Con la riunione_4miniparto-nascita-bambino.jpg ufficiale dell’Esecutivo del Comitato Casentinese per la tutela della salute in Montagna avvenuta in data 29/09/11 alle ore 21 siamo lieti di comunicare la ripresa dei lavori dopo le ferie estive.

In realtà dovremmo precisare che il nostro lavoro non è cessato nemmeno durante la pausa estiva, tanto che alcuni consiglieri del comitato hanno partecipato ad un incontro in Regione Toscana con il Presidente UNCEM Oreste Giurlani, e a Pistoia per dar vita al neo nascente Comitato Regionale Per La tutela Della Salute Nelle Vallate Disagiate e Montane.

Il nostro lavoro sottotraccia non s’è fermato qui, abbiamo mantenuto contatti telefonici con Il Presidente UNCEM Giurlani per un Incontro da tenersi a Breve, abbiamo allacciato rapporti informali con alcuni Sindaci del Casentino per illustrare il quadro sanitario casentinese attuale.

Abbiamo contattato Il Direttore Generale A.S.L. 8 per un prossimo incontro già in calendario da tempo.

Ci siamo informati e tenuti in contatto con l’Ospedale sul funzionamento dei servizi sanitari, su ulteriori passaggi, novità, e cambiamenti a breve, non tutti positivi in realtà.

Ci siamo informati sul funzionamento del servizio emergenza urgenza; con l’ aggiunta della seconda postazione 118 con il solo Infermiere e volontari a Stia sulle 24 ore per i mesi di Luglio e Agosto e riproposta sulle 12 ore per i mesi a seguire.

Avevamo dei dubbi in proposito, espressi a suo tempo agli organismi competenti, (con una nostra controproposta ignorata purtroppo) sulla riproposizione di questa postazione ubicata in Alto Casentino, con beneficio reale solo per gli abitanti di quella zona ma a scapito del resto della vallata in quanto a costi e tempestività d’intervento nelle zone più lontane.

Ci stiamo preparando per ripetere l’esperienza di un assemblea osservatorio: con interventi volti ad analizzare di nuovo “a fronte dei cambiamenti che ci sono stati da un anno a questa parte” i servizi, le necessità e proporre soluzioni razionali, adeguate, economiche e percorribili.

Ci rendiamo perfettamente conto delle difficoltà oggettive derivate da una situazione economica drammatica, con annunciati tagli alla spesa sanitaria nazionale e regionale, proprio per questo ci preme un utilizzo razionale dei soldi senza sperperi, ma non per questo vorremmo vedere smantellare servizi essenziali e necessari per i nostri cittadini.

Perdere servizi necessari significa regredire e impoverire ulteriormente una vallata già disagiata ed emarginare ancor più; ogni singolo cittadino, privandolo di quelle garanzie sancite non solo dalla costituzione ma dal diritto di poter……vivere e dal buonsenso, che spesso va a farsi friggere in favore di rapporti di forza politici ed economici che privilegiano e determinano agio e sprechi da una parte e tagli drastici e disagi dall’altra.

Con questi propositi ribadiamo che il nostro impegno per il futuro sarà l’informazione a tutti i livelli, nonché ai Sindaci del Casentino con cui vorremmo condividere un percorso, per il raggiungimento dell’ obiettivo comune: una sanità al passo con i tempi per la nostra vallata.

Non possiamo più concederci momenti di separazione o viaggi in convogli diversi se vogliamo materializzare al massimo ed ottenere un risultato soddisfacente, questo è il nostro pensiero.

Siamo alla scadenza del nostro mandato, a breve ci sarà l’ assemblea annuale con rinnovo delle cariche e l’elezione di un nuovo Presidente, il pensiero ancora una volta va al Nostro amico e prezioso Massimo.

Il Comitato guarda al futuro mettendo al servizio di tutti l’informazione, la collaborazione e la volontà per garantire ai cittadini del Casentino certezze e risposte certe oggi, non vaghe promesse future

Cogliamo l’occasione per ringraziare Michele e la moglie Samuela per il contributo offerto nella serata e per il futuro.

 

                                                                                                                        Valerio Bobini

 

COSTITUZIONE DEL COMITATO TOSCANO PER IL DIRITTO ALLA SALUTE NELLE VALLATE DISAGIATE E MONTANE

Mercoledì 15 Giugno alle ore 16 si è tenuto a Pistoia il primpiazzaduomo.jpgo esecutivo per la Costituzione del:_

Comitato Toscano Per Il Diritto Alla Salute Nelle Zone Disagiate e Montane.

Tale iniziativa era stata formulata in una precedente riunione avvenuta a Pontremoli il giorno 8 Aprile in occasione della prima assemblea organizzata; dall’ allora nascente Comitato di Pontremoli; diventato strada facendo Comitato della Lunigiana e il Comitato Csm Casentinese per la tutela della salute in montagna.

In quella sede, davanti a numerosi cittadini affluiti da Pontremoli Fivizzano e dalle frazioni limitrofe, per protestare contro la chiusura improvvisa e inaspettata del Punto Nascita di Pontremoli da parte della A.S.L. Di Massa e Carrara, con la presenza straordinaria del Sindaco di Volterra nacque l’idea di creare un comitato Toscano per le zone disagiate e Montane.

L’idea era di creare un Comitato super partes che facesse da trait d’union tra La Regione Toscana, Le A.S.L. Le Istituzioni Pubbliche, i Partiti e la gente comune.

All’origine della a nascita di questo organismo ma più in generale di questi organismi, i vari comitati, ci sono sempre le ingiustizie.

Tagli drastici di servizi: in questo caso servizi sanitari, o chiusure di Presidi Ospedalieri che vanno a cadere e a penalizzare sempre le zone più deboli, abitate da popolazioni già fortemente a disagio per la precarietà derivante dal vivere in zone montane o disagiate e spesso poco accessibili per comunicazioni, servizi e viabilità.

Con l’approvazione all’unanimità dello statuto è stato costituito di fatto Il Comitato Toscano Per Il Diritto Alla Salute Nelle Zone Disagiate e Montane.

L ‘approvazione dello statuto è stata siglata dai vari rappresentanti dei comitati presenti tra cui: Renato Nassini e Valerio Bobini per il Comitato csm Casentinese, Alberto Chiodi e Renzo Provvedi per il comitato SOS Volterra, e le Signore Anna Petri e Lorella Beronelli per il Comitato della Lunigiana.

Erano presenti per la precisione altre persone che rappresentavano la zona di Pistoia anche se ancora non hanno un comitato ma sono interessate a crearlo e a far parte dell’esecutivo del Comitato Toscano che di fatto è nato a Pistoia.

Il Comitato Toscano nei prossimi mesi si darà un’ organizzazione ed una struttura per rappresentare al meglio il diritto alla salute di tutti i cittadini su menzionati e per allargare anche ad altre zone la rappresentanza interna al Comitato Stesso.

l’obiettivo primario sarà quello di mettere il Cittadino al centro della sanità.

 

Comitato Toscano per Il diritto alla salute nelle Vallate Disagiate e Montane

 

Valerio Bobini

 

 

 

 

 

OSSERVATORIOSALUTE.JPGLa Direzione Generale della Azienda Sanitaria di Arezzo ha ospitato venerdì 29 aprile 2011 “ OSSERVATORIO PER LA SALUTE IN MONTAGNA”, ’organismo creato dal C.C.S.M. a difesa della Salute e dei Servizi.

Esperienza unica a livello regionale, “l’osservatorio” si promette di tenere sempre al centro la persona e la sua salute promovendo momenti di confronto e di riflessione tra i cittadini e le istituzioni che gestiscono e promuovono i servizi socio sanitari.

L’osservatorio si riunisce periodicamente al fine di monitorizzare le iniziative e l’attività socio sanitarie che vengono intraprese nella valle. E’ dal confronto e dal lavoro dei componenti che concretamente si trovano soluzioni ai bisogni con maggior sicurezza e qualità.  L’apporto diretto e la “partecipazione” dei cittadini all’osservatorio permette  di  migliorare la vicinanza fra i servizi e la gente.

Dopo aver riferito sullo stato dell’arte dei servizi da parte del direttore della zona distretto Dr. C.Montaini, sui miglioramenti della recettività dei servizi, nell’ospedale di zona, con la prossima apertura dei nuovi locali del SERT e del rinnovo dei locali del servizio di oncologia. Il direttore ha confermato l’inizio dei lavori per i nuovi parcheggi per il plesso e lo studio per il miglioramento dei parcheggi della sede del distretto di Bibbiena.

Il Dr C.Cammillini, responsabile medico dell’ospedale del Casentino, ha confermato i lavori della nuove cappelle mortuarie e il progetto per il nuovo servizio della mensa per gli utenti e per il personale che vi lavora.

Il direttore generale Dr. E.Desideri, dopo gli apprezzamenti per il buon clima e di metodo dell’osservatorio, nonostante le grandi difficoltà .., ha ribadito quanto il lavoro e il dialogo continuo fra tutti gli attori possa  contribuire al raggiungimento delle risposte che la gente si aspetta a propri bisogni.

Renato Nassini, presidente vicario del C.C.S.M., ha ringraziato per la tempestiva soluzione delle problematiche insorte nel servizio di “dialisi” auspicando che quel servizio “indispensabile” possa dare anche nel futuro risposte appropriate e proporzionate al bisogno dei cittadini che soffrono di patologie renali.

Il rappresentante del C.C.S.M. ha esposto all’osservatorio sulle grosse problematiche che le patologie croniche e il disagio sociale stanno creando alla terza età; “.. E’ importante iniziare una politica sociosanitaria di “domicilizzazione” dell’assistenza alla persona, dell’anziano sano o malato, senza emarginazione ed isolamento, cosi come avviene oggi..”. I dati che sono emersi da uno studio congiunto con ASL sulla organizzazione dei servizi sociali convincono sulla necessità ad un ripensamento. Il direttore generale, di fronte a risultati della ricerca, ha espresso interesse e disponibilità ad aprire un confronto per una risposta al territorio con una attenzione particolare alle criticità emerse della realtà di Bibbiena.

Il Casentino presenta, più di altre zone, una grossa percentuale di popolazione anziana con problematiche socio sanitarie prevalentemente di tipo cronico.  “ .. ancor di più che in passato avremo la necessità per rispondere ai bisogni cercando di prevenire con attività ed iniziative per curare la malattia e l’emarginazione a domicilio …”  afferma Nassini.

imagesCAP9XJZC.jpgOggi però la vera emergenza, per la tutela e la sicurezza della valle, è dare una risposta “definitiva” su quale modello garantire per il soccorso e l’emergenza sanitaria in una zona montana. Il Direttore del 118 Dr. M.Mandò ha assicurato che le stesse risorse saranno assicurate al Casentino cosi come nelle altre zone della provincia per non creare differenze di trattamento nel soccorso e nel trasporto.

Oggi il Casentino, ha affermato il dirigente del 118,  ha bisogno di più mezzi di soccorso. Sono necessari oltre al mezzo presente in ospedale almeno altre due ambulanze in area remota in modo da garantire nelle migliori condizioni l’intervento entro i 20 minuti. Grazie al progetto della Montagna potremo garantire prossimamente, su uno dei mezzi, anche un infermiere almeno per le ore diurne.

“ .. le risorse dedicate a ridurre i disagi, di chi sta in montagna, devono essere impiegate in modo da non creare sprechi e diversità di trattamento ..” ha commentato Nassini.

Sarà cura del Comitato, in risposta a quanto affermato dal Dr. Mandò, verificare  con i sindaci di vallata e le AA.VV. di Volontariato e CRI di zona sulla sostenibilità di quanto proposto.

“.. a chi abita in Casentino deve essere garantito nei tempi previsti il soccorso e in modo uguale, sia per chi sta a Talla o Calleta cosi come chi sta a Stia o Cetica, ..  lo stesso tipo di risposta alla domanda di soccorso..”.

Il Comitato Casentinese per Salute in Montagna si farà promotore affinché le risorse disponibili, dell’azienda che eroga il servizio e quelli della regione assegnati per le realtà montane,  siano distribuite in modo equo per tutti i cittadini del Casentino.  Tutti desideriamo e auspichiamo un soccorso tempestivo, appropriato e che garantisca prestazioni professionali indispensabili per essere curati precocemente ed accompagnati in sicurezza negli ospedali idonei e “lontani” necessari per salvare le persone.

Tutti i cittadini hanno il diritto di essere curati al meglio ed in emergenza non è possibile fare differenze di trattamento.

 

C.C.S.M.

   corsia-ospedale.jpg

Sabato 8/4/2011 a Pontremoli In Lunigiana s’è tenuta un’assemblea organizzata dal Comitato Pontremolese Paola Fanti, Tema:_

 

Le ingiustizie della sanità Toscana:

toglie alle comunità più povere e favorisce le città.

Il sottoscritto Valerio Bobini, in rappresentanza del Comitato Casentinese per la tutela della salute in Montagna ha preso parte a tale assemblea nell’intento di portare il nostro contributo di solidarietà e non solo.

Ci sembrava doveroso come Comitato, partecipare a tale evento che ci investiva moralmente data la gravità della situazione sanitaria in tutta la Lunigiana che per una serie di motivi che non riteniamo giusti rischia di veder amputati o soppressi I Presidi Ospedalieri di Pontremoli e Fivizzano.

La situazione è estremamente delicata: L’ A.S.L. Di Massa Carrara ha un passivo di 224 milioni accumulato negli ultimi anni.

Non sappiamo a cosa sia dovuto, ma il fatto che ci siano due Presidi Ospedalieri vicini, doppioni e in concorrenza, uno a Massa ed uno a Carrara, oltre ad altre strutture sanitarie almeno 3 a distanza di pochi chilometri, sommati alla Mega struttura di Cisanello (PI) disegna un quadro d’uso di queste Strutture non certo in economia.

Che a pagare lo scotto del debito e della mancata riorganizzazione delle strutture di Massa Carrara siano i Cittadini Lunigianesi ci sembra ingiusto e sproporzionato, era logico prevedere anni prima che la situazione prima o poi sarebbe esplosa.

Non sarebbe logico e di buon senso addossare la colpa delle disgrazie Sanitarie Massesi sui Cittadini della Lunigiana.

Sappiamo bene che dare risposte a esigenze sanitarie in montagna e nelle zone disagiate costa di più che in zone sanitarie di pianura e più favorevoli, non per questo si possono fare tagli assurdi su tali zone.

Recidere un cordone ombelicale sanitario necessario alla sopravvivenza di una popolazione già bastonata da un ‘isolamento geografico e stradale mi sembra un crimine, un’oscenità perpetrata da persone (Direttori Generali) che decidono in base ad equilibri politici e potentati, senza tenere minimamente in conto il diritto ad avere una risposta sanitaria adeguata di ogni singolo cittadino Italiano così come previsto dalla Costituzione Italiana.

La lunigiana occupa per oltre il 70% del territorio Sanitario Di Massa e Carrara, circa 900 e più km quadrati contro un totale di circa 1150 di tutta la provincia.

L’Ospedale di Pontremoli dista Dall’ Ospedale Maggiore circa 80 chilometri, questo significa che da certe località limitrofe della Lunigiana per raggiungere L’ospedale Provinciale ci vogliono anche oltre un’ora e mezzo, figuriamoci poi in estate quando la popolazione da 65.000 abitanti raddoppia, considerando anche la possibilità di lavori in corso sulla Strada. (Ho visto cantieri aperti di ripristino stradale, in Direzione Massa)

Temo molto le scelte Della Direzione Generale Massese di chiudere Il Reparto di Maternità di Pontremoli come altre scelte di ridurre, L’ortopedia ed altre unità, mi sembra di vedere un film già visto…… La mannaia va a colpire sempre i più deboli e lascia intatte le realtà più forti, i mega Ospedali, Le A.S.L. Con le Università, Le Aree Vaste, ecc. ecc.

Se queste scelte andassero in Porto, depotenziando i Presidi Ospedalieri di Pontremoli e Fivizzano, non mantenendo in quelle sedi delle Equipe adeguate anche in strumentazioni, in Grado di fronteggiare un ‘emergenza reale, sia essa di Tipo Neonatale, Traumatica, Politraumatica, o di tipo Chirurgico addominale questo significherebbe che ci sono cittadini di serie A e di serie B aldilà di ogni considerazione che si possa fare sul caso.

Significherebbe altresì, che continua l’opera di distruzione degli Ospedali da parte della Regione Toscana che ne ha già chiusi una cinquantina negli ultimi anni, non tenendo minimamente in considerazione il fatto che ormai si è raschiato il fondo e se una economicità va fatta non è certo sui Presidi Ospedalieri ma in altre strutture, territoriali, così come nelle aree Vaste nelle società della Salute ecc. ecc.

Il sospetto è che L’input ad andare avanti contro ogni logica non si possa fermare se non con la piena consapevolezza che il cittadino non può più stare a guardare e subire tali scempi ma deve contrastare queste logiche partitocratiche a tutti i livelli, mettendo in campo le proprie forze attraverso il passaparola e azioni e manifestazioni incisive.

Il Cittadino delle zone disagiate ha diritto di curarsi come il cittadino delle zone più favorevoli, anzi a maggior ragione in quanto già penalizzato dovrebbe aver casomai qualcosina in più non certo in meno.

Ringrazio anche a nome del Comitato Casentinese I Cittadini della Lunigiana ed il Comitato Paola Fanti per l’ invito, l’ospitalità e la considerazione Tributata nei nostri confronti, nonché il Sindaco Di Volterra per il contributo e le idee.

Rimaniamo così come dichiarato in quella sede a Vs disposizione per una collaborazione proficua e fattiva, in attesa che il Comitato di Pontremoli diventi il Comitato della Lunigiana tutta, che si possa creare a breve un’ unione di Comitati Toscani delle Vallate disagiate e Montane e far in modo che la voce della Montagna arrivi forte con il suo eco in pianura e penetri forte….. nelle stanze dei Bottoni!


                                                                                                         Valerio Bobini

 

 

IMG_1918.jpg

La Conferenza dei Sindaci,  le  Associazione di Volontariato e di Croce Rossa si sono incontrate per discutere e promuovere un nuovo modello di soccorso sanitario e di trasporto per il Casentino a Poppi, presso la biblioteca, la sera del 21 febbraio 2011.

 

Renato Nassini a nome del Comitato Casentinese per la Salutein Montagna, organizzatore della serata, dopo i saluti ha affermato che una delle priorità di risposta ai bisogni dei Casentinesi è garantire al territorio e all’ospedale di vallata  un soccorso sanitario moderno e un trasporto di malati in urgenza efficiente.

 

L’automedica come nuovo mezzo di pronto intervento più veloce e più efficace delle ambulanze per portare il soccorso sulle strade e dove è necessario eseguire una terapia salva vita.

 

L’infarto, l’ictus e il trauma grave devono essere diagnosticate e trattati precocemente da un “equipe” composta da medico ed infermiere che dopo aver prestato il soccorso deve garantire il trasporto in ambulanza nell’ospedale più idoneo garantendo il massimo dell’assistenza e delle prestazioni.

 

VOLVO_AUTOMEDICA.jpgI Rappresentanti delle Misericordie, della Pubblica Assistenza e di CRI della vallata presenti al confronto hanno risposto positivamente affermando l’impegno a sostenere lo sviluppo di un sistema di pronto intervento con auto medica e di trasporto, condividendo l’opinione del Comitato Casentinese di richiedere sicurezza e qualità oltre che per l’ospedale e per il territorio anche per il 118 ed il pronto soccorso.

 

Prossimamente ha dichiarato il Governatore della Misericordia di Soci F. Laponi, portavoce delle Venerabili, ci impegneremo in modo unitario ed uniforme, anche con ANPAS e CRI, per pianificare una proposta di un modello sostenibile e realizzabile di un soccorso più tempestivo e più efficiente.

 

Il Sindaco D.Bernardini (Bibbiena), Presidente del C.d.S. e i Sindaci G. Agostini (Poppi) e P. Renzetti (C.S.Niccolò) hanno espresso soddisfazione ed ottimismo sulla presa di posizione e di impegno delle Associazioni e della Croce Rossa del Casentino. Garantendo per quanto di competenza a sostenerli.

 

Renato Nassini per il C.C.S.M. ha ringraziato tutti i presenti auspicando, a conclusione dell’incontro, che questo nuovo modo di confronto fra gli attori della salute possa concretizzare in breve tempo le risposte ai bisogni di soccorso e di trasporto sanitario, sicuri e di qualità, cosi come accade in altre zone della Toscana.

 

IMG_1917.jpgSarà impegno del Comitato, anche motivato dalla vostra partecipazione, portare proposte concrete e sostenibili al Direttore Generale Dr. E.Desideri e al Direttore della Zona Distretto Dr. Carlo Montaini in occasione della prossima riunione dell’ Osservatorio. E’ nostra convinzione che la sensibilità degli attuali dirigenti della Asl, di fronte alla necessità di sicurezza e di qualità per il 118 e il pronto soccorso, dimostreranno ascolto e sapranno garantire una giusta risposta “.

 

C.C.S.M.

184964_194573533893916_100000238123128_687493_2717787_n.jpg

 

Abbiamo ricevuto una richiesta di aiuto e di coinvolgimento per la sopravvivenza del Punto Nascita di Pontremoli.
Purtroppo L’Assessore della Sanità Toscana Scaramuccia ha dichiarato alcuni giorni fa che l’ Unità Operativa verrà chiusa a partire dal giorno 23 Febbraio p.v.
Non conosciamo le motivazioni di tale decisione, ma cogliamo in pieno l’appello del comitato per la difesa della sanità di Pontremoli (Comitato Paola Fanti).
Memori della nostra esperienza che ci ha visto scendere in campo circa due anni fa, per evitare lo smembramento in pezzi della sanità Casentinese, uno dei quali era l’Unità operativa di Ostetricia e Ginecologia, che oggi invece gode di ottima salute risultati e buone prospettive future. ci auguriamo un ripensamento da parte dell’Assessore Della Sanità Toscana.
Riteniamo un nostro dovere accogliere il grido di dolore dei cittadini di Pontremoli, così come dare il nostro appoggio in solidarietà, collaborazione e impegno affinchè ciò non avvenga.
Riteniamo sia necessario costruire una rete toscana di comitati, o nuclei operanti per la difesa della sanità nelle vallate montane o comunque zone disagiate, allo scopo di non far far peggiorare le già precarie condizioni sociali di tali zone, decretate dalla geografia, tipologia di popolazione, (Anziani) zone impervie, scarsa o scadente viabilità, linee di comunicazione non adeguate.
Metteremo la nostra esperienza ed il nostro contributo a disposizione dei cittadini di Pontremoli a partire da adesso.
VALERIO BOBINI

 

interno_big_teatro_dovizi_bibbiena.jpg

Teatro  “Dovizi”  Bibbiena

 

Tutti Vogliono servizi  sicuri e di qualità, cittadini ed amministratori.

Il punto nascita del Casentino, cosi come gli altri servizi, deve garantire livelli di prestazioni ed assistenziali che siano i migliori.

Sappiamo tutti che in Casentino è una realtà che non può essere paragonata alla metropoli alle città, dove i servizi dagli ospedali grandi ed attrezzati risulta dai numeri qualificato. Sappiamo altresì che oltre alle garanzie di maggiori risposte esistono anche elementi che non soddisfano i cittadini che rimangono nella convinzione che determinate risposte ai bisogni di salute possano e debbano essere garantite anche in realtà difficili come nelle zone montane.

In questi momenti di grande sofferenza economica, di grosse incertezze di programmazione, di grosse difficoltà di gestione delle attività di prevenzione ed assistenziali. Occorre ancora di più che la Gente venga sensibilizzata e coinvolta nelle scelte e che sia determinante nel condividere il futuro dei livelli e del tipo di risposte ai suoi bisogno Sociosanitari di una valle montana come il Casentino.

L’Assessore alla salute della Regione Toscana presente ad un convegno organizzato a Bibbiena il 13 dicembre 2010 presso il teatro “Dovizi” dal PD è stata tecnicamente coerente al suo mandato e si è espressa con toni pacati, non allarmistici, possibilista ….

Di fatto è stato dato mandato al Direttore Generale della Asl8 di Arezzo Dr. Enrico Desideri di intraprendere tutte le iniziative “tecniche” per promuovere lo sviluppo e la crescita del punto nascita del Casentino in modo che nel prossimo futuro gli “standard” previsti dall’OMS e dagli atti di indirizzo del Ministero della salute  e della regione possano essere soddisfatti a garantire sicurezza e qualità all’utenza.

Il Comitato Casentinese per la salute in Montagna esprime il proprio ottimismo. Ringraziando le professionalità che attualmente lavorano al punto nascita del Casentino ed il suo Direttore per il grande impegno a garantire le competenze e l’assistenza e confidando sulla credibilità e il lavoro che l’ospedale di vallata svolge e potrà svolgere per la gente.

Confida sul ruolo “tecnico” ed il lavoro “fondamentale” che dovrà prevedere, programmare, eseguire e verificare il direttore generale della Asl per raggiungere l’obiettivo “tecnico” indicato dall’Assessore regionale alla salute il 13 dicembre 2010 in quel del Dovizi di Bibbiena.

Confidiamo sugli amministratori, la politica e i partiti in modo che, come da sempre, si impegnino a monitorare tutto quello che può essere e deve essere fatto per garantire le mamme in Casentino.

C.C.S.M.

Assessore alla Salute Daniela Scaramuccia

Teatro “Dovizi”  13 dicembre 2010

Ospedale del Casentino – Punto Nascita  

 

 

mattesini_donella4_360_235.jpgInterrogazione di Donella Mattesini al Ministro della Salute

L’attenzione delle popolazioni ai punti nascita è ovviamente fortissima. Ho quindi chiesto al Ministro della salute se non reputa essenziale e doveroso salvare quelle realtà ad alta specificità territoriale ed elevata professionalità. E quindi  garantire  a tutte quelle persone che scelgono di nascere, crescere e vivere in montagna o in territori non vicini a grandi arterie di viabilità e comunicazione, pari diritti di accesso alle strutture sanitarie, così come previsto dalla Costituzione. E questo salvaguardando quelle realtà ospedaliere che, pur registrando meno di 500 parti all’anno, sono ben funzionanti ed assicurano alla cittadinanza un servizio di qualità”.
La Toscana ha già ottemperato all’ottimizzazione dei plessi ospedalieri e proprio sulla base della razionalizzazione compiuta,  ha derogato al limite dei 500 parti all’anno per i punti nascita come quello di Bibbiena con i suoi 350 annuali conferma la qualità del servizio reso. Basta citare l’aumento costante delle nascite, l’assenza di casi di morte nel corso dell’anno (escluse quelle in utero), la rianimazione notturna, il parto in analgesia, un’attenzione particolare all’umanizzazione dell’assistenza alla nascita, la promozione dell’allattamento al seno.  La qualità è confermata anche dall’alto numero di donne, provenienti da  altre zone della provincia, che scelgono il punto nascita di Bibbiena.
La sua eventuale chiusura non troverebbe una soluzione alternativa adeguata. La particolare conformazione territoriale del Casentino renderebbe necessari tempi lunghi per organizzare un servizio di emergenza-urgenza territoriale in grado di intervenire con perizia e mezzi adeguati a sostegno delle madri e dei neonati.  Inoltre sarebbero necessari adeguamenti delle strutture verso le quali finirebbero per essere indirizzate le quasi quattrocento partorienti casentinesi

Giovedì 25 Novembre 2010 – Donella Mattesini
Arezzonotizie

AUTO.JPGMI SPIACE ANCORA UNA VOLTA DI DOVER FARE IL SOLITO BASTIAN CONTRARIO, MA NON SE NE PUO’ FARE A MENO.

POSSO ANCORA CONDIVIDERE ALCUNE RIFLESSIONI FATTE SUL MIGLIORAMENTO DEL SERVIZIO 118 GRAZIE ALL’INSERIMENTO DELL’ INFERMIERE CON IL MEDICO, MA PER IL RESTO COSA E’ CAMBIATO O COSA SI INTENDE CAMBIARE?

NIENTE, VISTO CHE SI FA L’APOTEOSI DELLA POSTAZIONE DI STIA, CHE SI VORREBBE ANNUALE CON L’INFERMIERE, MA CHE ABBIAMO IN DIVERSI PIU’ VOLTE CONSIDERATA E INDICATA COME ASSURDA, COME LO ERA, RICORDIAMOLO, LA PIAZZOLA DELL’ELISOCCORSO. NON SI PUO’ AFFERMARE CHE QUESTO E’ UN’INCREMENTO AL SERVIZIO: QUESTO E’ SOLO UNA COPERTURA MINIMALE DELLA PARTE ALTA DELLA VALLATA, MI SI VUOL SPIEGARE QUALE BENEFICIO PUO’ ESSERCI DA POPPI IN GIU’?

OLTRE A QUESTO LA MIA OPINIONE E’ CHE SI VUOLE METTERE, COME E’ GIA’ AVVENUTO IN ALTRE PARTI, TUTTO IL PESO DEL SERVIZIO SULLE SPALLE DI QUELLO CHE ANCORA SI DEFINISCE VOLONTARIATO MA CHE, PROPRIO PER QUESTA ASSURDA PRETESA, E’ DIVENTATO ORAMAI SOLO ED ESCLUSIVAMENTE COOPERATIVE DI LAVORO, CON PERSONALE PAGATO, ALTRIMENTI, ED E’ LOGICO, NON E’ POSSIBILE GARANTIRE TRE, QUATTRO O CINQUE AMBULANZE IN STAND-BY COME AVVIENE. E QUESTO E’, SE ANCORA NON CE NE RENDIAMO CONTO,LA MORTE DEL VERO VOLONTARIATO, QUELLO CHE OPERA SOLAMENTE ED ESCLUSIVAMENTE PER RISPETTO ED AIUTO DEL PROSSIMO.

SE SI VUOLE DARE A CHI NE FA MOTIVO DI LAVORO QUESTO SERVIZIO, FATELO PURE, MA IN MANIERA CHIARA, ALLA LUCE DEL SOLE, NON NELLA MANIERA SUBDOLA E MESCHINA CON CUI SI E’ OPERATO FINO A QUESTO MOMENTO. RICORDIAMOCI TUTTI PERO’ CHE QUESTO COMPORTA UNA SICURA DILATAZIONE DEI COSTI, ED E’ NELLA LOGICA DELLE COSE.

COME PUO’ MAI UNA QUALSIASI ASSOCIAZIONE ACQUISTARE MEZZI CHE COSTANO INTORNO AI 100.000,00 EURO, AFFRONTARE TUTTI I COSTI CORRENTI, ASSICURAZIONI, MANUTENZIONI, VESTIARIO E QUANTO ALTRO CON I RIMBORSI ATTUALI, E’ IMPENSABILE. INFINE, ED E’ ANCHE QUESTO MOLTO IMPORTANTE, CHE FINE HA FATTO LA POSSIBILITA’ DI CAMBIARE TOTALMENTE IL SERVIZIO CON QUELLA AUTOMEDICA CHE GIA’ IN MOLTE REALTA’ SIMILI ALLA NOSTRA HA DIMOSTRATO TUTTA LA SUA EFFICENZA?

CERTAMENTE, QUANDO NON SI VUOLE UNA COSA, IL SISTEMA MIGLIORE E’ IGNORARLA, COME IN QUESTO CASO. SEGUITIAMO PURE IN QUESTO MODO, A MIO AVVISO NON ANDREMO LONTANO, ANZI, SIAMO GIA’ ALLA FINE.

ANDREA

cittino.jpgMi scuso per un mio protratto silenzio
e apatia dovuta a vicende personali che non mi hanno permesso di
comunicare con voi con la stessa lucidità, riflessione e analisi da
me trasmesse in passato.
Come comitato abbiamo avuto vicende,
(La morte del nostro Presidente) che hanno sconvolto il nostro
operato, provocato periodi di riflessione, sbandamento e necessità
di ripartire..
Resettare il tutto, darci un nuovo
organigramma; cosa non facile ma prioritaria; che mantenesse una
continuità con il passato, alla luce di nuovi eventi e
trasformazioni che la sanità tutta: “non solo casentinese ma in
tutto il territorio nazionale” sta vivendo, influenzata non poco
dalla carenza di risorse economiche a fronte di una situazione
politico economica disastrosa non era e non è cosa facile.
Abbiamo rispolverato le motivazioni
della nascita del nostro Comitato, le ragioni della nostra esistenza,
la carica che il nostro Presidente ci trasmetteva e ci unica come un
corpo solido unico; da li siamo ripartiti unendo ancora una volta le
nostre forze e le nostre volontà per mantenere gli impegni presi
attraverso le numerose assemblee con la nostra gente.
Ricordiamo ancora una volta che il
nostro unico impegno era ed è sempre rimasto quello di mantenere in
Casentino una sanità, all’ altezza delle necessità, della richiesta
e delle esigenze dei cittadini della nostra vallata, null’altro ci
interessa.
Abbiamo conquistato nel tempo la
fiducia dei nostri cittadini e delle Istituzioni, siamo orgogliosi
oggi di poter dire; che le attestazioni di fiducia nei nostri
confronti da parte di tutti c’ hanno portato ad essere considerati:
“un punto di riferimento competente e disponibile alla trattativa”
non solo da chi ci vedeva come nemico ma anche dai vari esponenti
responsabili in materia sanitaria, locali, provinciali e Regionali.
Le nostre riunioni ed i nostri
confronti sono continuati anche negli ultimi due mesi, ed hanno
raggiunto un punto d’incontro soddisfacente che coniuga le nostre
richieste e fa ben sperare per il futuro.
Il potenziamento di personale Medico
avvenuto negli ultimi mesi al Pronto Soccorso con collocazione di due
unità specifiche, permetterà di avere un personale Medico dedicato
all’Emergenza, stabile e non più ruotante con i vari Medici delle
Unità operative dell’ Ospedale che potranno così dedicarsi a tempo
pieno alle esigenze di reparto.
La sperimentazione di Un’ambulanza con
Infermiere Dedicato a Stia in Postazione d’emergenza (chiamata con
sigla India) e la collocazione di un Infermiere aggiunto alla
Postazione 118 d’emergenza situata al Pronto Soccorso di Bibbiena,
avvenuta per i soli mesi estivi ha portato alla luce dati
interessanti e risultati positivi.

Il Responsabile Di Centrale Operativa
118 Dott. Massimo Mandò a fronte dell’analisi sopra descritta ha
pronunciato le seguenti frasi “alla luce dei fatti, visti i
risultati positivi ed il netto incremento in materia sicurezza, sia
nei tempi di intervento che nei risultati ottenuti con il
potenziamento delle postazioni d’emergenza nei mesi estivi penso che
non si possa più prescindere dal proporre all’azienda che tale
esperienza vada analizzata e riproposta, magari con qualche
correzione ma per tutto il periodo dell’anno.
Facendo intendere che una vallata
disagiata, con il tipo di strade attualmente sul nostro territorio
non possa fare a meno di un servizio d’emergenza adeguato alle
richieste, alle necessità e che risponda nei tempi previsti
mettendo quanto più in sicurezza tutti i cittadini.

Questo ovviamente non fa che avvalorare
quanto come Comitato abbiamo più volte affermato; che in emergenze
vere la risposta dev’essere di qualità e non improvvisata e non
possa prescindere dal comprendere l’integrazione Medico e Infermiere
come la letteratura e l’esperienza insegna.
Non possiamo delegare l’emergenza alla
sola venuta dell’Elisoccorso che dev’essere considerato un mezzo
aggiuntivo. (Apprendiamo con soddisfazione che finalmente è partito
il bando per la costruzione dell’ Elisuperficie a Bibbiena.

Nella riunione Osservatorio di Poppi
alla quale abbiamo partecipato alla presenza Del Direttore A.S.L.
Dott. Enrico Desideri, del Referente Sanitario di Zona Distretto
(Casentino) Dott. Carlo Montaini, Del Presidente Sds (Società della
Salute) Fiorenzo Pistolesi, del nuovo Incaricato responsabile per
la Sanità Distrettuale Dott. Marcello Grifagni, Del Presidente della
Conferenza dei Sindaci del Casentino Daniele Bernardini, abbiamo
avuto rassicurazioni Dal Direttore Generale che nonostante le
difficoltà a reperire Medici Radiologi per il casentino verrà
potenziato il servizio di Radiologia.
Lo scopo è quello di dotare la nostra
diagnostica per immagine Rx e T.A.C. Di mezzi e personale per fornire
risposte in tempi brevi in modo da rendere sempre più efficace il
lavoro svolto sia dal Pronto Soccorso che dai reparti, in quella sede
è stata confermata al comitato che sarà ripristinato il servizio di
Ortopantomografia da noi richiesto a più riprese da due anni a
questa parte uno dei nostri desideri.
Questo renderà quanto toltoci due anni
fa, minor disagio e minori viaggi a 1200 persone all’anno con
disimpegno maggiore per le famiglie stesse.
Il Direttore Generale si è impegnato a
far si che la dismissione di Un Medico qualificato e Responsabile del
Servizio di Endoscopia quale il Dott. Milli, (A cui vanno i nostri
ringraziamenti e saluti per il prossimo pensionamento) non metta in
difficoltà il servizio e la sua erogazione di prestazioni,
(Potrebbe incidere negativamente sull’ U.O. Di Chirurgia) prendendo
iniziative da subito per sostituire adeguatamente il professionista
che lascerà il servizio.
Il Comitato in quella sede ha ribadito
al D.G. La richiesta di poter effettuare nell’Unità Operativa Di
Ostetricia e Ginecologia il Parto in analgesia, anche in deroga a
quanto previsto dalle direttive Regionali, facendo presente che 370
parti annui nella nostra vallata non sono pochi anche se non
raggiungiamo al momento i 500 parti annui richiesti dall’ O.M.S.

Il Direttore Generale, su questa
richiesta pur considerando le difficoltà a metterla in atto non ha
dato una chiusura al Comitato ma ha affermato che vista l’importanza
della cosa, la qualità e la soddisfazione nell’utenza verso
L’Ostetricia e Ginecologia è propenso a creare le condizioni
affinchè nei prossimi 3 anni il reparto possa raggiungere i 500
parti annui.
A nostro avviso se fosse possibile
poter avere il parto in analgesia anche in deroga; tale aspirazione
, il superamento dei 500 parti annui potrebbe essere raggiunta in
tempi più brevi dei tre anni e l’ Ostetricia e Ginecologia
diventare sempre più un fiore all’Occhiello e un vanto dell’Ospedale
del Casentino.

Il Comitato tramite il suo Portavoce
Nassini ha avanzato la richiesta al D.G. Di accogliere con favore la
Direttiva Regionale in materia di Anzianità e cioè di essere
favorevole a richiedere delle ministrutture abitative, (Piccole case
Famiglia) dislocate sul territorio da mettere a disposizione per la
popolazione anziana autosufficiente o semiautosufficiente.
Tale scelta sarebbe un modo per
riprodurre quanto più fedelmente l’ambito familiare al fine di
agevolare le famiglie e rendere una vita più consona e soddisfacente
per l’utente che in megastrutture per anziani, da esperienze già
vissute diventa sempre più un numero e meno una persona; a tal
proposito è stata chiesta la possibilità di aprire una piccola
struttura nei centri urbani di Bibbiena e Soci e comunque nei centri
urbani ad alta densità di popolazione a seconda delle necessità.
L’ultima non ultima necessità e nostra
richiesta è stata quella di un confronto continuo con L’Azienda con
le Istituzioni con incontri cadenzati, (Di cui il prossimo già
programmato per Gennaio p.v.) con analisi e studio dei problemi, con
integrazione di una rete d’emergenza adeguata, snella ed efficace, di
una integrazione Ospedale Territorio con un occhio di riguardo per
gli anziani.
Di avere un Ospedale efficiente nei
mezzi e nel personale operante, che si tenga conto dell’efficienza
del personale dal punto di vista qualitativo e fisico.
La percentuale di personale operante
con limitazioni lavorative, (Tipo 626 legge 104, maternità ed altro)
non dovrebbe superare le percentuali previste per legge, per
contratto di lavoro o per logica, (Da nostri riscontri sembrerebbe
che nel nostro ospedale ci siano molti operatori con questi limiti)
in modo da pregiudicare il lavoro di gruppo e caricare eccessivamente
le unità operative restanti.
Ringraziamo Il Direttore Generale per
la sensibilità ai problemi e alle nostre richieste, per la
disponibilità e la gentilezza, un grazie di Cuore anche a tutti,
Presidente Sds, Presidente Conferenza dei Sindaci, e non ultimo un
grazie di Cuore Al Responsabile e referente di Distretto Sanitario
Dott. Carlo Montaini per il lavoro svolto e per la disponibilità
verso il nostro Comitato, un saluto finale e in chiusura al Dott.
Massimo Mandò Responsabile di Centrale Operativa 118 e al Dott.
Marcello Grifagni, con la speranza di non aver dimenticato nessuno,
buon lavoro e arrivederci a tutti a Gennaio.

Valerio Bobini