospedali della A.S.L. 8 non funzionano peggio, anzi….e non costano di più, pertanto non vedo nessun motivo per depotenziarlo o per chiudere qualche Unità.
In quella sede fece anche l’esempio che in Nord America  dove c’era una situazione simile,  si era tentato di chiudere alcuni ospedali piccoli che funzionavano e la risposta nel tempo che  la spesa sanitaria pro capite era aumentata considerevolmente.
Nonostante queste rassicurazioni, il Comitato Salute Casentinese esortava a prendere quanto di buono La Direzione Aziendale ci garantiva nel momento e a non farsi prendere da facili entusiasmi per il futuro.
Memori di quelle nostre frasi e affermazioni, a distanza di alcuni mesi,  passate le elezioni amministrative e dopo le Dimissioni frettolose dell’ Assessore Regionale alla Sanità Toscana Dottoressa Scaramuccia, per gli scandali ben noti nella sanità Toscana: vedi A.S.L. Di Massa Carrara ed una condotta Sanitaria Toscana,  da alcuni definita allegra, che produce debito soprattutto in altre zone esterne alla nostra, prendiamo nota a malincuore che purtroppo avevamo ragione.
Continuiamo a non capire, ma le capiamo benissimo,  le logiche Sanitarie regionali che tendono a ripianare debiti e spese esose che avvengono in zone più floride e importanti, ( Siena, Firenze, Pisa, Massa, Empoli, Prato) con investimenti e Costruzione di Megaospedali che vanno a raddoppiare quelli limitrofi, portando duplicazioni di servizi, di unità operative e spese alle stelle con dubbio ritorno e che vanno ripianate tagliando o riducendo la potenzialità di unità operative e servizi essenziali in vallate disagiate come la nostra.
Abbiamo ancora davanti agli occhi gli articoli di Mugnai che mettevano in guardia  sulla possibilità di chiusura di 14 Ospedali piccoli, compreso quello del Casentino.
Oggi non si parla più di chiusura e depotenziamento di unità operative si usa il termine edulcorato di: “Nuovo modello organizzativo” dove guarda caso non c’è mai niente di migliore ma viene sempre tagliato qualcosa.
La perdita del Medico Cardiologo di notte non ha nulla di migliorativo, non è da paragonare a quello che viene scritto dalla Direzione Generale facendo il paragone con quello che viene fatto oggi in loco, fuori dal Presidio Ospedaliero con le ambulanze  e la trasmissione in UTIC del tracciato elettrocardiografico.
La trasmissione in area periferica del Tracciato elettrocardiografico serve per accorciare i tempi di intervento ed i rischi nelle gravi e invalidanti patologie Cardiache; Infarto, ostruzioni arteriose  ecc. ecc.
La Perdita del Cardiologo di notte a Bibbiena invece dirotta la competenza e la cura del Cardiopatico ad altri Medici non Cardiologi, con possibilità di errori di valutazione, ritardi di diagnosi, cura ed intervento ed alimenta le fughe verso l’ Ospedale Centrale, questa è la realtà;  il resto sono solo scuse. Risparmiare in Casentino per dare di più altrove. In conclusione si invita a dirottare il Paziente Cardiologico verso Arezzo iniziando un primo svuotamento del contenitore e non sono pochi i pazienti che rientrano in questa Branca.
Il Comitato Salute Casentinese apprende la Notizia dalla Rassegna stampa della A.S.L. 8, dove si fa riferimento ad una riunione intercorsa tra: La Direzione A.S.L. 8 su richiesta del Presidente della Società Della Salute e del Presidente dell’ Unione dei Comuni.
Ci eravamo lasciati nei mesi scorsi con la Direzione Generale che nulla sarebbe cambiato e che  il  Comitato Salute era un autorevole e riconosciuto organo  di riferimento e di confronto con la Direzione Aziendale. Per nostra conoscenza L’ Unione dei Comuni non Rappresenta la Totalità del Casentino ma solo una parte di esso, non è un un organo eletto e riconosciuto dalla totalità della popolazione. Per noi l’ Organo di riferimento dell’azienda è la Conferenza Dei Sindaci Del Casentino e tale rimane.
Uno degli elementi della  campagna Referendaria a favore del NO per il Comune unico in Casentino era che con l’ avvento del  Comune Unico avremmo perso l’ Ospedale di Bibbiena, quest’ allarme veniva divulgato a Strada In Casentino.
Il Comitato Salute, in attesa di una riunione interna dove verrà decisa la linea da seguire per il prosieguo, fa presente che il nostro impegno e il nostro lavoro proseguirà affinché non si smembrino o depotenzino servizi essenziali per il Casentino a favore di chicchessia.
                                                 
                                                                                                       Valerio Bobini.

 

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AREZZO – Una sala gremita come in poche altre occasioni, quella della storica sede della Misericordia di Arezzo, per l’incontro fra i volontari che operano sulle ambulanze del 118 e la dirigenza della Asl di Arezzo.
Un appuntamento fortemente voluto dai dirigenti delle Misericordie di Arezzo, Subbiano e Monte San Savino, dall’Anpas (Croce Bianca), dalla Croce Rossa Italiana e dai vertici aziendali, guidati per l’occasione dal Direttore Generale Enrico Desideri.
Pochi in borghese. tanti invece nelle loro colorate divise, fianco a fianco, medici, infermieri e soprattutto volontari abilitati al servizio sulle ambulanze del 118. Fianco a fianco come lo sono ogni giorno e ogni notte sulle nostre strade per garantire al meglio un servizio di emergenza che subisce nel tempo continui cambiamenti. Il volontariato – la Regione Toscana ha approvato una legge apposita che riconosce questo profilo – è un pilastro fondamentale del servizio 118 e dell’emergenza. Per questo, il suo coinvolgimento pieno nelle fasi decisionali e in quelle operative è essenziale. “Il coordinamento di una attività così complessa e delicata – è stato ricordato – per funzionare ha bisogno di regole chiare, di protocolli, ma soprattutto di conoscenza e condivisione delle scelte.”

L’ultima novità introdotta nel servizio 118 si chiama auto medica. Una innovazione che ha comportato anche una redistribuzione del personale sanitario nei diversi punti territoriali di soccorso. Così a 40 giorni dall’entrata in funzione dell’automedica e dalla conseguente modifica organizzativa, era opportuno compiere una valutazione complessiva assieme a coloro che queste modifiche le vivono quotidianamente.

E’ stato il direttore della centrale 118 della Asl, Massimo Mandò, ad illustrare i dati, riferiti all’area aretina (Arezzo e i comuni di Subbiano, Capolona, Castiglion Fibocchi, Civitella e Monte San Savino) che conta quasi 140.00 abitanti.

L’attesa maggiore era per comprendere come l’introduzione dell’automedica avrebbe modificato il servizio, con quale appropriatezza, con quali vantaggi (o svantaggi) per l’utenza. Va ricordato che sull’automedica l’equipaggio è il più qualificato che si possa pensare: un medico e un infermiere dell’emergenza, e che per questo si muove proprio per i casi più importanti.

I dati di attività
In 40 giorni l’automedica ha compiuto 347 missioni, di cui 210 per codici rossi, 124 per codici gialli, 11 che sono risultati poi essere codici verdi (2 le missioni annullate dopo la partenza). In 283 casi la automedica ha avuto il supporto di una ambulanza Blsd (equipaggiata con volontari abilitati), per il trasporto del paziente in ospedale. Ecco, questo è forse il risultato più importante ed evidente che conferma ad una prima analisi la bontà della scelta compiuta. L’automedica utilizzata solo per casi importanti; l’ambulanza utilizzata per il suo giusto scopo: il trasporto in ospedale di pazienti stabilizzati e comunque con personale qualificato. Un concetto chiaro a tutti i volontari presenti alla riunione di ieri, apprezzato e provato direttamente nel corso dei propri servizi.

L’automedica è riuscita in molti casi, proprio per la strutturazione del servizio, ad effettuare nella stessa ora anche due o tre interventi: possibilità dapprima impensabile ,quando una gran parte del tempo veniva impiegato nelle operazione di trasferimento dei pazienti, adesso integralmente affidata ai volontari formati che si trovano sulle ambulanze con la sigla BLSD.

L’assemblea di ieri, che certamente sarà calendarizzata come un appuntamento fisso nel tempo, è stata anche occasione per un aperto scambio di opinioni e di chiarimenti. Un confronto sicuramente utile per i dirigenti della Asl, per conoscere le problematiche che i volontari incontrano e per migliorare la qualità del servizio offerto. Oltre che di emergenza, sulla quale c’è stato un unanime consento e soddisfazione, si sono affrontati i temi legati ai servizi ordinari di ambulanza, come i trasferimenti dei pazienti fra ospedali o fra ospedali e abitazioni.

 In città e comuni limitrofi si cambia.

E in Casentino quando?

 
 
 
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automedica
 
Arriva la nuova rivoluzione per l’organizzazione del nostro 118. Si comincia da domani nella zona aretina. E la rivoluzione si chiama automedica, Su tutti i codici più importanti che richiedono un intervento nella città di Arezzo e nei comuni dell’area aretina, prima dell’ambulanza arriverà questa vettura attrezzata e con a bordo un medico ed un infermiere specializzato.

 

leggi l’articolo

http://www.arezzonotizie.it/arezzo-in-linea/salute/item/79765-arrivano-le-automediche-e-per-il-118-è-una-nuova-rivoluzione-in-città-e-comuni-limitrofi-si-cambia

corrierearetino      corrierearezzo.pdf

nuovocorriere        nuovocorriere.pdf   

imagesCAX78ZC6.jpgNonostante le gravi criticità in Italia, per la fase economica,  dei servizi pubblici le perplessità e i grandi cambiamenti previsti dal nuovo piano socio sanitario della regione Toscana 2012-2015, la risposta ai bisogni socio sanitari in Casentino è garantita a livelli soddisfacenti; l’affermazione viene dall’Osservatorio per la Salute in Casentino che in questi giorni si è riunito presso la direzione generale della Asl 8 di Arezzo.

L’Osservatorio per la Salute in Casentino, condiviso e voluto dal Comitato Casentinese della Salute in Montagna (CCSM) con l’azienda sanitaria, la società della salute, la conferenza dei sindaci e le istituzioni casentinesi, permette regolarmente il confronto per la valutazione dei servizi sanitari e sociali.

 

Il Direttore Sanitario Dr.ssa Branca Vujovic ha presentato una relazione sui bisogni di salute dell’aria Casentinese confrontandola con quella delle altre vallate in scala provinciale. Ha riferito sulla necessità della organizzazione dei servizi in modo sistemico ed integrato tra territorio e ospedale. Una rete di servizi che vede sul territorio la progettazione e la realizzazione “case della salute” dove i medici di medicina generale si aggregano tra loro e con altre professionalità per garantire i servizi e la continuità assistenziale nelle 24 ore, avvalendosi anche dei medici dell’ex guardia medica.

Per il 2012 la casa della salute di Rassina sarà in piena attività e annuncia l’inizio dei lavori per la realizzazione della casa della salute di Poppi.

L’Ospedale del Casentino mantiene e continua a garantire i servizi previsti. I dati sulle attività sono buoni e garantiscono, confrontati con altre realtà ospedaliere, un buon rapporto fra qualità e sostenibilità. Il pronto soccorso garantisce con il personale dedicato e stabilizzato un miglioramento della risposta ai bisogni di urgenza emergenza. Medici che con un progetto aziendale svilupperanno ulteriori competenze nell’uso clinico dell’ecografo che è già in dotazione nei locali di emergenza.

 

Il Dott. Massimo Mandò, direttore della centrale 118, sollecitato dalle domande del CCSM ha espresso soddisfazione sulla crescita organizzativa e sulla risposta nel soccorso territoriale e nel trasporto sanitario, cosi come sull’importanza dell’apertura della piazzola per l’elicottero “già a pieno regime”.

Il dirigente afferma che aver aumentato i mezzi in servizio sul territorio garantisce risposte con “tempi migliori” rispetto a quando vi era una sola ambulanza presso l’ospedale e con la presenza di un infermiere in ambulanza sul territorio si migliorano anche i livelli di responsabilità di soccorso.

sharan01.jpgÈ vero che i dati ci dicono e la risposta al soccorso è migliorata afferma Valerio Bobini, occorre precisare che i risultati vanno interpretati “confrontandoli” con esperienze precedenti e verificandoli con realtà di altre zone. La convinzione del CCSM, condivisa anche dal Sindaco Daniele Bernardini presidente della conferenza dei sindaci, che sarà necessario garantire  (soprattutto per i codici rossi) oltre ad una tempistica adeguata per il soccorso anche un equipe formata da un medico e l’infermiere, magari in automedica, in modo che la persona abbia il massimo dell’assistenza e delle prestazioni.

 

Il Dott. Carlo Montaini, direttore della zona distretto del Casentino, ha riferito su tutte le attività svolte e i lavori eseguiti nella fase territoriale così come per l’ospedale la dr.ssa Rosa L’Amantia e dr  Claudio Cammillini hanno esposto le attività svolte ed in particolar modo sulla progettualità e la realizzazione dei parcheggi per il personale e dei nuovi servizi di mensa.

 

Renato Nassini del Comitato ha parlato sull’importanza di valutare e riprogrammare nuove modalità di risposta ai bisogni sociali per i pazienti fragili ed emarginati e di quelle persone di terza età malate e non. Un nuovo modo di promuovere e realizzare un assistenza non ghettizzata, non centralistica. Ma servizi che avvicinino di più ai bisogni della persona al proprio domicilio o al massimo, dove possibile, in piccole strutture flessibili e meglio gestibili. Un nuovo Welfare territoriale condividendo quanto proposto del “Centro Basaglia” e dalla regione Toscana.

 

825669-desideri1.jpgIl direttore generale Dr. Enrico Desideri ha confermato tutti gli impegni presi dall’azienda sanitaria per il casentino e condiviso con il presidente della conferenza dei sindaci, a conclusione dei lavori,  l’importanza e la concretezza del confronto e del dialogo continuo.

 

I servizi socio – sanitari rispondono a bisogni primari. Occorre affrontarli e gestirli con il contributo di tutti dalla Regione e l’Azienda con le Istituzioni locali ma soprattutto sarà fondamentale la partecipazione dei cittadini. L’Osservatorio per la Salute del Casentino è una testimonianza di concretezza e di impegno per garantire risposte sempre efficienti e sostenibili in modo che i servizi siano sempre adeguati e soddisfacenti.

 

CCSM


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Il 15 novembre 2011 è stato firmato  e approvato lo statuto che vede la  nascita del CREST – Comitato Regionale Emergenza Sanità Toscana, per la tutela della salute in montagna e in altre zone disagiate.

 

La formazione del Comitato nasce, dopo un susseguirsi di incontri avvenuti tra il Comitato del Casentino, il Comitato della Lunigiana ed il Comitato di Volterra, alla luce delle recenti notizie di cronaca, dal repentino evolversi del quadro socioeconomico nazionale e non ultimo degli sviluppi in itinere del quadro legislativo ed in particolare dei temi proposti per il nuovo Piano sanitario sociale integrato regionale.

  

Una situazione finanziaria preoccupante e la costante necessità di reperire  risorse economiche da destinare alla sanità, scongiurando le previsioni di ulteriori riduzioni, raffigurano un quadro di forte incertezza. In questo scenario sono maggiormente a rischio le zone disagiate, le zone montane ed i piccoli ospedali. Riteniamo che la tutela di questi presidi nel territorio sia di fondamentale importanza per garantire una pronta risposta sanitaria con particolare riferimento ad alcune fasce deboli  alla popolazione residente come bambini ed anziani con scarso potere di mobilità. Queste sono le motivazioni che ci hanno indotto ad anticipare la nascita del Comitato e renderlo operativo quanto prima.

 

Metteremo a disposizione della causa il nostro migliore impegno auspicando ulteriori adesioni con la speranza di poter estendere il Comitato alle molte realtà locali simili alle nostre, che vorranno condividere con noi la loro esperienza per l’obiettivo comune di garantire pari dignità e accesso alle cure di ogni cittadino Toscano aldilà della collocazione geografica.

 

Ci impegniamo a fornire supporto e fare da perno di congiunzione tra popolazione, istituzioni locali, ASL e  Regione Toscana.

 

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